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Lady Gaga e Bradley Cooper, il loro è vero amore o profondo feeling da palcoscenico?

Lady Gaga A proposito di stelle… Nella notte degli Oscar, lei non si è portata a casa tutto, si è portata a casa tutto quello che ha voluto. La statuetta, ça va sans dire, per Shallow, la miglior canzone originale tratta dal film A star is born (ogni riferimento è puramente casuale). Il diamante più prezioso quello che prima di lei aveva indossato Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany (poi l’avrà dovuto rendere alla maison di gioielli ma, intanto, l’ha sfoggiato lei), ultimo, ma non meno importante, si è portata via i tre minuti che contano nelle grandi storie d’amore: ha duettato sul palco con Bradley Cooper (e con tanto di cofana e di nasone che ormai sono il suo marchio di fabbrica) stretta a lui, guardandolo negli occhi, sorridendogli e commuovendosi. Sempre perfettamente ricambiata. Poi l’ha rimandato in prima fila, seduto al fianco della compagna, Irina Shayk, bella quanto ti pare, ma che nella vita ha scelto di camminare e basta (fa la modella.). E Bradley? Da quella prima fila lo vedi già accasciato davanti alla tv – altro che smoking da Oscar – in canotta e ciabatte pronto a chiedere una birra e… E ciao Irina.

A trionfare, durante la lunga notte del gli Oscar è stata sicuramente Lady Gaga che, firmando in grande stile il suo debutto cinematografico, si è portato a casa la meritata statuetta regalando a tutti gli spettatori un momento così indimenticabile da essere ormai diventato virale. Soprattutto un fermo immagine della serata, nonostante siano passati giorni, non smette di emozionare, far sognare e… chiacchierare!

Il premio vinto è quello per la miglior canzone, con Shallow, la colonna sonora di A Star is borri (il remake di E nata una stella, del 1937). Lady Gaga sale sul palco, emozionatissima, e ringrazia in modo particolare Bradley Cooper, suo partner nella pellicola, dicendo che non avrebbe mai potuto cantare quella canzone senza di lui. Eseguono il brano per il loro pubblico, vicini, con una energia incredibile fino a che non arriva il finale e i visi dei due artisti si sfiorano, gli sguardi si incrociano, le labbra che pronunciano le ultime strofe sembrano quasi volersi toccare. I due non si baciano ma l’emozione è tale che è come se l’avessero fatto e immediato scatta il gossip circa una loro liaison, per molti evidente, per altri solo sperata vista la bellezza, l’armonia e il feeling della coppia.

A dare adito al chiacchiericcio anche l’improvvisa fine della storia dell’artista con il fidanzato, il suo talent agent, Christian Carlino. I due avrebbero dovuto sposarsi la prossima estate, a Venezia, ma al posto del “e vissero felici e contenti” c’è stata la separazione. Semplicemente, ci tiene a sottolineare lei, il rapporto non stava funzionando, per questo hanno preferito dividere le proprie strade. Facile quindi capire perché il gossip abbia subito ipotizzato che a decretare la crisi di coppia, vista la forte alchimia mostrata pubblicamente, sia stata proprio l’entrata “in scena” dell’affascinante Bradley Cooper.

Ad applaudire Bradley, però, ci sono anche la mamma dell’attore Gloria Campano, di origini italiane, nota al pubblico visto che spesso accompagna il figlio a eventi e premiazioni) ma, soprattutto, la sua fidanzata, la bellissima Irina Shayk, con la quale, al contrario di Stefani Germanotta (vero nome di Lady Gaga) e Christian Carlino, non sembrerebbe, affatto, esserci segni di crisi. Anzi! Lei è la prima ad alzarsi in piedi per applaudire l’esibizione e l’attore ha più volte ringraziato la sua compagna per tutto l’appoggio dato, soprattutto per aver sopportato, per un lungo anno, tutta la musica che ha cercato di fare nel seminterrato della loro casa. Non solo… rumors dicono che la coppia, lo scorso gennaio, si sia sposata in gran segreto e che ora, già genitori di Lea De Seine, stiano pensando a un secondo bebé!

Ad emozionare, però, non solo il feeling tra i due protagonisti della pellicola, ma anche il messaggio che Lady Gaga lascia prima di uscire di scena. L’artista confida di aver lavorato per tanto tempo e la questione non è vincere ma quella di non mollare, di combattere quando si ha un sogno da realizzare: «Non si tratta di quante volte sarete rifiutati e quante volte cadrete. Si tratta di quante volte vi alzerete, sarete coraggiosi e andrete avanti». E lei lo sa bene… di porte chiuse in faccia, nella sua vita, ne ha avute tante ma la sua ricetta è quella di andare avanti con passione, disciplina e impegno, che devono essere una costante nonostante le avversità. A giudicare dal risultato… la formula è vincente.

LADY GAGA ERA COME AUDREY

Brillava Lady Gaga sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles. Oh, se brillava quando, tra le lacrime e con la statuetta d’oro in pugno, ci ricordava che l’importante non è tanto vincere, ma lottare e non arrendersi, e poi mentre seduta al piano duettava struggente con Bradley Cooper, guancia a guancia e occhi negli occhi. E a chi interessa se è amore o la performance di due artisti straordinari, quel che conta è che almeno una volta nella vita incontriamo qualcuno che ci guardi così.

Qualcuno da guardare così. Astro scintillante nella notte degli Oscar 2019, Stefani Joanne Angelina Germanotta, premiata per la miglior canzone con Shallow, brano portante di A star is born, non aveva al dito l’anello di fidanzamento del talent scout Christian Carino, con cui non fa più coppia da prima di San Valentino, ma abbagliava comunque di luce riflessa. Quella sprigionata dal collier più incredibile mai indossato nella storia degli Academy Awards: un girocollo con diamante giallo di Tiffany Diamonds da 128,54 carati e valore stimato di 30 milioni di dollari, dieci in più rispetto al diamante blu creato da Harry Winston per l’attrice di Titanic Gloria Stuart agli Oscar del 1998. Ma che azzardo fare un prezzo, perché in fondo questa pietra unica e iconica, scovata nel 1877 dal fondatore Charles Lewis Tiffany nelle miniere di Kimberley, in Sud Africa, e acquistata l’anno dopo per 18 mila dollari, è sempre stata di proprietà di Tiffany & Co.

Ma una volta, una sola volta, ha rischiato di finire sul mercato: nel 1972, quando il gioielliere americano pubblicò sul New York Times un’offerta di vendita per il gioiello a 5 milioni di dollari, che oggi equivarrebbero più o meno a 25. Solo che l’annuncio era valido soltanto per ventiquattr’ore e nessuno si presentò. Così la gemma gialla tanto cara a “The king of diamonds”, il re dei diamanti, come era chiamato Charles Lewis Tiffany, restò in casa. Eccezionale per la sua dimensione, la pietra, in origine di 287,42 carati, diventò poi inimitabile grazie al lavoro del capo gemmologo George Frederick Kunz che la tagliò a cushion con ottantadue sfaccettature radianti, ventiquattro in più delle classiche cinquantotto del taglio brillante. Un capolavoro esposto alle più prestigiose esibizioni mondiali, dalla World’s Colombian Exposition di Chicago del 1893 alle celebrazioni per i cento anni di De Beers in Sud Africa nel 1971, e in tre occasioni esibito in vetrina nel flagship store newyorchese sulla Fifth Avenue. A indossarlo in pubblico, prima di Lady Gaga, solo altre due donne.

L’attivista britannica Mary Whitehouse, che ebbe l’onore di portarlo al Ballo di Tiffany del 1957 a Newport, Rhode Island, e Audrey Hepburn, quattro anni dopo, nell’indimenticabile servizio fotografico scattato per la promozione del film Colazione da Tiffany. È lei e il suo stile che Lady Gaga ha voluto omaggiare durante la notte degli Oscar, vestendo due magnifici abiti, neri e lineari, e tuttavia sontuosi. Il tubino di Alexander McQueen per il red carpet e il Brandon Maxwell con scollatura profonda e gonna larghissima per il ritiro del premio. Stelle diverse, Audrey e Gaga, unite da un talento raro, premiato con i massimi riconoscimenti alla carriera (innumerevoli quelli dell’attrice; un Grammy, un Bafta, un Golden Globe e un Oscar in un solo anno per la cantante italo-americana), e ora dall’onore di indossare un pezzo che ha fatto la storia della gioielleria di ogni tempo. Non esattamente lo stesso, per la verità, perché il collier usato dalla Hepburn è stato poi modificato nel 2012, in occasione del 175° anniversario della maison della “blue box”, quando la gemma gialla è stata incastonata in una collana più moderna, tempestata di diamanti bianchi: i più grossi a taglio cushion e i più piccoli a brillante, per più di cento carati totali. È questa la versione che il pubblico del Dolby Theatre e del mondo intero ha visto al collo della ispirata ed emozionata Lady Gaga. Ora il collier tornerà al suo posto, al piano terra del negozio di Tiffany, dove chiunque potrà entrare ad ammirarlo, anche se certamente non potrà sfiorarlo. D’altra parte non è così che funzionano i sogni?

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