Impennata di contagi, due Regiorni rischiano di tornare subito in zona rossa

A soli 2 giorni dell’istituzione della zona gialla, due regioni rischiano di scivolare in zona rossa. L’assessore alla Sanità Alessio D’Amato: “Concordo con il Ministro Speranza la zona ‘gialla’ non è uno scampato pericolo. Con gli assembramenti si va dritti in zona ‘rossa’, chiedo il massimo rispetto delle regole”

Il bollettino di ieri fa fermare il totale regionale sotto i 1000 casi, 943 per la precisione, quasi duecento in meno rispetto a ieri. Il tutto a fronte di 9.000 tamponi, con un rapporto tra positivi e test al 10%.  39 i decessi (+12) e +1.498 i guariti. Diminuiscono i casi e i ricoveri, stabili le terapie intensive.

E’ stato fatto uno sforzo enorme per ritornare in fascia ‘gialla’ che rischia di essere vanificato dagli assembramenti che si sono visti nelle ultime ore. E’ meglio dire con chiarezza che se dovesse proseguire questa situazione è inevitabile un aumento dei casi e ulteriori misure di restringimento finendo tutto il Lazio in zona rossa.

Che la situazione epidemiologica in non fosse affatto buona era emerso già tre giorni fa, quando l’Istituto superiore di sanità ha rilasciato il suo monitoraggio settimanale avvertendo che soltanto la Regione del centro Italia è “a rischio alto“.

Il primo a muoversi è stato proprio il sindaco del capoluogo, Andrea Romizi, che ha fermato l’attività didattica in presenza da martedì 2 fino a domenica 14 febbraio.

La decisione è stata presa in accordo con i vertici della Regione Umbria “al fine di tutelare la salute di tutta la comunità perugina in osservanza del parere del Cts e del Commissario emergenza Covid”.

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