Maria Sestina, difficile credere che sia caduta accidentalmente dalle scale

Sembra essere un vero rompicapo la ricostruzione delle circostanze che hanno portato al decesso di Maria Sestina Ardiri, 26 anni, la parrucchiera morta in seguito ad una presunta rovinosa caduta dalle scale mentre si trovava nell’abitazione della nonna del fidanzato a Ronciglione (Viterbo).

Ci occupiamo del caso alle pagine 24 e 25 di questo numero, riportando i risultati dell’autopsia. È di fondamentale importanza ricostruire l’intero quadro lesivo. Per esperienza, trovo piuttosto improbabile che ima caduta dalle scale possa generare un quadro lesivo di tale portata. Ed è proprio questo che l’autopsia sembra confermare: le lesioni non sono compatibili con la caduta dalle scale. Questo è il nodo cruciale su cui occorre fare chiarezza, soprattutto perché lo scenario generale desta una serie di perplessità.

L’unico indagato per la vicenda è infatti il compagno di Sestina, Andrea Landolfì Cudia, pugile dilettante. Stando a quanto riferito da alcuni familiari di Sestina, quest’ultima era stanca della relazione con Landolfì soprattutto a causa della gelosia e possessività di lui. Di cruciale importanza sono anche le testimonianze di coloro che hanno avuto modo di osservare la coppia la sera dei fatti: i due avrebbero litigato poco prima della presunta caduta di Sestina.

A mio avviso risulta poco credibile poi la versione di quanto sarebbe successo quella sera resa dall’indagato. Versione che non sembra aver convinto nemmeno i medici che per primi hanno prestato soccorso a Sestina, anche se invano. Sono certa che l’approfondimento di matrice criminalistica ancora in atto potrà chiarire i contorni precisi di questa vicenda e vagliare nel dettaglio il racconto reso da Landolfì.

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