In una giornata di grande commozione, Christian-Michel Pidoux, un uomo sulla cinquantina, ha partecipato a una marcia bianca organizzata a Lutry, nel Canton Vaud, per onorare le vittime del tragico incendio avvenuto al Constellation che ha colpito la comunità elvetica. Indossando la casacca azzurra della nazionale di calcio, ha parlato a una folla di 1.500 persone, esprimendo il suo desiderio di verità e giustizia. “Qui vogliamo tutti sapere la verità, capire bene que pasa”, ha dichiarato, mescolando parole in francese, spagnolo e italiano.
Pidoux è il padre di Tristan, un ragazzo di 17 anni tra le circa 40 vittime svizzere del rogo. Ha sottolineato l’importanza dell’attenzione mediatica italiana, affermando: “Se l’inchiesta va avanti, è solo grazie a voi”. Ha ringraziato anche la premier Meloni per aver inviato una squadra giudiziaria, auspicando che il presidente francese Macron si unisca agli sforzi per ottenere giustizia.
La marcia si è svolta in un contesto di profondo dolore per la comunità di Lutry, dove nove delle vittime, tra cui sette ragazzi e due ragazze di età compresa tra 14 e 18 anni, erano legate alla squadra di calcio locale, il Lutry Football Club. I giovani si trovavano nel locale dei Moretti per festeggiare la notte di San Silvestro, insieme a calciatori, amici e amiche. Altri cinque membri del gruppo sono attualmente in ospedale, ma nonostante le gravi condizioni, si prevede che si riprenderanno.
La studentessa Allegra Petruzzi, 17 anni, ha organizzato la marcia per mettere pressione sulle autorità svizzere, ritenendo che sia necessario fare di più per affrontare la situazione. “Siamo in collera con loro, ma bisogna esprimerla senza violenza”, ha spiegato, portando un cartello con la scritta “vous etes pas seuls” (non siete soli), rivolto a vittime e familiari. Tuttavia, durante l’evento, i toni si sono surriscaldati, in particolare tra i familiari delle vittime, che hanno espresso il loro dolore e la loro frustrazione.
Questa marcia è stata l’unica iniziativa pubblica di commemorazione della tragedia, in un contesto in cui il sindaco di Crans, Nicolas Féraud, è rimasto in silenzio. Prima di avviarsi lungo il percorso tra il campo e la chiesa, i familiari delle vittime hanno improvvisato una conferenza stampa, durante la quale Pidoux ha espresso le sue accuse contro i responsabili del locale, affermando: “Moretti? Ha avuto nove giorni per nascondere le prove”. Ha chiesto che venga chiarito da chi sono stati acquistati i locali e ha sollevato dubbi sulla provenienza dei fondi.
Inoltre, ha richiesto spiegazioni riguardo a una cassetta metallica vista in possesso di Jessica, una delle persone coinvolte nel rogo. Pidoux ha anche criticato i ritardi nelle autopsie, sostenendo che sono state effettuate troppo tardi per determinare chiaramente cosa sia accaduto all’interno del locale. La famiglia Pidoux aveva già chiesto di effettuare questi esami per escludere l’ipotesi che Tristan, l’unico non tesserato del Lutry, avesse assunto sostanze.
Dopo aver organizzato il funerale, i Pidoux hanno ricevuto l’autorizzazione per le autopsie solo il 14 gennaio, un momento descritto da Vinciane, la madre di Tristan, come straziante: “I medici legali si sono presentati mentre pregavo davanti alla bara”.
La marcia ha rappresentato un momento di unità per la comunità di Lutry, che sta cercando di affrontare il dolore e la perdita. La richiesta di giustizia e verità è stata al centro di questo evento, con i familiari delle vittime che chiedono un maggiore impegno da parte delle autorità per garantire che venga fatta luce su quanto accaduto. La speranza è che la pressione pubblica e l’attenzione mediatica possano contribuire a ottenere risposte e giustizia per le famiglie colpite da questa tragedia.



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