Christian De Sica ringrazia la moglie e sorella di Carlo Verdone


A tavola, quando tornavamo da scuola e mamma e papà dal lavoro, ci ritrovavamo e ricordo che parlavamo tantissimo, ognuno raccontava cosa gli era successo e ridevamo, è un’immagine felice, allegra».

Ed ecco un aneddoto che ferma il carattere della futura signora De Sica: «Era la ribelle di casa. Con la testa dura. Sulla porta di camera sua c’era un enorme cartello con scritto “Non disturbare”» ha raccontato Carlo di Silvia. E la piccola a 14 anni scopre di avere le idee chiare in amore: si fidanza con Christian, di nascosto dai genitori. «Le insegnanti si lamentarono con mia madre, perché Christian andava a prendere Silvia con la Rolls Royce… la situazione creava tensione» ha testimoniato sempre Carlo.

E così che De Sica junior, quasi fosse il personaggio un po’ sbruffone di uno dei suoi film, prende una decisione molto scenografica: si presenta a casa Verdone per chiedere la mano di Silvia. Come reagisce il padre? «Che pallonaro!» è il commento ironico. «Quando ci siamo conosciuti, mio padre era morto da poco, io ero senza una lira in tasca, solo i debiti precedenti. Io e Silvia abbiamo proprio sentito i crampi allo stomaco.

Che fame. Una volta giravo un film in Francia, e parliamo della fine degli Settanta, a colazione ci davano due uova con la pancetta, io le prendevo e le davo a mia moglie», è il racconto di Christian al Fatto Quotidiano. «All’epoca saltavamo i pasti, e pensare che vengo da una famiglia all’antica, dove dovevamo stare tutti a tavola e si mangiava dall’antipasto al gelato. Sempre. Infatti superavo i cento chili, avevo un po’ di pancia, insomma ero grassottello.

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