Enrico Brignano e Flora Canto genitori bis, le voci sul nome del bimbo

È stata Martina, la piccola di casa, a dare a papà la notizia più bella. «Un giorno ho creato con la mia bimba un calendario fatto dei suoi disegni e di piccole frasi legate alle feste che più ama. Ci sono i compleanni, Natale e Pasqua, e sulla pagina di luglio c’è scritto: “Questo è un mese speciale perché presto saremo in quattro”.

Appena l’ha letto, Enrico è scoppiato a piangere dalla gioia». Flora Canto racconta, con il sorriso di  chi sa di aver fatto centro nel cuore, come ha svelato al compagno Enrico Brignano di attendere il secondo figlio, un maschio. Una gioia che rende la festa del papà, il 19 marzo, ancora più intesa e ricca d’amore. «È stato emozionante architettare questo gioco con nostra figlia che ha 4 anni. Lei è felicissima di calarsi nel ruolo della sorella maggiore di un piccolino che arriverà a fine luglio», racconta radiosa mentre posa per noi con tutta la famiglia e il pancino di 5 mesi e mezzo tondo, perfetto.

Una sfera delle meraviglie che Martina accarezza spesso e che Brignano guarda con orgoglio. «Siamo stati fortunati: ogni volta che abbiamo desiderato di avere un bambino, è arrivato subito. Al quarto mese abbiamo scoperto il sesso, sulle prime io speravo fosse una femmina, solo per dare una compagna di giochi a Martina, ma il maschietto mi manda al settimo cielo per la felicità», racconta Flora, resa ancora più bella dalla gravidanza. «Finora ho preso 7 chili, per Martina alla fine erano 14. Le voglie stavolta sono per lo più per pizza e avocado.

E se per lei ho avuto nausee costanti nei primi quattro mesi, lui, del quale sento benissimo i movimenti, i calcetti, mi ha graziata, a parte il 25 dicembre: quel giorno ho cucinato molto, perché è una mia passione, ma non ho mangiato nulla, la nausea mi aveva messa ko», racconta. Poi ci parla dei nomi in ballo per il figlio. «È una rosa di tre: Niccolò, Mattia, Giacomo. Quest’ultimo perché tempo fa, durante uno spettacolo con Enrico, dicevo la frase: “Se avrò un figlio si chiamerà Giacomo”. Ci sembrava un segno del destino», confida, mentre guarda Brignano che stringe la figlia con delicatezza e vigore al tempo stesso. «Avere Martina a 50 anni mi era sembrato già un miracolo.

Il secondo bimbo è l’ennesimo regalo di questa mia imprevedibile e splendida vita», dice Enrico. «Sono felice che sia un maschio e, soprattutto, che stia bene. La femmina c’è già, quindi non mi dispiace avere una parità di genere in famiglia. Almeno su carta, perché tanto nelle mani di figli e compagna sono malleabile come un piccolo vaso di creta. Un cretino, diciamo», sintetizza con l’umorismo che lo rende star indiscussa dello spettacolo italiano.

Poi con tenerezza confida: «Sono un papà innamorato, che gioca con Martina a rotolarsi sul tappeto e che beve il tè invisibile con i pasticcini fatti di terra che lei mi prepara. Essere padre mi ha cambiato la prospettiva della vita: non solo perché sai che c’è qualcuno che rappresenta la tua goccia di eternità, ma anche perché, qualsiasi cosa accada, torni a casa e trovi due piccole manine che ti accarezzano e il resto del mondo sparisce».

Flora, sua compagna di vita da 7 anni ed eccellente partner di lavoro, lo guarda con orgoglio mentre tiene in una mano due scarpine celesti e con l’altra accarezza Martina. «Lei è socievole come lo sono io, ha il mio nasino, le mie ciglia lunghe, un corpo sottile, per il resto assomiglia a papà, dal quale spero erediti anche la costanza, la determinazione. Io invece inizio una cosa e non sempre la porto a termine: mi stufo subito », ride di gusto. Una risata che ritroveremo presto in Tv: la vedremo, infatti, accanto a Enrico in Un’ora sola vi vorrei, show di satira e cose leggere in prima serata su Raidue, dal 6 aprile, per sette martedì.

«Quando aspettavo Martina scelsi di staccare, smisi di lavorare; invece questa volta ho preferito non farlo: mi era pesato troppo». Flora si siede sul divano e racconta: «Amo il mio lavoro, la comicità mi attrae da quando ero piccina e guardavo ogni spettacolo del Trio, focalizzando l’attenzione su Anna Marchesini: meravigliosa! Però all’inizio della mia carriera non è stato semplice: quando sei carina è difficile che la gente creda che tu possa far ridere, essere spigliata, spontanea, avere i tempi comici giusti. Con Enrico ci siamo trovati affini proprio per queste mie caratteristiche ». Poi ricorda.

«Ci siamo conosciuti una decina di anni fa in teatro. Avevo appena terminato di recitare con Lino Banfi, Enrico cercava una moglie per uno sketch nello show Tutto suo padre. Dopo quella volta non abbiamo più lavorato insieme, fino a tre anni fa con Innamorato perso. Ora torniamo in Tv: saremo i nuovi Sandra e Raimondo, staremo in un letto a fare il bilancio della giornata. All’inizio ero titubante, ma Enrico ha molto insistito. Ormai siamo ben rodati e il pancione ci dà spunti per le battute: è un modo di giocare, che speriamo porti un po’ di leggerezza nelle case degli italiani», racconta Flora che, infaticabile, è diventata anche imprenditrice. «Ho creato una linea di occhiali da sole, la Fem 83, chiamata così perché racchiude le iniziali di noi tre.

Ogni modello ha un nome legato al cinema». In tutto ciò, si occupa tanto di Martina. «Amo fare la mamma, e lo faccio con tranquillità, senza l’ansia del ruolo». Enrico annuisce: «Flora è la donna che ho scelto e che mi ha scelto, che sono fiero di avere accanto e l’unica con cui avrei mai potuto pensare di mettere su famiglia. È stato tutto naturale. Insieme stavamo bene in due e ci siamo detti: perché non in tre? Poi in tre era fantastico e allora: perché non in 4? Poi certo, è una madre un po’ apprensiva, come tutte.

Non siamo la famiglia del Mulino Bianco, ogni tanto si bisticcia. Per esempio, quando usciamo, o copro troppo Martina o troppo poco, non ci azzecco mai… Magari mi va meglio col secondo, chissà!», dice l’attore. E Flora conclude: «Abbiamo caratteri forti. Ognuno difende le proprie ragioni, ci si confronta, ci si punzecchia, ma alla fine si fa subito pace. L’anno che ci lasciamo alle spalle, con i lockdown, avrebbe potuto anche metterci alla prova: ne siamo usciti più uniti. Il bimbo che verrà ne è la testimonianza. Con lui si chiude il cerchio del nostro grande amore».

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