Luca Zingaretti termina le riprese de Il Commissario Montalbano: i saluti a Camillieri tra felicità e tristezza

Sono terminate nelle scorse ore le riprese della nuova stagione de Il Commissario Montalbano, ovvero la prima stagione dopo la morte di Andrea Camilleri. Per questo Luca Zingaretti, al termine delle riprese, ha voluto dedicare un video allo scrittore, ma anche e soprattutto amico, che è scomparso da pochi giorni, alla veneranda età di 93 anni. Luca Zingaretti che da anni ormai interpreta Il commissario Montalbano, dalla sua pagina Instagram, appena terminato le riprese dell’ultima stagione e la prima dopo la morte di Camilleri, ha salutato tutti i fan ed ha voluto dedicare anche un momento all’amico e creatore della saga dei romanzi, deceduto come abbiamo già visto, purtroppo nei giorni scorsi.  “In questo momento abbiamo finito il film. Tanta felicità ma anche tanta tristezza. E il sole della Sicilia ci ha voluto salutare così. Ciao“. Sono state queste le parole di Luca Zingaretti nel suo video, con la voce tremante dall’emozione e soprattutto parole colme di un grande significato.

Anche se Zingaretti non ha menzionato Camilleri, è evidente che con queste parole si riferisse proprio a lui. Il set siciliano de Il commissario Montalbano, era stato riaperto lo scorso mese di aprile quando l’intero cast e la produzione avevano cominciato le riprese di tre episodi che fanno parte della quattordicesima stagione della serie e che vedremo in televisione nel 2020, sempre su Rai 1. Il set era stato sospeso il giorno della morte di Andrea Camilleri ,ovvero il 17 luglio 2019 ed in quei giorni pare che avesse preso il comando della regia lo stesso Zingaretti. I tre nuovi episodi con la regia di Sironi, sono stati adattati sul piccolo schermo i racconti e romanzi di Camilleri e nello specifico il primo film TV è tratto da “La rete di protezione” del 2017. Tutti gli appassionati della serie Il commissario Montalbano sono ansiosi di guardare quindi la nuova stagione e sicuramente lo faranno con un pizzico di malinconia, un po’ come già è stato, quando si è dato l’addio al Dottor Pasquano interpretato dall’attore Marcello Perracchi

Il rapporto speciale di Zingaretti con Camilleri

Zingaretti e Camilleri in questi anni di duro lavoro, hanno instaurato un rapporto davvero speciale e lo stesso attore aveva provato a spiegare ciò che univa lui allo scrittore siciliano. Le sue parole di addio a Camilleri, fanno ben capire che tipo di rapporto ci fosse tra loro. Ecco quanto scritto da Zingaretti il giorno della morte di Camilleri: “E alla fine mi hai spiazzato ancora una volta e ci hai lasciato. Nonostante le notizie sempre più tragiche, ho sperato fino all’ultimo che aprissi gli occhi e ci apostrofassi con una delle tue frasi, tutte da ascoltare, tutte da conservare. E invece è arrivato il momento di ricordare. Di cercare le parole per spiegare chi sarà per sempre per me Andrea Camilleri. Un Maestro prima di tutto, un uomo fedele al suo pensiero sempre leale, sempre dalla parte della verità che ha raccontato tutti noi e il nostro paese. Mancherai. È inevitabile, è doveroso. Per la tua statura artistica, culturale, intellettuale e soprattutto umana. Le tue parole resteranno sempre con la stessa semplicità e con l’immensa generosità e saggezza con cui le hai condivise, da mente libera e superba quale sei. Ma soprattutto mancherai a me perché in tutti questi anni meravigliosi in cui ho incrociato la mia vita con quella del commissario, mi sei stato amico. Ho avuto la strana sensazione che bastasse un tuo tratto di penna a cambiare la mia vita”.

Poi il posto di Zingaretti continua in questo modo: “Ho vissuto accanto a te, nel tuo mondo, quello che avevi creato, quello che ti apparteneva perché uno scrittore non può che riportare se stesso nelle cose che scrive. E ho imparato tantissimo. Il rispetto per le persone, tutte, per se stessi, e per le persone deboli. Perché il tuo commissario è così che la pensa. A volerti bene no. Quello già sapevo farlo dai tempi dell’accademia, quando non ci trattavi da allievi, ma piuttosto da colleghi. Ho imparato che il valore delle persone non c’entra nulla con quello che guadagnano, con le posizioni che ricoprono, con i titoli che adornano il loro cognome: le persone si valutano per quello che sono. Adesso te ne vai e mi lasci con un senso incolmabile di vuoto, ma so che ogni volta che dirò, anche da solo, nella mia testa, “Montalbano sono!” dovunque te ne sia andato sorriderai sornione, magari fumandoti una sigaretta e facendomi l’occhiolino in segno di intesa, come l’ultima volta che ci siamo visti a Siracusa. Addio maestro e amico, la terra ti sia lieve!”.

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