Michael Jackson, le lettere disperate scritte alle Regina Elisabetta

L’attenzione mediatica torna a concentrarsi sulla Regina Elisabetta e i personaggi famosi che hanno cercato di far breccia nel loro cuore. Questa volta si parla di Michael Jackson e le lettere disperate che questo ha scritto alla sovrana. Ecco di cosa si tratta.

Regina Elisabetta, la gaffe fatta con Robbie Williams

La carriera da sovrana della Regina Elisabetta è stata circondata da diversi personaggi del mondo dello spettacolo che hanno catturato l’attenzione della famiglia reale. Ricordiamo il caso dei Beatles, il quali vennero nominati baronetti dalla sovrana come onorificenza per aver portato il simbolo della musica inglese nel mondo.

Il momento clou però è arrivato nel momento in cui la Regina Elisabetta ha incontrato il cantane Robbie Williams. All’epoca dei fatti, come raccontato dallo stesso artista che all’epoca si trovava insieme ai Take That, la Regina Elisabetta ha fatto confusione credendo che il cantante fosse il membro del congresso americano. Dopo la gaffe successa con Robbie Williams, ecco che a far discutere è la diffusione delle lettere segrete che Michael Jackson avrebbe scritto alla Regina Elisabetta.

Michael Jackson, le lettere segrete

Come abbiamo appena spiegato all’inizio del nostro articolo, a far discutere è una notizia che riguarda Micheal Jackson e la sua forte ambizione nel voler ottenere un titolo nobiliare conferitogli dalla Regina Elisabetta.

A diffondere la notizia è stato il magazine di Amica, il quale ha fatto riferimento al desiderio di Michael Jackson che come il collega Paul McCartney voleva essere imbastito con la carica di baronetto da parte della Regina Elisabetta. Secondo quanto raccontato dal bodyguard dalla guardia del corpo della pop star Feddies, in occasione dell’intervista rilasciata al Dayli Mail, sembrerebbe che il Re del pop si sia sfogato dicendo: “Sono la più grande star del mondo, perché non sono Sir Michael Jackson? Cos’ho che non va?”.

“Era molto ambizioso”

Il racconto della guardia del corpo di Michael Jackson fa riferimento dunque alle testimonianze racchiuse nelle lettere segrete e disperate che questo ha inviato alla Regina Elisabetta, alle quali la sovrana non avrebbe mai risposto. Freddi, non a caso, fa riferimento a un’importante amicizia che il Re del pop aveva anche con Lady Diana e successivamente conclude dicendo: “Michael era molto ambizioso: lo è sempre stato. La sola cosa che non aveva, e che per lui era molto importante, era un riconoscimento dalla Regina. Lo voleva tantissimo, così abbiamo scritto diverse lettere alla Regina. Le abbiamo provate tutte, ma siamo sempre stati ignorati”.

One thought on “Michael Jackson, le lettere disperate scritte alle Regina Elisabetta

  1. ma che caspita di notizie da giornali trash, di nuovo di cattivo gusto verso un morto, con questa sedicente guardia del corpo che, tanto MJ non era molto riservato, figuriamoci, certo il bodyguard si, addirittura ” le abbiamo provate tutte” perchè naturalmente si faceva aiutare a scriverle, questo è possibile davvero, ma…dalla bodyguard, in genere noti per la loro conoscenza oxfordiana del cerimoniale reale e dunque MJ, eccheccaso, lo pagava, si è fatto aiutare a scrivere la letterina alla regina Elisabetta. Sicuro. E, ci scommetto, hanno isolato tipo, scherzando a proposito di qualcosa coi giornaslisti: ” sono MJ, diavolo, avrò pure diritto ad essere baronetto come Paul !”…e da qui…lui era molto ambizioso, perchè il bodyguard oltre che narratore in prosa, ha anche nozioni di psicologia, anatomia patologica, sassofono, francese, cinema, ritrattista, programmatore, quando lo chiamano batterista in una cover band di Prince e se serve meditassione siori, trascendentale. Probabilmente se invece del dottore che lo ha ucciso, si fosse fatto “curare ” dal bodyguard èvero, sarebbe vivo. Forza tutti, ma la qualità e la credibilità ( fonti, anche in caratteri minuscoli come tutte le cose “inutili”) di testate, blog, perfino commenti a post ( anche se, si sa, la qualità delle “risposte” dipende molto da quella della domanda) comincia, da noio soprattutto, ad essere indispensabile per provare ad evitare un oscurantismo del quale i borsi già lambiscono ora questo, ora quello.

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