Intrattenimento

Lady Diana, manipolata, tradita e illusa: la scelta che ha cambiato la storia

È stata una delle grandi protagoniste della fine del secolo scorso e nonostante siano passati più di vent’anni dalla sua morte, la vita di Diana Spencer fa ancora discutere. Fa discutere per i misteri legati alla sua morte, su cui ci sono ancora degli elementi poco chiari, e per la fragilità psicologica che ha avuto nel corso della sua troppo breve vita. Una fragilità che fa ancora più rumore per il suo status di principessa che stride con l’idea che tutti noi abbiamo delle principesse e che, quando era in vita e viveva accanto a Carlo, avevamo di lei.

La sua vita è stata difficile, intensa, vissuta sempre sull’orlo di una crisi di nervi e anche per questo il cinema continua a raccontare la sua storia. Dopo i tanti documentari e i vari film, ora si torna a parlare di Diana per la serie “The Crown” e per il film “Spencer “ con Kristen Stewart nei panni della principessa. Si torna a parlare di lei, però, anche per nuovi spunti che fanno leggere in modo diverso la sua vita e che ci fanno capire come a volte basti poco per indirizzare le nostre esistenze verso direzioni sbagliate.

Una di queste scelte è quella di essersi fidata del giornalista Martin Bashir che la convinse a realizzare la celebre intervista alla Bbc del 20 novembre 1995 in cui Diana, visibilmente commossa, ammetteva pubblicamente i tradimenti di Carlo e la sua relazione extraconiugale con il maggiore James Hewitt. Una intervista chiave nella vita di Diana. Una intervista, però, ottenuta con l’inganno. È “Oggi” a raccontare i fatti antecedenti a quell’intervista tv rivelati da un’inchiesta indipendente condotta da Lord John Dyson partita dalla testimonianza del fratello di Diana, Charles, e che ha portato la Bbc a scusarsi pubblicamente. Una inchiesta basati su fatti che già il “Mail on Sunday” nel 1996 aveva rivelato ma che la Bbc riuscì ad insabbiare limitandosi ad alcune inchieste interne che assolsero Bashir. Questa volta non ce l’ha fatta. Ecco come andarono i fatti.

PRIMA DELL’INTERVISTA Tutto parte da Bashir, che allora era un giornalista sconosciuto e quindi impossibilitato ad avvicinarsi alla Famiglia Reale. Bashir aggirò l’ostacolo avvicinandosi al fratello di Diana, Charles, convincendolo a presentarle la sorella presentando dei documenti falsi che dimostravano come il capo della sicurezza del conte, tale Alan Waller, riceveva dei soldi dal tabloid “News of theWorld” per spiarlo. In realtà gli estratti conto bancari erano stati contraffatti dal grafico Matt Wiessler, che poi ha ammesso la verità. Charles non si fida del tutto ma lo presenta a Diana che in quel periodo vedeva nemici ovunque, era certa di essere al centro di un complotto della Famiglia.

Il 19 settembre 1995 avvenne l’incontro a casa di un’amica degli Spencer, Bashir le raccontò tutto presentando quelli e altri documenti che dimostravano come Patrick Jephson, segretario privato di Diana, e Richard Aylard, segretario privato di Carlo, ricevano soldi dai servizi segreti britannici. Tutti documenti falsi. Non solo, Bashir le disse anche che la sua corrispondenza veniva aperta, che era sempre seguita e spiata con i telefoni sotto controllo e con un orologiospia che avevano regalato al piccolo William. Insomma, puntò sulle sue paure dandole le prove (che erano false) dei suoi sospetti. E ancora, le dice che Carlo era innamorato della babysitter Tiggy Legge-Bourke, che il principe Edoardo era in cura perché affetto di Aids e che la Regina Elisabetta soffriva di cuore. Tutto questo convinse Diana a fidarsi e ad accettare l’intervista nonostante il fratello Charles che invece si era reso conto di avere di fronte un millantatore. Cercò di convincere la sorella di non dargli retta ma ormai era troppo tardi, Diana invitò Bashir a Kensington Palace e fece l’intervista di cui nessuno era a conoscenza.

DOPO L’INTERVISTA Fu l’inizio della fine della vita di Diana nella Famiglia Reale. Due suoi collaboratori personali, il capo ufficio stampa e il segretario personale, lasciarono l’incarico per via dell’intervista, la Regina ordinò il divorzio a Carlo e nel caos più totale, Diana si isolò da tutti e rifiutò anche le guardie del corpo che Scotland Yard aveva deciso di affidarle per paura che la spiassero. Una decisione sbagliata perché forse le avrebbero salvato la vita visto che le guardie del corpo non avrebbero accettato i fatti avvenuti nella tragica notte di Parigi.

Si isolò da tutti tranne che da Bashir che diventò il suo confidente personale al punto da consegnargli la sua vita privata: le lettere di Carlo, le confidenze, cerca di farle scrivere un libro insieme. Solo che poi esagera con le domande sempre più pressanti, soprattutto su coloro che volevano metterla in guardia da lui, e questo spinse Diana a rinsavire cacciando il giornalista, ma ormai era troppo tardi. Le sue paure le offuscarono la mente facendole prendere le decisioni sbagliate e questo è un monito per tutti, anche per noi oggi. Bisogna fare attenzione a chi riponiamo la nostra fiducia (e a quei tempi non c’erano i social) perché si rischia di finire male. Restano le parole, durissime, di William: «Quell’intervista ha contribuito ad alimentare la paura, la paranoia e l’isolamento di mia madre e a peggiorare la relazione tra i miei genitori».


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