“Ti voglio bene ma è meglio se muori”: donna picchiata e minacciata, arrestato aguzzino a Bronte

Pubblicato il: 3 Giugno 2020 alle 12:47

Ancora una storia di violenza domestica avvenuta nel nostro paese, ai danni di una donna siciliana che pare sia stata picchiata e umiliata più volte dal marito, anche davanti ai figli minorenni. Fortunatamente però, l’uomo è stato arrestato e la donna adesso è tornata a vivere senza il suo aguzzino. E’ questa la storia che arriva da Bronte, in Sicilia e più esattamente in provincia di Catania, dove le indagini dei carabinieri hanno evidenziato che l’uomo maltrattasse la moglie dal lontano 2009. “Ti voglio bene però è meglio che muori“, sarebbero state queste le parole che una donna vittima di violenza da parte del marito si è sentita rivolgere proprio nel momento in cui aveva deciso di interrompere la sua relazione e comunicato la sua decisione al coniuge.

Donna maltrattata e picchiata dal marito anche davanti ai figli

Pare che quello con il marito fosse un rapporto piuttosto violento ed anche malato, almeno questo è quanto spiegato dalla donna, vittima di violenza non soltanto fisica ma anche psicologica. Spesso la donna veniva picchiata e umiliata anche davanti ai figli minorenni che in diverse occasioni sono intervenuti anche per difenderla dalle grinfie del padre. Dopo tante violenze e anche umiliazioni, che in alcune occasioni sono avvenute davanti ad altre persone, una donna di 48 anni ho avuto il coraggio di mettere fine al matrimonio, peccato che dopo aver comunicato la sua decisione al marito, quest’ultimo non l’ avrebbe presa bene e ha iniziato a minacciarla di morte.

Minacce di morte dopo la decisione di lasciare il marito

“Io ti voglio bene però e meglio che muori, così solo si può sistemare questa cosa”, le avrebbe detto. Alla fine il marito è finito in manette, al termine delle indagini condotte dai carabinieri di Bronte un comune in provincia di Catania. Nonostante gli schiaffi, pugni e le botte, la vittima pare che per paura non si fosse mai fatta refertare.

Ad ogni modo, le indagini che sono state portate avanti dai Carabinieri e coordinate da un pool di magistrati qualificati sui reati riguardanti la violenza di gener,e hanno evidenziato come l’uomo un 47enne di Bronte fin dal 2009 abbia assunto una posizione di supremazia prevaricante sulla moglie, determinando nella stessa un vero e proprio assoggettamento non soltanto fisico ma anche psicologico. L’attività di indagine e la denuncia da parte della vittima, ha permesso così di arrestare l’uomo che al momento si trova agli arresti domiciliari.

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