Lapo Elkann: “Non seguite il mio esempio”

E’ passato un mese e mezzo dall’incidente d’auto che ha coinvolto Lapo Elkann in Israele, il 7 dicembre scorso, mentre viaggiava tra Gerusalemme e Tel Aviv. Uno schianto, due giorni di coma. Tante ammaccature nel corpo e profonde ferite nell’anima. Che stanno guarendo.

Con tanto impegno, una incrollabile voglia di riprendersi e l’assistenza di speciali angeli custodi che lo incentivano a tirare fuori la sua grinta innata. Le foto esclusive di “Chi” lo mostrano intento a fare riabilitazione con la fisioterapista Marit Pasig, che a Sankt Moritz dirige un centro specializzato. Tre ore di seduta alla settimana, nell’ambito di un percorso iniziato appena i danni più invalidanti glielo hanno consentito. All’inizio di gennaio, su, avevamo pubblicato le prime immagini della rinascita del manager e imprenditore, sempre in Engadina, dove si trova da qualche settimana, nelle prime uscite un po’ a piedi e un po’ in carrozzella, sempre accompagnato da un assistente.

Oggi Lapo sta meglio, sta recuperando i dieci chili persi dopo l’incidente, il bastone ha sostituito la sedia a rotelle nei momenti in cui è più affaticato, il sorriso è sempre più presente sul suo viso che è sempre meno scavato. Con la dottoressa Pasig lavora sul recupero del tono muscolare, sulla coordinazione, sull’equilibrio. Il lavoro interiore, cominciato molto prima delle sedute di fisioterapia, va ben al di là delle ore in studio a provare affondi ed estensioni.

E lo sta portando a prendere decisioni significative. Perché c’è sempre il Lapo pubblico, il Lapo da “Dolce vita” (anche se la sua non è stata poi molto dolce, come ha confessato, tra dolore per la separazione dei genitori, problemi del linguaggio e abusi subiti): quel Lapo era, per esempio, al matrimonio milionario di Stavros Niarchos e Dasha Zuchova, lì a Sankt Moritz, a festeggiare assieme a Charlotte Casiraghi, Beatrice di York, Orlando Bloom, Stella McCartney. Ma poi c’è il Lapo semi-pubblico, che dopo l’incidente ha ringraziato Dio, i medici, tutti quelli che gli sono stati di aiuto, e che vuole restituire un po’ di quell’aiuto. «Voglio dedicare il mio tempo, il mio cuore e risorse economiche a fare del bene occupandomi della mia Onlus», ha fatto sapere.

La Onlus è la Laps (Libera acccademia progetti sperimentali), dedita a dare sostegno a bambini e ragazzi disagiati con problemi legati ad abusi o a disturbi del linguaggio e dell’apprendimento. Come riportavamo su “Chi” due settimane fa, Elkann sa di poter essere trattato con sufficienza da chi in lui veda soltanto la facciata del rampollo riccone gaudente avventuriero e spendaccione, e per sgombrare il campo da equivoci, ha precisato: «Umanamente Lapo Elkann non è come lo descrivono gli altri, è un uomo con il cuore aperto che ha voglia di fare del bene. Con l’incidente ho capito che questo è il mio nuovo motto di vita». Anche per questo adesso ha fretta di rimettersi in piedi.

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