Kate Middleton, anche lei alle prese con i problemi del covid

C ‘è una data che segna il debutto di Kate nel ruolo di reginetta della perfezione, potremmo dire della pignoleria: 1’8 marzo 2012. Durante la sua prima visita ufficiale con la regina Elisabetta a Leicester, per il Giubileo di Diamante della monarca (60° dell’ascesa al trono), la duchessa di Cambridge trascorse l’intero viaggio in treno sì chiacchierando amabilmente con la nonna di suo marito, ma anche studiando con la coda dell’occhio, senza darlo a vedere, il fascicolo del giorno poggiato sul tavolinetto del salottino: non si sarebbe fatta trovare impreparata nemmeno sul più insignificante dettaglio del X tour.

E fatta così Kate, bulldozer travestito da ragazza perbene. E lo stesso aplomb di dolce generalessa lo mette nel ruolo di moglie e di madre prima di George il principino, poi di Charlotte la sarcastica (basta osservarne l’espressione del viso, è tutta la bisnonna) infine – almeno per ora – di Louis, la furia sorridente.

Anche i panzer, però, possono incontrare un momento di cedimento, soprattutto quando devono conciliare i doveri dinastici con quelli familiari. Affrontarli è naturale, condividerli è segno di onestà e dice molto sulla missione incarnata dai reali del nuovo millennio: manifestare empatia, dimostrare che i patemi e le insicurezze della gente comune spesso coincidono con quelli di chi risiede nei palazzi Windsor.

Dunque stupisce ma non troppo l’esternazione di Kate durante un video colloquio con un gruppo di genitori della Roe Green Junior School, istituto di Kingsbury, periferia londinese, coordinato dalla preside Melissa Loosemore. La direttrice ha chiesto ai convitati di definire con una parola scritta su un foglio A4 il secondo periodo di lockdown, istituito nel Regno Unito a inizio gennaio, facendo riferimento alla gestione dei figli. C’è chi ha scritto “frenetico”, “pazienza”, “sfida”. La futura regina d’Inghilterra ha vergato la parola exhausting, estenuante. Una dichiarazione netta, tanto forte da essere stata subito  dirmata da una nota d’agenzia del network pubblico britannico, la Bbc.

Kate non si è limitata a far capire – con il sorriso, sia chiaro – quanto stress sopporta, ma ha espresso, parlando di sé, la sua comprensione verso tutte le mamme meno fortunate di lei: «Durante il lockdown noi genitori abbiamo dovuto assumere ruoli aggiuntivi. Siamo diventati insegnanti, ma anche parrucchieri per i nostri figli: i miei hanno vissuto quasi con orrore il fatto che fosse la mamma a tagliar loro i capelli. In-somma, siamo in prima linea su talmente tanti fronti che cerchiamo di fare del nostro meglio, ma a fine della giornata siamo esausti.

Io mi sento esausta». E questo, appunto legittimo, nonostante i duchi di Cambridge non si sveglino ogni mattina in un appartamento di 50 metri quadrati a 40 minuti di metropolitana dalla City, ma nella splendida cornice di Anmer Hall, la residenza che sua maestà ha donato ai nipoti per le nozze: qui la futura famiglia reale ha trascorso sia il primo sia il secondo lockdown.

Certo Kate può contare su un manipolo di persone di fiducia a sua disposizione, tra cui le fidatissime Antonella Fresolone, governante di origini italiane insignita, nel 2019, persino del Royal Victorian Order – onorificenza assegnata a chi si distingue per meriti speciali verso la famiglia reale – e la super tata Maria Teresa Borrallo, in grado, dicono i beninformati, di guidare in modo talmente sportivo da seminare i paparazzi. Eppure, sebbene circondata da tanti aiuti, Kate non ha mai abdicato al suo ruolo di istitutrice “finale” dei figli, provvedendo in prima persona anche ai loro pasti.

La mattina comincia presto, anche in campagna: mentre la futura regina degusta il suo frullato energizzante a base di cavolo, spirulina (un tipo di alga), tè verde, spinaci, coriandolo e mirtilli, ha già predisposto la tazza di cereali con le mele per i figli. Poi si sposta davanti ai tablet su cui George e Charlotte seguono le lezioni in Dad (Didattica a distanza), mentre Louis disegna o gioca in giardino. Nel frattempo però c’è anche da dare un’occhiata all’agenda e bisogna essere sempre in ordine, la piega fatta e un filo di trucco, per i meeting via pc con associazioni e volontari che cadenzano la settimana di un’altezza reale. E non dimentichiamo l’ora abbondante di compiti pomeridiani, croce di ogni mamma e papà in età scolare.

Nell’incontro con i genitori della scuola di Kingsbury, la preside Loosemore ha anche chiesto ai presenti di darsi un voto negli esercizi di matematica, i più difficili per noi adulti normodotati, ormai lontani anni luce da frazioni e divisioni allo zero virgola. Anche sul punto, Kate ha deposto la maschera della perfezione e ha candidamente ammesso: «Se devo darmi un voto in aritmetica, mi assegno un bel meno cinque!», senza temere di far strabuzzare gli occhi agli ascoltatori, visto che sarà la prima regina laureata della storia d’Inghilterra.

E qui torniamo al nuovo passo che ha preso la monarchia negli ultimi ventanni: certo deve mantenere un appeal ieratico, solenne, che ben si addice alla sua tradizione millenaria, ma al contempo deve essere in grado di aprirsi, anche esternando debolezze, per mostrare un volto umano. «Condividere la tua esperienza con altri che stanno attraversando le stesse problematiche ti fa sentire meno scoraggiato, meno solo». Quanta saggezza possiede la duchessa di Cambridge. Che risultasse sempre impeccabile davanti ai riflettori lo sapevamo già. Che fosse davvero una di noi, è una confortante scoperta.

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