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Omicidio Marco Vannini, si torna in aula con una scoperta choc: Ecco le novità

Marco Vannini, Si torna in aula con una scoperta choc: “Non è stato sparato nel bagno, volevano ucciderlo”. Le novità
Marco Vannini è morto in casa dei Ciontoli e dall’otto luglio a tutti sarà contestato l’omicidio volontario: il dettaglio che sconcerta è il gesto dopo lo sparo. L’omicidio di Marco Vannini torna in aula dall’8 luglio grazie alla Corte di Cassazione che ha annullato la sentenza di secondo grado. Ecco svelati i motivi per cui in Corte di Appello si è deciso di ripetere il giudizio. Non hanno creduto all’incidente e vediamo perchè

Il ritorno in aula dall’8 luglio

L’8 luglio è una data da segnare sul calendario con il ritorno della famiglia Ciontoli in aula, dopo l’annullamento della sentenza di secondo grado da parte della Cassazione. A tutti quanti verrà contestato l’omicidio volontario.

Una parte di vittoria per i genitori della vittima che hanno lottato per ottenere la verità di quanto accaduto in quella tragica notte. Ci sono ancora moltissimi nodi da sciogliere anche sulla modalità: per i genitori di Marco Vannini certi dettagli non sono veritieri e la ricostruzione dei fatti possiede delle lacune enormi.

Il terribile gesto dopo lo sparo

Mamma Marina ha rilasciato una intervista al settimanale Giallo dove si fa alcune domande sul comportamento del figlio e della famiglia Ciontoli, sicura che certe modalità non siano corrette: “Marco non avrebbe mai consentito a nessuno di entrare in bagno mentre era nudo. Non lo concedeva nemmeno a noi che eravamo i suoi genitori”. Insomma secondo mamma Marina mai il figlio avrebbe permesso ad Antonio di entrare in bagno nè tantomeno iniziare una discussione con lui sulle pistole proprio in tale circostanza

Secondo mamma Marina questo racconto nasconde la verità: “Mio figlio dopo essere stato ferito è stato portato in bagno nella vasca e lavato per togliere tutte le tracce di quello che era realmente successo. Anche la casa è stata ripulita. Altro punto a favore di questa tesi è la scomparsa della maglietta che Marco indossava quando è andato a casa della fidanzata. Da quella maglietta si sarebbe potuto vedere il foro di entrata del proiettile e capire alcune dinamiche dello sparo, invece è scomparsa.

Aggiunge poi nella sua intervista inedita a Giallo: “Avevano deciso che Marco doveva morire. Anche perché fosse rimasto in vita avrebbe raccontato la verità”. Perché hanno sparato al povero Marco? E perché nessuno ha fatto nulla per salvarlo? La Corte d’Appello dovrà ricostruire tutti i fatti e far emergere, una volta per tutte, la verità su questa terribile morte. Noi tutti lo speriamo