Francesca Neri: chi è il marito, la malattia, la depressione, il figlio, film, carriera e biografia

Francesca Neri la conosciamo tutti per essere una nota attrice italiana la quale è legata da tanti anni ormai ad un noto attore ovvero Claudio Amendola. Di lui sappiamo che è è un grande attore uno tra i più importanti della cinematografia italiana e che è anche regista, conduttore televisivo e figlio di attori e doppiatori famosi come Ferruccio Amendola e Rita savagnone. I due sono legati ormai da diverso tempo e sono anche diventati genitori di Rocco.

Francesca Neri, chi è il marito

Come sappiamo il marito di Francesca Neri e il grande attore e regista Claudio Amendola. Di quest’ultima sappiamo che è nato il 16 febbraio 1963 a Roma ed è anche un grandissimo tifoso della squadra Giallorossa. Ha servito nel mondo della televisione e ormai tanti anni fa ed esattamente nel 1987 interpretando il suo primo ruolo drammatico inn Soldati – 365 all’alba, regia di Marco Risi. Nel decennio successivo Poi ha preso parte ad altri film come Ultrà (1990) e La scorta (1993), entrambi diretti da Ricky Tognazzi.

La malattia dell’attrice

Un po’ di tempo fa Francesca Neri è tornata a parlare della malattia che purtroppo la colpita tanti anni fa e contro la quale sta ancora combattendo. In realtà a parlarne è stato anche il marito Claudio Amendola nel corso di un’intervista che ha lasciato un po’ di tempo fa. “Mia moglie Francesca ha una malattia per la quale fa fatica a vivere le sue giornate. Stare vicino a lei non era faticoso, era il mio lavoro”. Queste le parole di Claudio Amendola. L’attrice ha raccontato di essersi sentita piuttosto protetta dal marito. Ad ogni modo, la stessa attrice ha raccontato anche di avere avuto paura di poter perdere il figlio per sempre.

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Il rapporto difficile con il figlio

A parlare proprio del rapporto con il figlio Rocco è stata proprio la stessa. Purtroppo la malattia che ha colpito la donna è stata come un fulmine a ciel sereno e la spinta di isolarsi completamente dal resto del mondo e a chiudersi nel suo dolore. “Mio figlio Rocco non c’era, si proteggeva e avevo davvero paura di perderlo. Il grande terrore era che questa immagine della mamma nel dolore, immobile, depressa”. Ha raccontato la donna, la quale ha scelto di isolarsi da tutti, ma solo per proteggere tutti coloro che amava, lasciandoli lontani dal mondo fatto solo di dolore fisico e sofferenza.

La promozione dei film, le interviste, i red carpet si scontravano con la mia fragilità. Ero timida, riservata, inadatta. È un lavoro che impone una vita frenetica, impegni continui, spostamenti, sveglie all’alba. Alla fine trascuri il tuo corpo: se non dormi, prendi il sonnifero. Se ti viene l’herpes, ricorri all’antibiotico. Ma non ti ascolti. Devi apparire, essere sempre al top. Soffrivo da tempo di cistite ma, a furia di medicinali presi a casaccio, si è cronicizzata e trasformata in un dolore insopportabile, che ha generato altri disagi. Aver vissuto tre anni solo per resistere agli attacchi è stato tremendo. Però, mi ha permesso di capire che, appunto, dovevo ascoltare il mio corpo. Ora, infatti, ho fatto amicizia con lui e me ne prendo cura».

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Eliminare il silicone dalle labbra è stato un atto simbolico? Hai dato un calcio alla vanità? «In realtà, le labbra si erano deformate. Non amo il posticcio, ma da giovane mi ero fatta iniettare del collagene da quel medico (famoso) che intingeva Vago nel silicone prima di ogni micro-iniezione, per ottenere un effetto più evidente. Poi, quelle palline hanno incominciato a provocare infiammazioni, perciò ho deciso di toglierle. Prima sotto e poi sopra, con due interventi devastanti. Sono sempre stata molto vanitosa, vivevo del riflesso degli altri, ma ero ipercritica verso di me. Ora mi fa paura Videa di invecchiare. Non per le rughe, mi spaventa la perdita di lucidità. In questo momento, però, sto bene con me stessa. Addirittura rischio persino di bastarmi, il che è molto pericoloso».

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Eri già malata quando anche Claudio ha dovuto fare i conti con la sua salute. «Sì. Quel giorno (era il 2017) mio marito non non si sentiva bene, voleva andare a dormire presto e io, che avevo riconosciuto i sintomi, ho chiamato un’amica medico che mi ha detto di portarlo subito al pronto soccorso. Non guidavo da tanto, ma sono arrivata in tempo perché si salvasse: aveva un infarto in corso».

Che marito è stato in questo periodo difficile? «Incredibile. Non aveva gli strumenti per aiutarmi (ha il terrore delle malattie) ma se li è inventati. Era spiazzato dal mio dolore, inerme. Vedevo la sua impotenza e cercavo di allontanarlo. Ma c’è sempre stato e questo ci ha unito ancora di più».

Ricordi la prima volta che l’hai visto? «Certo. Era bellissimo e ho pensato che era molto figo, molto coatto, molto simpatico. Diversissimo da me, credevo. Invece mi sbagliavo: nelle cose che contano ci somigliavamo. Lui mi ha corteggiata subito, ma io ero fidanzata. Però, dopo sei mesi ho detto sì e siamo andati a vivere insieme. Anche perché il mio ex mi aveva buttato fuori di casa. A quei tempi ero convinta di aver trovato un amore meraviglioso.

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