Ilaria Spada sapete chi è? Età, film, carriera, attrice, marito o compagno, Kim Rossi Stuart e figli

Per festeggiare i miei 40 anni e i dieci d’amore con Kim (Rossi Stuart, il marito, attore e regista, ndr) non potevo sperare in un regalo più bello: sono incinta del mio terzo figlio che nascerà a febbraio. La gravidanza sta andando bene e per il momento non abbiamo chiesto se sarà maschio o femmina. Chi l’avrebbe mai detto? Io no! Ma la vita un po’ ci sorprende e un po’ ce la costruiamo noi. Infatti, quando desideri davvero qualcosa con il cuore, il sogno può realizzarsi. Quando si è giovani e troppo concentrati su se stessi, spesso ci si inganna, con il rischio di vivere le relazioni come un risarcimento o un modo per colmare i vuoti. Da ragazza non avrei mai immaginato di arrivare dove sono. Crescendo, però, mi sono guardata dentro per scoprire cosa potesse rendermi felice. La risposta? L’amore. Insomma, ho capito che il senso della mia vita era nella famiglia.

Papà mi ha abituata alla discussione e con lui parlavamo di tutto, anche di filosofia. Fino ai miei 17 anni ogni giorno mi hanno accompagnato a scuola in auto e sono venuti a riprendermi. Certo, tanto senso di protezione ha un risvolto negativo: non ti prepara alla sofferenza, ai colpi bassi della vita. L’anno della maturità mi sono trovata tutta sola a Roma ed è stato difficile. Mi ero trasferita perché ero stata scritturata per il mio primo film.

L’amore per la recitazione è nato al ginnasio. Ho frequentato il liceo classico a Latina, in una scuola meravigliosa con insegnanti appassionati. Il pomeriggio c’era un corso di critica cinematografica, io mi sono iscritta e sono entrata in crisi. Da piccola studiavo danza classica, sicurissima di diventare ballerina. Invece, improvvisamente sono stata catturata da cinema e teatro. Avevo sprecato anni di vita esercitandomi sulle punte? No, visto che oggi mi piace tutto del mio lavoro di attrice: studiare un personaggio, lasciargli spazio, essere tante donne diverse. E poi, sono affascinata dalla versatilità di questa professione. Pensate che, quando cammino per strada, fisso le persone e le trasformo in personaggi, immagino storie. Un giorno, forse, farò la sceneggiatrice.

CON I BAMBINI NON MI STANCO

Per ora mi vedrete al cinema (dal 25 novembre) con Una famiglia mostruosa. Io sono Stella e, insieme a mio marito (interpretato da Lillo, ndr), formiamo un’orrenda coppia di palazzinari malavitosi. Quando nostra figlia resta incinta, scopriamo che il fidanzato appartiene a una sorta di famiglia Addams all’italiana. Ogni tanto mi chiedo se con tre figli (e senza nonni vicini) riuscirò ancora a lavorare.

Ma sono fiduciosa, so che ce la farò, anche se dovrò rinunciare a qualche progetto e avrò ancora meno tempo per me. D’altronde, io amo stare con i bambini, non mi stancano mai, mi piace coinvolgerli in un tante attività, portarli alle mostre e a visitare musei.

Ogni tanto Ettore mi chiede: “Mamma, ma possiamo stare un po’ a casa?”. Allo sport, invece, pensa il papà, perché a casa nostra la diversità è ricchezza. Infatti, io sostengo che donne e uomini devono avere gli stessi diritti ma non essere uguali. Con Kim non formiamo una coppia perfetta, ma ricorderò sempre gli insegnamenti del corso prematrimoniale che abbiamo frequentato nel 2019. È durato un anno e mezzo e il sacerdote, bravissimo, cercava di farci vedere i lati più spinosi del matrimonio. Però, una delle prime cose che ci ha detto nel suo romanesco è stata: “Se nun t’attizza lascialo perdere”. In altre parole, “se non c’è passione non iniziate nemmeno”. Mi è sembrato rivoluzionario.

I nostri difetti? Vi elenco i miei: sono caotica, sempre in movimento. Voglio fare troppo e starmi dietro non è facile. Anche a casa cerco di stimolare la fantasia dei bambini. Jan, per ora, è attratto dai libri. Mentre Ettore è più digitai, anche se gli piacciono i fumetti. In più, come sua nonna che dipingeva molto bene, ama disegnare. Purtroppo, mia suocera è mancata l’anno scorso, ma fin da piccolo lui l’ha vista con colori e pennelli in mano. All’inizio eravamo così entusiasti della sua vena artistica che abbiamo riempito tutta la casa con le sue creazioni. Ma adesso cerchiamo di selezionare. Speriamo di riuscire a crescere i nostri figli liberi e che questo li aiuti a sentirsi speciali. E poi, mi auguro che diventino presto indipendenti. Per ora, posso dire che sono felice e grata. Soprattutto, grata alla vita».

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