Omicidio a Ragusa, uccidono un uomo a sprangate e violentano la compagna

Un orribile fatto di cronaca si è verificato a Ragusa dove un uomo è stato ucciso con colpo di spranga alla testa, mentre la donna che si trovava insieme a lui è stata violentata più volte da tre uomini. Ecco la svolta nelle indagini.

Omicidio a Ragusa

Nel corso delle ultime ore è stata diffusa la notizia secondo cui un uomo a Ragusa è stato ucciso con un colpo di spranga alla testa. La vittima in questione è Nicu Radicanu, un romeno di 38 anni; a indagare sull’accaduto sono gli agenti della squadra mobile di Ragusa insieme alla collaborazione della Sco di Roma e il commissariato di Vittoria.
La svolta nelle indagini è arrivata con l’arresto di Nizar Brahim di 23 anni, Marouane Tebra di 27 anni, Anwari Tebra di 23 anni e di Hambdi Boukhobna. Si tratta di quattro braccianti tunisini già noti nella zona per via del loro lavoro, i quali dovranno rispondere di sequestro di persona, violenza sessuale di gruppo aggravata a danno della convivente della vittima, una donna di 53 anni che si trovava insieme a lui durante l’accaduto.

“Ci hanno assaliti alle spalle”

I fatti si sono verificati il 26 aprile del 2019 all’uscita della discoteca Playa del Sol, a Scoglitti, quando la donna insieme alla vittima, dopo aver concluso la sua serata, avevano deciso di dirigersi verso casa. A raccontare il tutto è stata proprio la donna, premettendo di ricostruire cos’è avvenuto al momento del delitto. A riportare la dichiarazione della donna è stato Il Messaggero dove è possibile leggere: “Ci hanno assaliti alle spalle. Un nord africano ha colpito Nicu e un altro mi ha tappato la bocca. Un altro uomo mi ha spogliato e poi a turno mi hanno violentata. Un quarto uomo dopo l’omicidio è scappato“. La donna in questione continua dicendo: “Poi minacciandomi con una spranga di ferro mi hanno portato nuda vicino un casolare abbandonato nei pressi di una serra e lì mi hanno violentato di nuovo. Poi verso le 7 del mattino mi hanno abbandonata minacciandomi che se avessi denunciato le violenze mi avrebbero uccisa“.

“Soggetti erano in grado di poter ripetere gli stessi reati”

Sono stati attimi in cui tutto è davvero successo. Uno dei quattro fermati ha usato una spranga per colpire l’uomo, mentre gli altri tre hanno violentato la donna. I quattro ragazzi hanno affermato di essere ubriachi e, per quanto successo, dovranno comunque rispondere di omicidio, sequestro di persona e violenza sessuale di gruppo. A commentare l’esito dell’indagine è stato il dirigente della squadra mobile Antonio Ciavola che, come riportato da Il Messaggero, ha dichiarato: “È un risultato importantissimo quello raggiunto dalla Polizia di Stato, in quanto aver assicurato alla giustizia simili criminali, permette di scongiurare la paura di un branco che avrebbe potuto reiterare condotte criminali. Per la particolare gravità dei fatti, questi soggetti erano in grado di poter ripetere gli stessi reati senza comprenderne la portata“.

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