Maria De Filippi rompe il silenzio e rivela una sua dipendenza: “Ero terrorizzata”

Maria De Filippi ha deciso di rompere il silenzio e di parlare così di alcune cose riguardanti la sua carriera professionale. Ogni conduttore, come vuole la regola, ha i suoi ‘trucchi’ per reggere la conduzione dei programmi. Ma qual è la dipendenza di Maria De Filippi?

Maria De Filippi stagione televisiva 2019/2020

Manca sempre meno all’inizio della nuova stagione televisiva per Mediaset. La presentazione dei palinsesti Rai ha creato parecchie discussioni per via dell’esclusione di personaggi come Antonella Clerici, ecco che fortunatamente i palinsesti di cada Mediaset rappresentano quasi una certezza.

A settembre troveremo dunque Maria De Filippi con Uomini e Donne, successivamente con Tu si que vales e poi con Amici. Nei mesi invernali arriverà po’ l’attesissima stagione di C’è posta per te, ormai il programma punto di riferimento per tante persone che hanno voglia di racconta la loro storia. Quest’ultimo programma però ha fatto notare ai fan di Maria De Filippi la strana dipendenza dalla conduttrice.

Maria de Filippi rompe il silenzio e parla della sua dipendenza

In molti hanno notato che Maria De Filippi durante la conduzione dei suoi programmi porta con se delle caramelle dall’involucro giallo, che le tengono compagnia soprattutto durante C’è posta per te. Il motivo per il quale la presentatrice si accompagna a queste caramelle è dettata dal fatto che l’aiutano a rigenerarsi durante programmi come quelli appena menzionato in cui è costretta a parlare molto. Nel frattempo però le caramelle in questione sono diventate fondamentali durante il lavoro. Non  a caso Maria De Filippi ha descritto questa sua abitudine come una vera e propria dipendenza di cui non riesce a far a meno, ma com’è nata questa sua bizzarra usanza? Ecco quali sono state le dichiarazioni di Maria De Filippi.

“Me le manda una telespettatrice”

Maria De Filippi ha deciso di raccontare com’è nata la sua dipendenza dalle caramelle leone, le quali l’accompagnano durante la conduzione di tutti i programmi dei quali è a timone. In occasione di un’intervista rilasciata al settimanale di gossip Oggi dove ha raccontato la sua prima esperienza da presentatrice. Maria De Filippi ha dichiarato: “Ero terrorizzata, senza salivazione, e le labbra mi si incollavano mentre parlavo. Da lì partì la mia dipendenza dalle caramelle: ancora adesso uso le stesse, le leone al limone“. Ma chi è la fornitrice ufficiale delle caramelle? Maria De Filippi al settimanale Oggi ha concluso dicendo: “Me le manda una telespettatrice che non ho mai conosciuto“.

Dalla Carrà c’è poi andata anche lei e ha raccontato di certi gialli di Simenon che hanno significato molto per lei.

«Maurizio prima di mandarmi in onda pretese che imparassi a fare la sintesi e capissi come fare le interviste: mi obbligò a leggere i gialli di Simenon e poi a farne il riassunto a voce in uno, due o tre minuti. Lui li sapeva a memoria, se sbagliavo mi beccava. Dovevo imparare a trovare il centro della storia. Poi mi fece intervistare tutti i colleghi dell’ufficio mentre scendevo le scale. La prima persona che mi ha aiutato tanto nel dietro le quinte nel primo anno di lavoro però è stata la prima moglie di Maurizio, la madre di Saverio e Camilla, Flaminia. Lei è brava a scrivere, mi aiutava a sviscerare la storia».

Quindi raccomandata, ma secchiona.

«A un certo punto ho capito che non potevo più andare in puntata così preparata, perché ero davvero troppo secchiona. Dovevo piuttosto imparare a vivere la cosa che stavo facendo, sentirla dentro: in questo è stata fondamentale Flaminia».

Gavetta, la definiamo così?

«Sono stata seduta sei anni in una sala riunioni non avendo il diritto di parola. Erano riunioni lunghissime davanti a tutta la redazione del Costanzo Show che mi guardava come l’ennesima moglie di passaggio. Stavo lì ad ascoltare Alberto Silvestri, che è stato il mio grande maestro. Ma per sei anni non avevo diritto di scegliere le storie che volevo, io potevo solo condurre Amici, senza poterci mettere bocca».

Ci stava stretta? «Strettissima. Non potevo fare una domanda in più nemmeno alla redattrice che si occupava di quella storia: non ero legittimata». Disciplinata. «Sono stata “sotto botta” sempre. Avevo un rapporto di soggezione con Silvestri e non riuscivo a parlargli. Così un giorno gli scrissi una lettera. Gli spiegai tutta la fatica che facevo a non poter esprimere un pensiero. Aspettai per giorni e giorni la risposta. Poi lui mi scrisse un biglietto con poche righe: “Ho capito che mi vuoi bene”. Ci rimasi di merda. Dopo sei anni Maurizio mi presentò Sabina Gregoretti, bravissima. Iniziai a lavorare con lei a Missione impossibile. La vedevo come la mia liberazione: per la prima volta potevo fare un programma senza Alberto. Andai tronfia da lui e… mi augurò in bocca al lupo!».

Non fu un successo, quel programma.

«Feci il 13 per cento. In ufficio mi ritrovai Silvestri seduto davanti a me come il conte di Montecristo: ritornai al silenzio per un altro anno, stando di nuovo “sotto botta”. Poi pensai a C’è posta per te, accettai di farlo con Alberto e lui finalmente mi lasciò parlare e scegliere le storie. Facevo finalmente quello che sognavo da una vita. Salivo da lui, gli raccontavo le storie che avevo scelto e Alberto poi veniva alla registrazione. Io stavo in piedi e, per rispetto e vicinanza, ci rimaneva anche lui. A fine puntata mi dava i voti sulle storie: siamo andati avanti così e, malgrado sia scomparso la sera in cui ho vinto il Telegatto, io continuo a firmare il programma con lui». I suoi pregi professionali a questo punto della sua carriera? «Mi riconosco la capacità di saper ascoltare e cogliere il centro delle cose. Ma so anche qual è il mio limite: non so fare le trasmissioni che prevedono una certa rigidità. Io il Grande Fratello non potrei mai farlo: dopo cinque minuti entrerei nella casa. Ho capito che devo essere me stessa in tv perché la televisione è una lente di ingrandimento. Quello che sei, salta fuori: io ho scelto di essere me stessa».

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