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Lapo Elkann a poche ore dalle nozze con Joana Lemos

Ieri è stato il giorno più bello della mia vita», ha scritto Lapo Elkann su Twitter a poche ore dalle nozze con Joana Lemos. E poi: «Grazie a mia sorella, mio fratello, papà Alain e al resto della mia famiglia. Grazie alla bellissima famiglia di Joana. Ci dimostrano ogni giorno il vero amore, prendendoci per mano nel buio di una tempesta e rimanendo vicino nei giorni più luminosi».

Lo scorso 7 ottobre, giorno del suo compleanno, Lapo Elkann si è unito in matrimonio con Joana Lemos in Portogallo, dove è nata l’ex campionessa di rally. Lapo, nei ringraziamenti, non cita la madre, Margherita, che è in contrasto con il resto della famiglia, e questo è uno dei suoi più grandi dolori.

Lapo e Joana si sono conosciuti un anno e mezzo fa, ad aprile 2020, a una cena della Fondazione Laps: gli zii dell’imprenditore hanno voluto coinvolgere la Lemos nelle iniziative benefiche del nipote. È stato amore a prima vista, tanto che Elkann ha cercato di conquistare Joana. E lei non ha ceduto subito, ha insegnato a questo ragazzo sempre di corsa il senso dell’attesa, della pazienza, di un lento corteggiamento. Anche se, poi, entrambi amano la velocità: a gennaio è arrivata la proposta di matrimonio e ora si sono celebrate le nozze.

Joana Mascarenhas de Lemos nasce 48 anni fa in Portogallo. Da bambina pratica tennis e ginnastica, anche se suo padre vorrebbe che facesse equitazione. Solo che lei, ai cavalli, preferisce le minimoto. Dopo una breve carriera sulle due ruote, diventa campionessa di rally: è la più giovane concorrente a finire la Parigi-Dakar femminile, gara che ha vinto nel 1997. Due anni dopo vince il rally del Portogallo: le sue auto in miniatura sono fra i giocattoli più venduti nel suo Paese. Joana è stata sposata per 18 anni con Manuel Reymào Nogueira, dal quale ha avuto due figli, Tomas e Martim.

La vita di Lapo Edovard Elkann, figlio di Margherita Agnelli e Alain Elkann, fratello di John e Ginevra, inizia 44 anni fa a New York. Lapo si diploma a Parigi e si laurea a Londra, alla European Business School in Relazioni internazionali. Parla cinque lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo e portoghese.

A 18 anni è in Italia a prestare servizio militare nel corpo degli Alpini come soldato nella Brigata Taurinense e, a metà degli Anni 90, è operaio metalmeccanico, una tradizione per i giovani della famiglia Agnelli, nella catena di montaggio della Piaggio di Pontedera, con il nome di Lapo Rossi. Partecipa persino a uno sciopero contro la proprietà, cioè la sua famiglia. Il tirocinio prosegue in
Ferrari e Maserati, prima di volare a New York per diventare, nel 2001, assistente personale di Henry Kissinger, vecchio amico di suo nonno, Gianni Agnelli.

Proprio quando l’Avvocato sta per morire, nel 2002, Lapo torna in Italia con lui. La scomparsa del nonno sarà un’altra grande ferita. Nello stesso periodo Lapo chiede di entrare in Fiat per svecchiare il marchio. Lancia le famose felpe, diventa responsabile della promozione di tre marchi (Fiat, Alfa Romeo e Lancia) e partecipa a una delle operazioni più fortunate della casa automobilistica nata a Torino: il varo della nuova Fiat 500.

Lapo è conosciuto in tutto il mondo per la sua eleganza e la sua originalità, viene eletto quattro volte di seguito “Best Dressed Man” dalla rivista Vanity Fair Usa,. Piace a tutti perché, nonostante il cognome che porta, sa coinvolgere e trattare ogni individuo allo stesso modo. «Secondo me lo stile è prima di tutto nei comportamenti, è quello che sei davanti agli altri», ha detto a “Chi”. «Lo stile è trattare tutte le persone allo stesso modo a prescindere dalla loro carica o dalle loro origini.

Lo stile è mettere a proprio agio chi hai davanti, metterti sul suo stesso piano». E poi c’è il lusso. «Una borsa firmata o un’auto di lusso non saranno mai preziosi come il tempo. Amo il bello ma, in un mondo che cambia, abbiamo capito tutti che nulla vale come l’abbraccio di chi amiamo».

Proprio i suoi vuoti, i suoi dolori e quella vita sempre di corsa per cercare di sconfiggere le sue insicurezze portano Lapo a una grossa caduta. Nel 2005, dopo una serata a base di droga, rischia la vita. Si dimette dagli incarichi in Fiat e si trasferisce prima in Arizona e poi a Miami per curarsi. Un colpo che avrebbe
distrutto chiunque, e Lapo pensa anche di farla finita, ma il suo amore per la vita è ancora più forte. Torna in Italia nel 2007 e si dedica a nuove attività, lontano dalla Fiat, come il lancio di Italia Independent, marchio che opera nel mondo della moda, dagli occhiali ai vestiti.


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