Patrizia De Blanck, Enock ”Bellissimo! Lui per me è come un figlio”

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Il telefono non mi è mancato», esordisce Patrizia De Blanck rispondendo al fisso di casa mentre in sottofondo le squilla il cellulare. La contessa reduce dall’esperienza nella casa di Grande fratello si conferma “contessa del popolo” quando, prima di iniziare la chiacchierata per raccontare la sua avventura di fronte alle telecamere di Canale 5 esordisce netta: «Dammi del tu!». Perché di questi tempi è giusto rispettare il distanziamento sociale, ma quello emotivo Patrizia lo vuole evitare.

Patrizia, iniziamo dalle note positive: il tuo rapporto con Enock. «Bellissimo! Lui per me è come un figlio. Sai perché gli voglio così bene? Perché nei miei confronti aveva delle delicatezze decisamente non scontate senza che glielo chiedessi. Quando è successo la prima volta l’ho amato.

E non ho più smesso: è un ragazzo molto educato e rispettoso e ora che siamo fuori dalla Casa ci stiamo organizzando per vederci anche fuori dallo studio. Voglio presentargli mia figlia Giada al più presto».

Al di là di questa bella amicizia cosa ti resta di questa reclusione volontaria? «È un’esperienza sociale sadica. Una in più delle tante vissute nella mia vita». La tua età non è un mistero, avendo compiuto ottanta anni quando eri in gioco. E accettare una sfida del genere non è da tutti. Ma cosa ti ha spinto?

«A casa c’è mia figlia che è ipocondriaca. Giada ha il terrore di tutte le malattie e ogni mio movimento è tenuto sotto controllo. E una specie di prigionia! Così mi sono detta che la prigione televisiva non poteva essere peggiore. Nella Casa non c’era il timore per il virus, ma non sono mancate altre problematiche pratiche, devo ammetterlo».

Pur essendo spesso in Tv come opinionista, grazie al reality ti sei fatta conoscere anche dal pubblico giovane e quello dei social  che, per il tuo modo di i fare, oggi ti ama molto.
Come vivi queste nuove attenzioni?

«Ah, bene! Io sono sempre me stessa e non cambio modo di essere in base al contesto. Non fingo e ho notato, già da tempo, che questo piace molto alle persone, ma di tutte le età. Il mio ego così viene gratificato. Tra l’altro ho avuto modo di accorgermi di questo affetto nella quotidianità. Quando da Roma sono andata a Milano per registrare Verissimo non potevo camminare per strada: “Contessa di qua, contessa di là” e addirittura il carro attrezzi si è fermato per strada per potermi salutare!».

A mia figlia ha fatto bene la lontananza Tua figlia Giada durante la tua permanenza in Casa è rimasta molto defilata, se non per venire a farti gli auguri di compleanno in Tv. Oggi come sta affrontando questa nuova fase di esposizione? «Rimane riservata bene. Non perché ci ha unito di più: noi siamo sempre state molto legate, ma dell’importanza delle cose te ne accorgi proprio quando non le hai. Siccome per due mesi e mezzo non mi ha avuto in casa, ecco, oggi è ancora più felice di prendersi cura di me. È lei che cucina e mi prepara dei pranzetti speciali e abbiamo festeggiato di nuovo il mio compleanno insieme».

Immagino che non avresti mai pensato di festeggiarlo nella Casa. «Se me l’avessero detto qualche tempo fa, avrei riso. Invece è stata una festa molto divertente grazie ai miei compagni di avventura.

La presenza di Giada fuori dalla Casa è stata la ciliegina sulla torta: nella foga di abbracciarla ho anche sbattuto la testa e mi è venuto un bernoccolo! Ma questi ottanta anni festeggiati in modo così originale non rappresentano l’unico aspetto insolito della mia vita. Me ne sono capitate talmente tante che facciò fatica a ricordarle tutte. Ma so che ho sempre affrontato gli eventi con determinazione, anche quando all’inizio non ci credevo o non mi andava di affrontarli. E se mi guardo indietro dico che ho sempre vinto».

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