Calcio

Dove e come vedere Milan – Fiorentina, streaming gratis e diretta live tv Sky o Dzan?

Dove e come guardare la partita

Milan Fiorentina si disputerà questa sera, domenica 29 novembre 2020, alle ore 15.00  La partita sarà visibile sui canali Sky e nello specifico sui canali Sky Sport, sia sul satellite che sul digitale terrestre ed ancora Sky sport Arena al numero 204 del satellite. Ovviamente chi vorrà potrà seguire anche il match in diretta streaming. Gli abbonati potranno affidarsi a Sky Go per poter vedere il match, scaricando l’app su dispositivi mobili quali computer e notebook o ancora tablet e smartphone. Ci sarebbe ancora un’altra possibilità, ovvero guardare il match su Now Tv, il servizio di streaming live e on demand di Sky che da la possibilità di poter assistere ai più importanti incontri di calcio, ovviamente dopo aver acquistato uno dei pacchetti offerti.

Questo Milan è un po’ come le macchie del test di Rorschach, ognuno ci vede il proprio Diavolo. Prendete Daniele Bonera: ieri, a chi gli chiedeva di danzare tra rischiosissimi paragoni con i Milan vissuti da giocatore, ha risposto che questo gli ricorda quello dell’ultimo scudetto.

«Per lo spirito di sacrificio e perché abbiamo vinto a Napoli, proprio come dieci anni fa. Le analogie ci sono e ci stanno». Ci sta anche che la truppa rallenti – in A non perde dall’8 marzo -ma nel frattempo corre pure meglio di quel Milan: dopo 8 giornate, Allegri inseguiva con 17 punti; oggi Pioli comanda a 20, stesso score di un altro Milan tricolore, quello di Ancelotti nel 2003-04. Per capire dove potrà arrivare il giovane Diavolo occorrerà aspettare, intanto un successo sulla Fiorentina lo spingerebbe a un altro record: sfondare il tetto dei 22 punti del 2005-06 (con sette partite vinte), finora miglior rendimento del Milan nei primi 9 turni di A nell’era dei 3 punti a vittoria.

Quindici anni dopo, il settebello è nel mazzo di Pioli, che è in attesa dell’esito del tampone: se negativo, oggi potrebbe tornare in panchina. Battendo i “suoi” viola si garantirebbe un allungo sulla seconda (e sulla Juve, che dopo l’1-1 di Benevento resta a distanza). Ma quali altre carte ha in mano? Ne contiamo almeno sei, come i successi messi in fila finora.

Mancherà ancora Ibra ma il problema è relativo: in campionato i rossoneri segnano da 28 partite di fila – a proposito, altro record all’orizzonte: le 29 gare consecutive con gol del ’72-73 -e la squadra ha dato prova di saper sopperire all’assenza del leader con uomini e soluzioni variabili. A Lilla ci ha pensato Castillejo e nelle altre 4 uscite senza lo svedese hanno segnato in 7, da Calhanoglu a Colombo, da Leao a Diaz: 11 gol e 4 successi (uno ai rigori). All’appello manca Rebic, ancora alla ricerca della condizione migliore per tornare devastante: «Il problema al gomito lo condiziona e lo blocca un po’ per il suo modo di giocare – ha spiegato Bonera -ma ha già fatto vedere di essere in crescita». In coppa Rebic si è mosso meglio da rifinitore che da vice-Zlatan, ma oggi lo schema di partenza sarà lo stesso di giovedì: Ante da “9”, possibile staffetta con Colombo. Se l’attacco funziona, non si registrano contraccolpi dietro: la rete subita in Francia somiglia più a una distrazione che a un campanello di allarme, e tra i pali Donnarumma è tornato a fare miracoli, vedi gli interventi al San Paolo.

Le rotazioni funzionano anche negli altri reparti, come dimostrano le prestazioni dei vari Gabbia, Hauge e Brahim. I risultati stanno dando ragione alla società, che sul mercato si è mossa per offrire a Pioli una rosa liquida, con giocatori in grado di esprimersi ad alto livello in ruoli diversi. L’esempio lo ha servito il d.t. Maldini a Dazn: «Saelemaekers è un frutto del nostro scouting, io non lo conoscevo. Cercavamo un terzino destro, o uno che in previsione un giorno potesse giocarci, e abbiamo visto questo ragazzo che giocava ovunque con grande intensità». Il belga è solo l’ultimo esempio dei talenti maturati in rossonero, e il prossimo nella lista è chiaramente Tonali: se oggi Bennacer gli lascerà il posto come pare, il gioiellino cresciuto nel mito di Gattuso avrà modo di tradurre in continuità i lampi mostrati a Lilla.

Quello con i viola sarà il sedicesimo impegno stagionale: tra le squadre ai piani alti della classifica, nessuno ha giocato quanto il Milan. Al netto degli infortuni, però, la condizione è buona, e lavorare con un gruppo dall’età media bassissima – 24 anni e 230 giorni, rosa più giovane della A – permette recuperi rapidi tra una partita e l’altra. La filosofia di Elliott comincia a pagare, anche grazie agli equilibri raggiunti tra proprietà, dirigenti e staff tecnico: «I successi di un club non vengono costruiti solo con i giovani, servono anche elementi di esperienza », ha spiegato ieril’a.d. Gazidis. Il Milan, insomma, oggi è un blocco compatto, da qualunque angolazione lo si osservi: ecco l’asso nel mazzo di Pioli.

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