Principe Carlo e Camilla, iniziano il loro viaggio per lap

Esprimendosi in un tedesco perfetto, la lingua dei suoi avi, Hannover e Sassonia Coburgo Gotha che misero sul trono inglese rispettivamente la regina Vittoria e il marito Alberto, lo scorso fine settimana il principe Carlo ha parlato al Parlamento tedesco di pace, fratellanza e di rigetto di qualsivoglia tirannia.

L’erede al trono era stato invitato in Germania dal presidente federale Frank-Walter Steinmeier in persona per partecipare alla Giornata nazionale del lutto, che viene dedicata in terra tedesca ai caduti militari e alle vittime civili di tutte le guerre, e che quest’anno era incentrata sull’amicizia anglo-tedesca.

Il principe Carlo è stato il primo reale britannico ad aver mai partecipato all’evento dalla fine della Seconda guerra mondiale (come si sa, vinta dagli anglo-americani e persa dai tedeschi). In tempo di Brexit, cioè dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, diventa fondamentale per la Corona inglese tessere trame e ricucire alleanze che potrebbero sfaldarsi.

È questo il motivo per cui il Foreign Office chiede ai Windsor di andare in giro per il mondo a sorridere e stringere mani di presidenti e capi di Stato. Viaggiare all’estero ai tempi del coronavirus poteva costituire un problema, ma il principe Carlo e Camilla di Cornovaglia, che, ricordiamo, hanno superato i 70, un’età in cui i mortali vanno in pensione, non si sono persi d’animo, hanno preso l’aereo e sono atterrati a Berlino, nel giorno, tra l’altro, del compleanno numero 72 dell’erede al trono più longevo della storia.

La visita lampo è andata benissimo. E non solo per la grande simpatia del futuro sovrano e del suo perfetto tedesco, ma perché per la prima volta da quando Meghan Markle ha incantato e poi sposato il principe Harry, un evento politico presenziato da un Windsor non è stato oscurato da qualche uscita dei duchi di Sussex: successe, per esempio, proprio a Carlo nel 2016, impegnato in un difficile tour in Medio Oriente, quando Harry fece uscire un comunicato stampa in difesa dell’allora attrice di Suits, oggetto, a suo dire, di attacchi razzisti perché si era saputo che i due si frequentavano.

Era novembre e di lì in poi i duchi avrebbero fatto, di proposito o per pura coincidenza, l’impossibile per oscurare chicchessia a Buckingham Palace. Non c’è quindi da sorprendersi se, quando il principe Harry ha chiesto di essere in qualche modo presente al Remembrance Day a Londra, due settimane fa, magari offrendo in suo nome una corona di papaveri in memoria dei caduti, si sia sentito rispondere picche.

E a nulla sono valsi i suoi capricci, questa volta. Secondo gli accordi presi tra la Casa reale e i duchi di Sussex, i termini del divorzio verranno rivisti la prossima primavera, a un anno esatto dall’addio e dalla dipartita dei Sussex per l’America. Ma è difficile pensare ora che ai Windsor faccia piacere riaccogliere a Palazzo i duchi.

La capacità dei Windsor di sopravvivere a conflitti e guerre intestine è certificata: due guerre mondiali, l’abdicazione di Edoardo VIII e le intemperie di Lady Diana non sono riuscite a scalfire il loro appeal (e potere).

Anzi, c’è da dire che da quando Harry e Meghan hanno lasciato, le cose sembrano essere migliorate a Palazzo e di molto: il principe William ha dato prova durante il lockdown di studiare con profitto da re e il padre Carlo, che agogna il trono da 51 anni, sembra ringiovanito, presenziando a eventi e nuove iniziative senza sosta, passando con nonchalance da impegni di politica estera a interviste con guru della moda, come quella data al direttore di Vogue Uk Edward Enninful, sulla sua passione per la moda sostenibile. D’altronde da decenni il principe è considerato uno degli uomini più eleganti del mondo, oltre che un fiero difensore dell’ambiente.

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