Quest’anno niente Mustique. William, Kate e i figli George, Charlotte e Louis hanno dovuto rinunciare al tradizionale soggiorno che si concedono tra luglio e agosto nella esclusiva isola delle Piccole Antille, ai Caraibi, per via delle limitazioni negli spostamenti con cui tutti noi, questa estate, dobbiamo fare i conti.

Dunque i duchi di Cambridge hanno cambiato i piani e sono decisamente caduti in piedi. Hanno scelto infatti di soggiornare nelle Isole Scilly, un arcipelago che dista una quarantina di chilometri dalle coste occidentali del Regno Unito, in pieno Oceano Atlantico. Le temperature in questa stagione non sono certo equatoriali – variano tra 15 e 18 gradi – ma queste isole hanno mare azzurro intenso e panorami di straordinario fascino.

La scelta di William e Kate, che non hanno voluto negare ai bimbi qualche giorno in spiaggia a fare castelli di sabbia e brevi bagnetti, non è caduta su un arcipelago britannico solo per sostenere l’economia turistica nazionale, ma anche per questioni affettive.

Qui il principe, secondo nella linea di successione al trono inglese, ha trascorso gli ultimi momenti di pace familiare della sua infanzia con il padre Carlo, la mamma Diana – il 31 agosto saranno 23 anni che ci ha lasciato – e il fratello Harry.

Lo dimostra la famosa foto che li ritrare tutti e quattro in bicicletta, era il 1989, proprio sull’isola di Tresco, che fa parte dell’arcipelago. A vedere le espressioni dei reali nessuno poteva immaginare i drammi che avrebbero patito nell’immediato futuro. E non parliamo solo della separazione dei principi di Galles e della tragica morte di Diana, ma anche dello strappo affettivo tra i due fratelli, che si è progressivamente consumato negli ultimi due anni, raccontato con dovizia di particolari dalla biografia sui duchi di Sussex Finding Freedom. Veniamo al luogo, e al perché casa Windsor è così legata alle Isole Scilly.

L’arcipelago è parte del ducato di Cornovaglia, il ricchissimo cespite fondiario che i principi di Galles – gli eredi al trono di Inghilterra – si tramandano dal XIV secolo. Il principe Carlo, dunque, possiede la quasi totalità della superficie di questi lembi di terra e un terzo degli immobili residenziali che vi sorgono. Tra questi c’è Dolphin Cottage, un’incantevole casetta in granito sull’isola di Tresco, che vanta un lussurreggiante giardino privato a poche decine di metri da una baia riparata, dove William, Kate e i bambini – esattamente come facevano Carlo, Diana e i figli – hanno soggiornato durante la loro vacanza. Una vacanza sportiva, non vi è dubbio.

L’unica comodità, da veri principi reali, che i Cambridge si sono permessi è l’elicottero, a bordo del quale sono arrivati qui partendo da Newquay, una cittadina sulla baia di Cornovaglia. Ma una volta atterrati hanno dovuto muoversi in modo eco sostenibile, esattamente come fanno i 180 abitanti dell’isola e i turisti: Tresco è un’isola car free, dove cioè le auto non possono circolare. Ci si può spostare usando la bicicletta o, banalmente, camminando. Dato che gli immobili del ducato di Cornovaglia sono tutti o quasi a reddito, anche questa residenza si può affittare a settimana, durante l’alta stagione.

Non questa estate, però. La disponibilità – basta dare un’occhiata al sito https://www.tresco.co.uk/staying/dolphin-cottage – è terminata il 19 maggio, segno che la famiglia di Carlo ha considerato la possibilità di soggiornarvi senza controllare il calendario. Dal primo settembre, però, la casa torna disponile per poco più di 2 mila euro per sette notti: una cifra accettabile per fare colazione sul tavolo di Kate.

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