Meghan Markle la Duchessa rivoluziona il parto reale

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Il giorno del parto di Meghan Markle si avvicina a grandi passi. Tra la fine di aprile e i primi di maggio il royal baby dovrebbe vedere la luce, dicono le fonti di Palazzo. Ma le forme della Markle fanno addirittura pensare che l’ex attrice possa partorire in questi giorni, in anticipo e a sorpresa, con una certa apprensione per segretari e scorta dei duchi di Sussex. Va detto che molti sognano di vedere il piccolo duca nascere lo  stesso giorno di Sua Maestà, il 21 aprile. Che sarebbe, forse, una specie di sgarbo per mamma Meghan, parecchio allergica alla famiglia Windsor, malgrado abbia deciso di sposarne il membro più mediatico, il principe Harry, in un baleno.

Naturalmente l’attesa del royal baby sta diventando a dir poco spasmodica. E intrisa di pettegolezzi. Pare per esempio probabile che ad assistere l’ex attrice non ci saranno i medici reali, Alan Farthing and Guy Thorpe-Beeston, ginecologi di fiducia della regina e di Kate Middleton, ma un team guidato da una donna, nominato dall’ex attrice. Nemmeno la Lindo Wing, l’ala privata dell’ospedale Saint Mary di Paddington, dove negli ultimi 40 anni hanno partorito quasi tutte le donne di famiglia, è stata scelta. La duchessa avrebbe pensato a due opzioni: o partorire in casa, come Sua Maestà, o nell’ospedale Frimley Park, nosocomio pubblico gestito dal servizio sanitario britannico nel Surrey.

La prima opzione sarebbe dettata dalle forti convinzioni della Markle, fan delle terapie alternative. La seconda, invece, sarebbe dovuta a motivi di sicurezza: una primipara over 35 (l’ex attrice ha quasi 38 anni) è a rischio di parto prematuro o di epidurale o cesareo. L’ospedale Frimley Park è molto vicino al Frogmore Cottage, a Windsor; dove la coppia reale si è appena trasferita. Meghan non sarebbe nemmeno la prima Windsor a sceglierlo; qui ha partorito i suoi due figli anche Sophie, contessa di Wessex, nuora di Elisabetta IL Intanto a proposito del sesso del nascituro la Markle avrebbe commesso un errore imperdonabile, rivelando il sesso del nascituro alle amiche e facendosi pure coinvolgere nei loro affari.

Serena Williams, amica carissima dell’ex starlet, protagonista di uno spot con la figlia Olympia per la Pampers, durante un’intervista ha usato il femminile parlando del baby Sussex e, non paga, ha dichiarato anche di aver già spedito ai duchi una fornitura dei famosi assorbenti per neonati. H nome di un reale britannico associato a un pannolino usa e getta… Da pelle d’oca.
Al di là del gossip, una cosa invece è certa: a meno che la regina non intervenga, il royal baby non godrà del titolo di Sua altezza reale. Giorgio V, nonno delFattuare sovrana nel 1917, limitò grandemente l’uso del titolo. Secondo l’etichetta il pupo potrebbe quindi diventare duca di Dumbarton, uno dei titoli secondari di Hany. Se invece il pargolo fosse una femmina, la piccola diventerebbe una lady Mountbatten-Windsor.

Non darà alla luce la sua creatura nella clinica che fu scelta dalla cognata Kate (e ancora prima da Lady Diana). Non permetterà l’accesso in sala parto ai ginecologi di sua maestà. Non mostrerà il bambino al pubblico, come da tradizione, appena dopo la nascita. Anche agli sgoccioli della sua prima gravidanza, Meghan ha pronunciato una sfilza di niet che ne confermano la nomea di duchessa ribelle. Ogni momento, ormai, è quello giusto. I duchi di Sussex stanno aspettando il lieto evento nella residenza di Frogmore Cottage, villino vittoriano all’interno della proprietà reale di Windsor, che Elisabetta II ha assegnato loro. Una fuga dalla città e dal suo clamore – e non a costo zero, visto che per i lavori di ristrutturazione sono stati sborsati 3 milioni e mezzo di euro – giustificata da Harry e Meghan con l’esigenza di preservare la loro famiglia da curiosità e incursioni dei fotografi.

Scelta bizzarra, visto che i duchi hanno da poco inaugurato un profilo autonomo su Instagram, sussexroyal, che alimenta ancor di più la loro straripante fama. Dietro queste decisioni apparentemente contraddittorie c’è sempre lei, Meghan, che con lucida determinazione – Diana manifestava una ribellione molto più scomposta – sta smantellando pezzo per pezzo una serie di tradizioni di casa Windsor. Ma si tratta solo di capricci, di colpi di testa per affermare la propria individualità o è invece un razionale piano per accogliere il nascituro nel modo più consono? Partiamo dalla scelta dell’ospedale. Lindo Wing, il reparto solventi del St. Mary di Londra, è un cinque stelle per partorienti. Costa settemila euro a notte e comprende il soggiorno in una suite, pasti che consistono in sofisticati menu à la carte abbinati a una ricca lista di vini e champagne.

Qui ha partorito Kate, ma non solo. È corposa la tradizione di parti reali in questa clinica: i figli della principessa Anna, Mark e Zara, sono nati qui – primi discendenti della regina a venire al mondo fuori da Palazzo – come anche William e Harry. Meghan avrebbe invece optato per una struttura del Surrey, il Frimley Park Hospital, a prima vista molto più spartano. A leggere il “pacchetto parto” non è previsto alcun trattamento di lusso per i suoi 938 posti letto. Una stanza in regime di solvenza costa “appena” 116 euro a notte. E allora, perché Meghan avrebbe deciso di dare alla luce il suo primogenito proprio qui? Non si tratta ovviamente di una corsa al risparmio, visto che solo per vestirsi durante la gravidanza la duchessa ha indossato circa 75 cambi d’abito costati oltre 700 mila euro. Frimley è una struttura d’eccellenza, inserita tra i tre migliori ospedali britannici per qualità dei trattamenti sanitari.

La stessa famiglia reale ne ha avuto prova diretta. Sophie di Wessex, moglie del principe Edoardo, ha infatti dato miracolosamente alla luce la sua primogenita Louise proprio in questa struttura. Fu portata d’urgenza a Frimley da Bagshot Park, la loro residenza nel Surrey, in preda a violentissimi dolori addominali dovuti, si è scoperto poi, al distacco della placenta. I medici riuscirono a salvare madre e figlia. Da quel giorno, l’8 novembre 2003, la famiglia reale porta nel cuore questo ospedale e i sanitari che ci lavorano. Meghan, che negli ultimi mesi è entrata in confidenza con Sophie, pare si sia tanto commossa nel sentire la sua storia da aver deciso di affidarsi alle cure di questo ospedale. Ma ci sono anche valide ragioni logistiche. Da Frogmore Cottage a Frimley ci sono 30 minuti di auto scarsi. Per raggiungere Londra, dove si trova la Lindo Wing, i tempi si raddoppiano.

Altra questione riguarda i ginecologi della real casa, Alan Farthing e Guy Thorpe- Beeston, che tradizionalmente presenziano ai parti reali – erano alla Lindo Wing quando vennero al mondo George, Charlotte e Louis – per coordinare lo staff ospedaliero e dare alla puerpera coronata la migliore assistenza possibile oltre che, è innegabile, dipendere dalla regina per qualunque decisione si renda necessaria durante il parto. Ma Meghan non vuole «ginecologi in giacca e cravatta», riferiscono fonti vicine alla duchessa, e preferisce che il suo parto sia coordinato da un medico donna. Inoltre, dulcis in fundo, la duchessa non è per niente d’accordo a prestarsi a un’altra tortura post partum: la foto di rito con neonato in braccio sulla scalinata della clinica. In realtà quest’ultima determinazione di Meghan non è stata spifferata da qualche gola profonda debitamente istruita dalla furba altezza reale, ma è il frutto di un ragionamento articolato durante la trasmissione radiofonica On Heir da alcuni corrispondenti reali. Emily Andrews ha riferito che la futura mamma desidera una nascita più privata, senza essere costretta ad apparire perfetta, vedi Kate. Il commentatore americano Omid Scobie ha aggiunto che il photo call, come si chiama in gergo quella pioggia di flash, andrebbe contro le convinzioni femministe di Meghan.

Insomma, mostrare il figlio appena nato è considerato un’identificazione della donna esclusivamente nel ruolo di mamma, posizione avversata dalla duchessa frangi-regole. C’è chi ha letto in queste alzate di testa una critica neanche troppo velata alla cognata Kate, che invece ha scelto di adeguarsi senza colpo ferire alla tradizione tanto cara a nonna Elisabetta. Non è un ragionamento privo di fondamento, e va a inserirsi in questa ormai aperta ostilità tra duchesse, una guerra sotto traccia che scandirà i rapporti nella casa reale per i prossimi anni. Ma c’è anche chi collega il cambio di passo di Meghan a una sorta di omaggio alla sua condizione di membro minore della famiglia reale. In questo senso sembra che i duchi di Sussex si siano avvicinati al nuovo corso inagurato dai reali svedesi: per la nascita dei tre figli della principessa Madeleine, terzogenita di re Carlo XVI Gustavo, la mamma ha posato con i figli qualche settimana dopo nella tranquillità della propria residenza. Una scelta di discrezione dovuta anche al rango del nascituro: a meno che la regina non intervenga personalmente, il figlio di Harry e Meghan non potrà forgiarsi del titolo di altezza reale. Un alibi che permetterà a Meghan di posare a Frogmore Cottage dopo una lunga sessione di trucco in stile cinematografico e davanti all’obiettivo di un fotografo di fama internazionale, invece di dover prestare viso e corpo alle luci della primavera inglese, che possono giocare brutti scherzi a forme e incarnato. Di che ci stupiamo? Con Meghan Palazzo sembra diventato il set di Beautiful.

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