Inter – Fiorentina dove vedere Diretta Streaming Live TV Gratis Sky O Dazn (Stasera ore 20:45)

Pubblicato il: 26 Settembre 2020 alle 7:46

«L’Inter vale la Juve». lachini lo dice senza tentennamenti mentre elenca le virtù della squadra nerazzurra: «E’ organizzata in tutti i reparti, si è ulteriormente rafforzata, è stata finalista in Europa League e già l’anno scorso ha conteso lo scudetto ai bianconeri.

Avrei preferito affrontarla più avanti – sospira il tecnico della Fiorentina – ma ci tocca subito e allora diamoci sotto». Con rispetto ma senza paura: «Se giocheremo per difenderci non ne verremo fuori. Invece ci siamo preparati per ‘fare’ la partita non per subirla, con personalità come nel finale dello scorso campionato, senza cambiar pelle e senza timori riverenziali».

Per riuscirci lachini s’affiderà al debuttante Amrabat (gli farà spazio Bonaventura che va dosato), il colpo ad ora più costoso – con i suoi 21,5 milioni – di Commisso che sarà a San Siro, all’inossidabile Ribéry ancora in tandem con Kouamé, all’ambizioso Castrovilli che dopo il gol-partita al Toro andrà a caccia del bis esordendo col 10 nella Scala del calcio, agli ex Biraghi e Borja Valero.

E soprattutto allo scalpitante Chiesa protagonista in 8 degli ultimi 15 gol della Fiorentina in campionato (4 reti e altrettanti assist) il cui futuro potrebbe essere bianconero «ma adesso è ancora viola – dice il tecnico – Lui vuol bene alla Fiorentina e ha un comportamento esemplare. Figurarsi, ho dovuto frenarlo in allenamento rammentandogli che la gara non ci sarà prima di domani (stasera ndc)…Sulresto non ho sentore, neppure su eventuali addii di Pezzella e Milenkovic», taglia corto facendo capire semmai di aspettarsi dal mercato nuovi arrivi: «Al 95% siamo a posto, i nostri attaccanti restano qui e la società sta lavorando perché se ci saranno opportunità colmeremo qualche lacuna». Ora però i pensieri di lachini sono solo per Lukaku & c. contro cui confida di schierare Pezzella anche se dovrà attendere il provino di stamani.

Antonio Conte riparte col 3-4-1-2, il modulo provato più volte nel corso dell’ultima fase della scorsa stagione per fare spazio a Eriksen. Il danese, arrivato a gennaio, non è l’unico candidato a occupare quella posizione nel corso della stagione. Nelle amichevoli pre-campionato è stato provato anche Sensi alle spalle di Lukaku e Lautaro. Pure Vidal ha le caratteristiche per poter giocare da trequartista.

Ma questa sera con la Fiorentina toccherà a Eriksen. È l’ex giocatore del Tottenham, autore di una doppietta sabato scorso nell’amichevole conto il Pisa, il più atteso nella zona di campo destinata a distribuire invenzioni per le punte.

E Conte gli concederà la prima opportunità dell’annata interista. È importante che Eriksen sia pienamente coinvolto nel progetto nerazzurro perché rappresenta una ricchezza di alternative di gioco fondamentale.

Curiosità per una difesa tutta nuova a causa della squalifica di De Vrij e della cessione sempre più probabile di Skriniar. Sarà Bastoni a sostituire l’olandese nel ruolo di “libero” del reparto a tre. A desta giocherà D’Ambrosio, a sinistra Kolarov. Debutto ufficiale in nerazzurro per Hakimi, chiamato per galoppare sulla fascia destra.

A sinistra Conte verificherà la capacità di adattamento di Perisic nella parte di laterale a tutto campo. In mezzo faranno coppia Barella e Gagliardini, anche se quest’ultimo è insidiato da Brozovic. Per Vidal, arrivato in settimana e assente dall’allenamento di giovedì per questioni burocratiche, potrebbe esserci un ingresso a partita in corso. Assente per infortunio solo Vecino. La rifinitura di ieri è andata in scena sotto il maltempo. Presente anche il presidente Steven Zhang.

In tribuna, tra i mille spettatori che possono entrare in questa fase di progressiva riapertura degli stadi, ci sarà una rappresentanza del personale medico-sanitario dell’ospedale Sacco di Milano e della clinica Humanitas di Rozzano, in segno di ringraziamento per labattaglia combattuta contro il Covid a beneficio di tutti gli italiani.

L’Inter ha reso noto le modalità di rimborso per gli abbonati delle ultime sette partite della scorsa stagione giocate a porte chiuse. Sarà possibile avviare la proceduta on line dal 30 settembre. Ci sarà tempo fino al 30 ottobre. I tifosi potranno chiedere un rimborso monetario oppure sotto forma di buono da spendere entro 18 mesi dall’emissione per l’acquisto di abbonamenti o biglietti.

Mai dire  “scudetto”: nel quadretto di famiglia di Appiano la parola si è persa. Evaporata. Oggi è un tabù, domani chissà. Così, mentre davano forma plastica a una pace già siglata nella sostanza, ieri Antonio Conte e Beppe Marotta si sono morsi la lingua. Hanno dosato frasi, intonazioni, sguardi.

L’Inter riparte dal duo collaudatissimo di nuovo a braccetto: sono una garanzia, ben oltre le vecchie ruggini. «Saremo protagonisti», rilanciano in coro. In fondo, nessuno più di loro è titolato a dare l’assalto all’innominata Juventus.

Conte, orgoglioso del passato e determinato sul futuro, vuole solo «confermare la credibilità guadagnata», mentre Marotta è il garante di un progetto solo ammaccato dal Covid: «Suning investirà ancora, non è un rallentamento ma un’emergenza in cui serve senso di responsabilità», ha detto.

Serviranno nuovi introiti dalle uscite per avvicinare l’agognato Kanté, ma il Conte bis ha già in casa le armi per la scalata, che inizia stasera con la Fiorentina. Lu-La confermata Le tentazioni del mercato potevano dividere ciò che Antonio ha unito.

Il tifoso interista ha iniziato a respirare una volta saputo che non ci sarà sacrilegio: Lukaku-Lautaro, la terribile LuLa, si presenta come la coppia più letale della A. Ronaldo-Morata avranno qualcosa da ridire, ma quei due hanno in curriculum una stagione da 55 gol totali.

L’intesa è istintiva, sgorga naturalmente, ma è stata coltivata dal lavoro quotidiano di Conte. Niente è cambiato sotto questo cielo: potranno variare i moduli e gli uomini, non le punte titolari. Alle spalle ci sono pure un Sanchez più maturo e uno scalpitante Pinamonti: serviranno, eccome.

L’effetto di quei 40 milioni sonanti sul mercato si vedrà oggi, sulla fascia destra di San Siro. Achraf Hakimi deve ricreare “l’effetto Maicon”, ovvero la capacità di squilibrare la squadra da laterale destro.

Sarà costato parecchio, ma è la nuova esplosiva benzina nel motore. A 21anni il futuro è suo, ma serve prima ricevere il bollino di certificazione contiana: «Ha potenzialità importanti, ma c’è da lavorare; serve tempo per entrare nei nostri meccanismi», ha ammonito il tecnico previdente.

Meglio frenare adesso, per scattare domani. Tranquillante Vidal Difficile vederlo dall’inizio contro la Viola, ma il solo fatto che gli ronzi lì intorno ha in Conte l’effetto di un tranquillante. Arturo Vidal, l’acquisto bramato e ottenuto dal tecnico, cambia la squadra dalle fondamenta e pure la prospettiva futura.

Il cileno ha vinto otto titoli in nove anni: cosa potrà mai volere in pasto adesso il cannibale di scudetti? Intanto, dà ciò che a volte mancava al Conte I: ardore e coraggio. «Sta bene, si è presentato in buone condizioni e può fare tutto a centrocampo: il mediano, l’interno, il trequartista», ha aggiunto il tecnico. Da tempo cercava tanta varietà.

Vidalèlo strumento musicale per cambiare spartito. E, oltre a lui, pure Kolarov ora aggiunge esperienza e carisma, doti spesso mancanti in passato. Nel complesso, l’Inter si è affusolata, allungata, ingrandita. Una rosa più profonda serve per evitare i vecchi inciampi: «La panchina svolgerà un ruolo prioritario», ha aggiunto Marotta. Per l’assalto alla Juve i cambi contano (quasi) quando la Lu-La.

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Un mese è passato dall’incontro di Villa Bellini e dal patto di continuità per la nuova Inter : prima di varcare la soglia, Antonio Conte sembrava lontano, conl’ombra di mMax Allegri al fianco. E invece qualcosa è cambiato e un mese dopo la pace per il bene nerazzurro è sancita dalla vigilia del match con la Fiorentina, debutto dell’lnter in campionato: Conte e Beppe Marotta uno di fianco all’altro, «Uniti per vincere», con lo scudetto in testa.

Anche se l’ad detta altri obiettivi: «Dobbiamo puntare ai primi 4 posti e partecipare con decoro alla Champions», senza follie sul mercato, ma con la consapevolezza che regala un anno in più di lavoro, insieme.

E le parole al miele che Marotta dedica a Conte sono la certificazione di questa nuova ripartenza: «L’anno scorso è stato fatto un lavoro straordinario e il grande merito va dato proprio ad Antonio Conte, ma su questo non abbiamo mai avuto dubbi: ha una straordinaria cultura del lavoro e  ha ottenuto risultati insperati. Adesso inizia un’altra stagione in cui anche il tecnico conosce meglio un mondo che gli era sconosciuto un anno fa. Auspico che ci siano momenti di confronto anche quest’anno: potrà anche essere duro, fa parte delle cose.

Anzi, per come conosco Conte, mi meraviglierei di trovarlo diverso: lo stimo per come è. Ci saranno momenti di tensioni, ma è annonarie nel corso di una stagione, altrimenti mancherebbe l’adrenalina che ci porta ad essere competitivi. C’è unità di intenti e vogliamo aiutare il nostro allenatore dal punto di vista organizzativo e strutturale».

Con la benedizione di Steven Zhang, ieri al centro di allenamento di Appiano Gentile per stare vicino alla squadra e far sentire la vicinanza della proprietà a poche ore dell’esordio in campionato con i viola a San Siro. Per Conte le tensioni estive sono un capitolo chiuso: «Non parlerei di incomprensioni. Diciamo che ci sono stati confronti onesti e leali, con vedute diverse, ma in tutte le buone famiglie è giusto esporre le proprie ragioni. L’anno scorso abbiamo cominciato un percorso ed è inevitabile che si migliorino le situazioni in corso d’opera. Da parte di tutti c’era e c’è la volontà di crescere in tutti i settori, inoltre quando si è ciliari e diretti dicendo la verità e le cose come stanno si può solo trovare giovamento da questo tipo di situazioni.

Tra persone intelligenti che hanno solo il bene dell’lnter in mente una soluzione si trova sempre: sono molto contento perché continuiamo tutti insieme e questo ci spinge a essere ancora più uniti e coesi. L’obiettivo sarà essere protagonisti e confermare la credibilità che l’Inter si è guadagnata in Italia e in Europa nella passata stagione».

C’è la Fiorentina, ma tiene banco il mercato. Marotta è chirurgico nell’analisi: «Stiamo allestendola squadra più forte possibile in base alla situazione finanziaria: le società devono pensare alla propria sostenibilità visto che ci sono molte meno entrate. Cercheremo di cogliere qualche opportunità, ma non siamo nella condizione di fare grandi investimenti».

E per Conte va bene così: «Stiamo lavorando in totale sintonia e serenità». Il tecnico si gode chi è rimasto e chi è arrivato: «Vidal e Ko-larov ci portano esperienza. Arturo sta bene, nel nostro centrocampo può fare tutto. Hakimi ha potenzialità importanti, ma avrà bisogno di tempo per entrare nei meccanismi.

E sono contento che Perisic sia tornato con grande voglia di giocare nell’Inter». Ed Eriksen? «Tutti danno un valore aggiunto, da lui a Pirola». Infine su Pirlo: «Quando vedo allenare alcuni miei giocatori penso al tempo che passa… Ma sono contento per lui».

Scende in campo anche Josè Mourinho nell’inseguimento del Tottenham a Milan Skriniar : « Il mercato è aperto, abbiamo una buona squadra, ma possiamo avere una rosa migliore di quella che abbiamo adesso. Il club sta cercando di costruire una squadra bilanciata, ci stiamo provando. Vediamo se è possibile», ha risposto lo Special One a chi gli chiedeva informazione sulla trattativa per il difensore centrale dell’Inter. Il problema è la distanza che ancora separa l’offerta dei londinesi dalle richieste del club nerazzurro. Il Tottenham sperava di chiudere per il centrale slovacco a quota 30 milioni. Una cifra respinta al mittente con decisione dal club nerazzurro che vorrebbe incassare almeno 50 milioni dalla vendita dell’ex giocatore della Sampdoria.

È lo stesso ultimo affare concluso tra Tottenham e Inter a dimostrare che è troppo bassa la prima proposta degli Spurs: a gennaio i nerazzurri hanno acquistato Eriksen dagli inglesi per 27 milioni di euro. Quasi 30 milioni per un calciatore in scadenza di contratto a giugno che, dal 1° febbraio, sarebbe stato possibile trattare a parametro zero. È vero che i giocatori offensivi costano più dei difensori (anche se questo è sempre meno vero nel calciò moderno dove non abbondano centrali forti), ma non è possibile pensare di prendere per soli 3 milioni in più un atleta che ha ancora tre anni di contratto come Skriniar. Il presidente del Tottenham, Daniel Levy, è un negoziatore abile e coriaceo. Non mollerà facilmente la presa, forte della volontà del difensore nerazzurro che vuole cambiare aria dopo essere uscito dai titolari della difesa a tre di Antonio Conte nella parte finale della scorsa stagione. Levy potrebbe spingersi a 40 milioni, una cifra considerata ancora bassa dall’In-ter. Ma a quel punto sarà possibile trovare una mediazione, complici anche i buoni rapporti tra Levy e Beppe Marotta. L’Inter non reinvestirà il ricavato su un difensore dalla valutazione elevata, come Milenkovic (la Fiorentina chiede 40 milioni), ma cercherà di portare alla Pinetina un giocatore come Smalling che costa decisamente meno dopo essere rientrato al Manchester United dal prestito alla Roma. Il surplus economico di queste due operazioni, unito alle entrate dell’eventuale cessione di Brozovic, servirà a finanziare l’acquisto di Kanté.
IL BARCELLONA A SALVE Decisamente meno consistente, invece, l’ultimo tentativo del Barcellona per Lautaro Martinez. I catalani avrebbero offerto solo 15 milioni di parte fissa, tutto il resto legato a bonus. Una proposta talmente irricevibile da spingere lo stesso attaccante argentino a uscire allo scoperto con un post che segna quasi ufficialmente la sua permanenza in nerazzurro, ponendo fine a ogni possibile ritorno di fiamma blaugrana: «Nuovamaglia, nuova stagione. Forza Inter», ha scritto. Prosegue l’opera di sfoltimento della rosa da parte di Marotta e Piero Ausilio. Candrevaha firmato con la Sampdoria, Salcedo col Verona. Ranocchia si sta convincendo ad accettare il Genoa. Asamoah, escluso insieme a Joao Mario dalla lista dei 25 giocatori consegnata alla Lega Serie A per il campionato, ha ricevuto offerte dalla Ligue 1 francese. L’esterno gha-nese, che si stava allenando con impegno alla Pi-netina dopo aver recuperato dai problemi fisici della scorsa stagione, a questo punto le prenderà in considerazione. Queste operazioni serviranno a dare il via libera all’arrivo di Darmian. Per il colpo Kanté invece saranno necessarie le cessioni pesanti di Skriniar e Brozovic. Per il croato non c’è ancora nulla di concreto dopo l’approccio del Bayem Monaco. Potrebbe farsi avanti il Paris Sain Germain. Per lo slovacco invece la pista è molto più seria: porta al Tottenham di Mourinho. Ma serve un rialzo di almeno 10 milioni.

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