Raffaella Carrà e Sergio Japino: “siamo dei sognatori e ci intendiamo bene”

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Di nuovo insieme!. Raffaella Carrà e Sergio Japino. Ancora fianco a fianco. Ancora ad emozionarsi e ad emozionare. La showgirl e il regista fanno ancora coppia, confermando un affiatamento più unico che raro. Un‘intesa che proprio Japino spiega a noi di Sono, dato che la Raffa nazionale, come di consueto, preferisce i fatti alle parole. Tu e Raffa siete un binomio inossidabile e di qualità a dispetto di altri, come ci riuscite? «Il segreto non c’è! La ricetta non la conosco, è tutto molto naturale tra noi! Va avanti perché abbiamo un buonissimo rapporto e nel lavoro ci intendiamo bene», spiega Sergio, che con Raffaella ha consumato una lunga e appassionante relazione sentimentale tra il 1980 e il 1997, anno in cui il loro amore, nato magicamente come aveva spiegato Raffaella, alla fine era svanito portando con sé anche il sogno mai realizzato di un bebé.

Un figlio mai avuto prima per il troppo lavoro di lei, che quindi non avrebbe potuto essere mamma al cento per cento come voleva e come era giusto che fosse e, successivamente, per questioni “anagrafiche”. Un’assenza che però non ha soffocato il senso di maternità della Carrà che lo ha poi riversato su due nipoti, figli del fratello Claudio scomparso a soli 55 anni, e su una decina di bambini adottati a distanza in varie parti ilei mondo, come tempo fa lei stessa aveva raccontato: «Mi sono per così dire circondata d’infanzia per colmare quel vuoto che avevo dentro. La spontaneità e l’innocenza di questi bimbi mi permette di invecchiare in modo sereno».

E con questa serenità e sensibilità, con la maturità acquisita e l’energia di una ragazzina, oggi Raffaella, con l’amico Japino, “partorisce” un nuovo programma, A raccontare comincia tu. «Una nuova ondata di energia», lo definisce lui. Per sei puntate, su Raitre in prima serata a partire dal 28 marzo (lei nei panni di conduttrice-autri- ce e lui in quelli di regista-autore), intervistano ogni volta un grande protagonista della nostra società, sviscerandone la vita e svelandone i lati meno conosciuti. Un programma in cui i protagonisti, assicura Japino, verranno trattati «sicuramente» come meritano e non come Riccardo Fogli a L’Isola dei famosi, dove il cantante è stato insultato e umiliato ingiustamente in diretta (vedi il servizio a pag 14). Personaggi che verranno raggiunti nella loro casa, e vissuti in un clima familiare, cordiale.

Un clima reso possibile, appunto, dalla complicità di Raffa e Sergio, di cui ci parla Paolo De Andreis, storico capo struttura Rai ora in pensione, che in trent’anni di carriera ha lavorato anche con loro due: «Sergio per lei è davvero importante, anche perché Raffaella a volte è ansiosa e lui ha la grande capacità di portarla alla realtà, al concreto. Formano una bella coppia di lavoro». Una constatazione che è confermata dallo stesso Japino: «Paolo ha ragione! Sì, è cosi, ma vale anche il contrario (dice ridendo, ndr). Lei ed io ci riportiamo al concreto, ma restiamo entrambi dei sognatori. Del resto chi fa questo lavoro deve sognare.

La creatività è soprattutto fantasia». Quella fantasia che manca alle trasmissioni di oggi, orfane, rispetto a quelle di successo di un tempo, proprio della creatività che, spiega Japino: «è venuta meno perché i creativi non possono creare. I cervelli sono un po’ raffreddati, congelati, dormienti, perché si preferisce comprare format da fuori . piuttosto che inventarne di nuovi». E di programmi, poi saltati, Raffaella e Sergio ne avevano ideati diversi. Tra questi ce n’era anche uno sulle adozioni. Trasmissioni che sarebbero dovuti andare in onda nei sei anni di “esilio” dalla Rai che hanno vissuto prima del 2015, quando la coppia è riuscita a tornare sulla rete ammiraglia della Tv di Stato con Forte forte forte, show in cui si cercava l’erede artistico di Raffa. Ora la Carrà e Japino, quattro anni dopo, si presentano a telespettatori e fan su Raitre anziché Raiuno. Una soluzione però non “limitante”.

Lo pensa Sergio, che precisa: «La Rai è la Rai. La differenza sta solo in un pulsantino sul telecomando». I limiti sono ben altri, per esempio un’idea non convincente, la superstizione o una classe dirigente avversa, come spiega De Andreis: «Non è colpa di Raffaella se per un certo periodo non ha lavorato, questo è semmai da attribuire ad alcuni dirigenti. Lei non prega nessuno, piuttosto non fa nulla. Anzi siccome sono suo amico, più volte ho dovuto intercedere per convincerla, come è successo in occasione dell’ultima edizione di Carramba (2008/2009), che lei guardava con un certo scetticismo anche perché cominciava il 17 settembre. È talmente superstiziosa che, per capirci, al posto di questo numero scrive lóbis. Ma alla fine mi disse di sì e il programma fu un trionfo. Raffaella è senza alcun dubbio la numero uno tra le showgirl dello spettacolo italiano»

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