Gianni Brezza chi è il marito di Loretta Goggi? Età, carriera, lavoro, figli, vita privata, morte e malattia

Questa sera grande ritorno in prima serata per Amadeus con il suo programma giornaliero I soliti ignoti – Il ritorno. Come ogni puntata a mettersi in gioco ci sarà un concorrente vip. Questa sera sarà la volta di due famosissime sorelle, Loretta e Daniela Goggi. Cerchiamo di scoprire qualcosa in più sul marito della famosa contante e imitatrice Loretta Goggi.

Conosciamo tutti Loretta Goggi per essere una nota showgirl, cantante e attrice. Riguardo la sua carriera sappiamo tanto, così come della sua vita privata. Sappiamo infatti che è stata sposata con Gianni Brezza un noto coreografo e primo ballerino RAI, il quale ha danzato nel corso della sua carriera con grandi artisti. Purtroppo l’uomo è morto prematuramente per via di un tumore al colon. Ma cosa conosciamo di lui? Chi è stato Gianni Brezza?

Loretta Goggi, chi era il marito Gianni Brezza

Quando è morto aveva 74 anni ed era nato il 9 novembre 1937 a Pola in Croazia. È venuto a mancare il 5 aprile 2011 a Roma e adesso riposa nel cimitero di Prima Porta. Il suo vero cognome in realtà era Brezach, ed era italianizzato in Brezza. È rimasto legato alla Croazia che era la sua città natale, anche dopo essersi trasferito in Italia dove tra l’altro ha vissuto gran parte della sua vita. Dopo la sua nascita la famiglia si sarebbe trasferita in Italia e nello specifico a La Spezia, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Da piccolo amava molto il mare per questo una volta adolescente, decise di entrare nella Marina Militare.

Carriera

Durante il servizio, esattamente nel 1958 venne notato dal regista Francesco de Roberti che lo scelse per interpretare un personaggio nel film intitolato ragazze della Marina. In quella circostanza capì che il mondo dello spettacolo facesse proprio per lui e così lasciò la carriera militare e si trasferì a Roma. Iniziò a lavorare così nel mondo della cinematografia, interpretando inizialmente ruoli di piccola importanza in alcuni film. Subito dopo ha iniziato a lavorare come ballerino visto anche il suo fisico piuttosto promettente. Era molto alto, aveva un fisico Atletico ed era un uomo di bell’aspetto. E’ entrato a far parte del corpo di ballo della RAI ed è diventato addirittura il primo ballerino. Ha preso parte a diversi spettacoli molto importanti come Canzonissima, Doppia Coppia, Ciao Rita, Milleluci e Studio Uno. E’ diventato così un grande ballerino e coreografo ed ha lavorato con diversi artisti di una certa importanza come Rita Pavone con la quale ha recitato anche in due film. A metà degli anni settanta poi ha deciso di abbandonare la professione di ballerino e si è dedicato allo skipper.

Il rapporto con Loretta Goggi

I due si sono conosciuti nel 1979 nella trasmissione Fantastico. All’epoca lui pare fosse sposato con la prima moglie ed aveva già tre figli. La loro storia fece scandalo, primo perché lui era già sposato e poi perché tra di loro pare ci fossero ben 13 anni di differenza. Dopo circa 30 anni di relazione i due si sono sposati il 26 aprile 2008.

Nessuno su questo pianeta dice o fa sempre la cosa giusta. E non si tratta nemmeno di indole, di pensiero, di attitudine. Si tratta, molto più banalmente, di probabilità, di statistica. Non è possibile essere sempre perfetti, sempre impeccabili, sempre pronti a stupire.

Ci sono buone, ottime persone a cui capita di dire la frase sbagliata nel momento sbagliato e pessime persone che si ritrovano a esprimere un concetto condivisibile. Tutto prima o poi si verifica. Tutti vincono e tutti falliscono a seconda del momento. Secondo questo principio, quindi, perché in Rete ci si accanisce tanto con chi non rispecchia l’idea che si ha delle perfezione? Prendiamo Loretta Goggi ai Seat Music Awards di qualche giorno fa all’Arena di Verona.

Per un qualche principio, di cui in realtà nessuno conosce i presupposti, la Rete è insorta contro di lei. Per cosa? Per aver espresso un pensiero completamente fuori dal mondo? No. Per, e qui azzardo l’inverosimile, aver dato fuoco a un cucciolo di foca sul palco?

Ma figuriamoci. La signora Goggi è stata insultata, denigrata, offesa e derisa per non aver rispettato uno standard deciso da non si sa chi. La signora Goggi ha osato essere se stessa, ha osato sfoggiare il suo stile, mostrare i suoi anni, scegliere il playback che tanti cantanti sfruttano in diverse occasione. Ma è davvero sensato insultare qualcuno per queste motivazioni? È davvero sensato portare una Signora, con la S maiuscola, della nostra musica a ritirarsi dai social?

La risposta la conosciamo tutti ed è NO. Lo sappiamo bene: il Web non perdona gli errori, le sviste. Ne abbiamo presto atto: ma il Web non perdona nemmeno il non essere perfetti sempre e comunque, come se fosse una condizione sine qua non.

La domanda, come era solito dire Antonio Lubrano quando ancora frequentava il piccolo schermo, sorge spontanea: come risolviamo il problema? Non potendo impedire l’odio, in quanto sentimento ed espressione dell’animo umano, cosa potremmo fare per bloccare un fenomeno così pericoloso? La risposta credo sia nell’empatia, nella conoscenza e nella gentilezza. Nell’empatia, perché è facile chiedersi “come reagirei se mi rivolgessero parole del genere?”.

Nella conoscenza, perché è studiando e informandosi sugli effetti dell’odio in Rete che si arriverebbe a riconsiderare certi atteggiamenti. Nella gentilezza, perché è l’arma più potente che abbiamo a disposizione, una delle poche in grado di farci vivere in un mondo migliore. Da donna (e dalle statistiche sono le donne quelle che più subiscono questo trattamento in Rete) che ha vissuto in pieno la nascita dei social che tutti conosciamo, raccogliendo sia consensi sia violenti accanimenti contro tutto ciò che si è azzardata a esprimere, lasciatemi dire una cosa: a volte è complesso trovare una via per superare tanto odio, anche se immotivato.

Perché? Perché in alcuni momenti la fragilità ha la meglio e si arriva a convincersi di essere in qualche modo sbagliate. Per uscirne ci vogliono tempo, tantissima forza e una lucidità straordinaria. Ma il tempo, la forza e lucidità non sempre sono a portata di mano e il rischio di farsi schiacciare da un peso del genere è più che reale, credetemi. Per questo motivo vi invito a riflettere sull’odio, sugli insulti in cui vi imbattete in Rete e a immaginare un modo per contrastarli. Potrebbe sembrare una frase di quelle fatte, eppure continuo a crederci ciecamente: sarà la gentilezza a salvare il mondo.


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