Pensioni, cosa sono i contributi

Il sistema previdenziale è il complesso di norme che disciplina il diritto a un trattamento pensionistico, determinato in base ai contributi versati durante l’attività lavorativa. Il sistema assistenziale regola, invece, l’attività dello Stato volta a erogare un trattamento o un’integrazione per tutelare una situazione di bisogno. La differenza tra i due sistemi, quindi, è nel sistema di finanziamento: il primo è garantito dai contributi previdenziali di ciascuno, il secondo si alimenta con la cosiddetta “fiscalità generale” ovvero con le tasse versate da tutti.

Cosa sono i contributi

Per parlare di previdenza, e specificamente di pensioni, si deve perciò innanzitutto parlare di contribuzione, perché esiste uno stretto legame tra la prestazione previdenziale e il versamento dei contributi. I contributi previdenziali sono quelle quote della retribuzione (nel caso di rapporti di lavoro subordinato) o del reddito di lavoro (nel caso del lavoro autonomo, di rapporti di collaborazione o di lavoro associato) destinate al finanziamento delle prestazioni previdenziali previste dalla legge. Essi sono, di norma, obbligatori perché il loro versamento è previsto dalla legge e la volontà delle parti (datore di lavoro e prestatore di lavoro) non può derogare a quest’obbligo, che sorge generalmente all’avvio di una qualunque
attività lavorativa e al verificarsi di ulteriori condizioni previste dalla legge.

Una parte dei guadagni, quindi, viene versata quale contributo ai fini della pensione. Fino a qualche tempo fa secondo la variegata galassia della previdenza la contribuzione e le relative prestazioni pensionistiche non erano gestite tutte da un unico ente, ma da istituti previdenziali diversi a seconda della tipologia di attività lavorativa svolta.

La tendenza è, invece, cambiata in questi ultimi anni e molti Istituti previdenziali (INPDAI, INPDAP, ENPALS, IPOST, Fondo Ferrovie), pur mantenendo invariate le proprie regole per il pensionamento, sono stati assorbiti dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS). Quest’ultimo, secondo i dati diffusi dello stesso istituto, ha 37 milioni di utenti; gestisce i conti assicurativi di 22 milioni e mezzo di lavoratori, paga mensilmente 18 milioni di pensioni ed eroga prestazioni a sostegno del reddito (disoccupazione, malattia, mobilità, maternità ecc.) a poco
meno di 5 milioni di persone. Sono, infatti, iscritti presso l’INPS:

• i lavoratori dipendenti del settore privato iscritti al cosiddetto Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti;
• gli artigiani, i commercianti e i coltivatori diretti iscritti alle gestioni speciali lavoratori autonomi;
• i lavoratori “parasubordinati” (co.co.pro, co.co.co. e lavoratori occasionali) e i professionisti titolari di partita IVA privi di una cassa professionale e, perciò, iscritti alla cosiddetta Gestione Separata;
• i lavoratori iscritti ai fondi speciali di previdenza sostitutivi del regime generale (fondo telefonici, fondo elettrici e fondo addetti alle imposte di consumo);
• i dirigenti di azienda industriale iscritti fino al 2002 al disciolto istituto nazionale di previdenza dei dirigenti industriali (INPDAI);
• i lavoratori iscritti ai fondi speciali di previdenza integrativi del regime generale INPS (fondo Previdenza Marinara, fondo degli addetti ai pubblici servizi del gas, fondo degli addetti ai pubblici servizi di trasporto, fondo dipendenti degli istituti di credito).

Sono, inoltre, assicurati presso l’INPS, in apposite Gestioni:

• i dipendenti dello Stato, della Sanità e degli Enti Locali, iscritti alla Gestione ex INPDAP dell’INPS;
• i lavoratori dello spettacolo iscritti alla Gestione ex ENPALS dell’INPS;
• i dipendenti di Poste Italiane S.p.A. iscritti alla Gestione ex IPOST dell’INPS. Questa guida tratterà solo gli aspetti contributivi e pensionistici dei soggetti assicurati al regime generale INPS, che rappresentano la stragrande maggioranza dei lavoratori.

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