Pensioni ultime notizie: esclusi Quota 100, per chi rimane la Riforma Fornero

È vero che è stata abolita la riforma Fornero? ” sono molto preoccupata per il paese e sicuramente la riforma Fornero non è stata cancellata, i problemi c’erano ieri e ci saranno anche domani. I toni trionfalistici che il governo usa sono del tutto fuori luogo e saranno anche questo è un elemento negativo che contribuirà a creare quel clima di negatività e di risentimento che io credo abbia fatto in questi anni molto male al paese. Le riforme, se vogliamo guardarle nel loro merito, al di là delle parole che esagerate i ministri, ed anche lo stesso presidente del consiglio ha usato, queste riforme sono fatte per cambiare i comportamenti, ed io credo che i comportamenti degli incentivi che si danno vadano nella direzione sbagliata”. Dice la professoressa Fornero

Pensioni ultima ora, Fornero su Quota 100: propaganda

Anche il quotidiano Il Foglio ha pubblicato alcune dichiarazioni dell’ex ministro Fornero a commento della contro-riforma approvata dal Governo Conte. In questo caso cambiano le parole ma non la sostanza della critica. “Controriforma furbesca, il ritorno della politica nella determinazione delle regole pensionistiche”. Più in particolare secondo l’ex componente del Governo Monti la misura “è contornata di condizioni che ne riducono fortemente la convenienza ma scalfiscono di poco il messaggio mediatico. Ogni anno di anticipo del pensionamento rispetto alle regole della riforma Fornero comporta una perdita del 3-5 per cento”. Infine l’affondo conclusivo: “propaganda slegata da ogni visione strategica del futuro”.

Esclusi Quota 100 nel 2019, c’è la Legge Fornero

Pensioni ultima ora: a fronte della bozza del decreto su pensioni e reddito di cittadinanza giungono le prime reazioni. I sindacati non soddisfatti delle misure contenute nel testo e chiedono al governo maggiore impegno su specifici fronti previdenziali. Si registrano nelle ultime ore interventi da parte dei massimi rappresentanti di CGIL (Camusso), della CISL (Furlan) e della UIL (Proietti). Ciò che si reclama è maggiore attenzione ai giovani e a coloro che non hanno continuità contributiva. Oltre alla possibilità di istituire Quota 41 in modo da dare a chi ha 41 anni di contributi l’opportunità di andare in pensione a prescindere dall’età anagrafica.

Pensioni ultima ora, critiche della Camusso (CGIL) difende i giovani

Per Susanna Camusso della Cgil non è corretto parlare di abrogazione della riforma Fornero. Per la segretaria generale “la combinazione 62 più 38 è buona cosa per la ristretta platea che potrà accedere al pensionamento anticipato: per lo più lavoratori con una forte stabilità contributiva. Ma non si è tenuto conto dei giovani, che a tale somma non potranno mai arrivare, del lavoratori del Sud che hanno storie contributive più discontinuo, del lavoro precario e spezzettato delle donne e tanto meno dei lavori gravosi. Per tutte queste categorie resta la Fornero”.

Pensioni ultima ora, Furlan (CISL) a Conte: rivedere priorità

Abbastanza vicina la posizione espressa dalla CISL con le parole di Annamaria Furlan che indirizza il suo messaggio al Presidente del Consiglio. “Ancora in tempo per rivedere le priorità” prima della “grande manifestazione nazionale” che i sindacati hanno preannunciato. La critica della leader della CISL riguarda la direzione dell’esecutivo: “il governo pare navighi a vista: non ha una visione lunga del Paese, una visione in prospettiva”. E Furlan aggiunge: “la prossima Finanziaria sarà ancora più complicata: ci sono 52 miliardi di clausole di salvaguardia per il prossimo biennio e c’è, legato a questo, l’innalzamento dell’Iva”.

Pensioni ultima ora, Proietti (UIL): governo punti su Quota 41

Infine il segretario confederale della UIL Domenico Proietti è dell’avviso che “Quota 100 è un passo importante verso la reintroduzione di una flessibilità di accesso alla pensione. Contemporaneamente occorre garantire che 41 anni di contribuzione sono sufficienti per uscire dal mondo del lavoro”. Per lo stesso sindacalista “l’assenza di una quota 41 per tutti è una scelta ingiusta e sbagliata che penalizzerà tanti lavoratori”.

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