Lory Del Santo confessione shock sul figlio Loren

Lory Del Santo torna a parlare della tragica morte del figlio Loren, che si è tolto la vita nel 2018 a soli 19 anni. A cuore aperto, ospite di Serena Bortone a “Oggi è un altro giorno” su RaiUno, parlando della tragedia ha esclamato una frase poco felice: “Il suicidio di mio figlio? Forse è meglio che sia successo”.

La sua affermazione è molto forte, ma la 62enne spiega il motivo delle sue parole. Lory Del Santo nella sua esistenza ha perso tre figli: Conor, vittima di un grave incidente nel 1991 a soli 4 anni, Loren, che ha deciso di farla finita, e un bimbo deceduto dopo soli 15 giorni dalla nascita.

“Questa è una storia di cui non parlo mai, è stato un incidente “di natura”, è rimasto solo un ricordo mio personale. L’ho avuto dal tennista Richard Krajicek”, svela. Poi parla di Loren: “Anche la morte di Loren è un problema della natura. Non era assolutamente un ragazzo fragile.

Aveva una malattia congenita che si sviluppa nel corso degli anni. Quelle che pensavamo fossero caratteristiche della sua personalità, erano caratteristiche della sua malattia, che io non conoscevo. Ora capisco subito chi ne soffre. Questa cosa non l’ha toccato fisicamente: era un atleta, nessun difetto, non ha mai visto un medico”. Lory non aveva compreso che dietro una personalità così chiusa e anaffettiva del figlio si nascondesse una patologia.

Il ragazzo soffriva di anedonia, una malattia neuropsicologica. “Era la persona più intelligente della famiglia, ma questa super intelligenza gravava su un altro aspetto che era il super distacco da ciò che nella vita è la felicità. Non era mai felice con niente di materiale, umano.

Io non capivo, pensavo che vivesse in un mondo solitario”, ha spiegato. Sul suicidio del ragazzo dice: “Forse è meglio che sia successo. Per questo mi sono, diciamo, ‘calmata’”. La De Santo si è come rassegnata alla scelta fatta da Loren. E svela il motivo: “Ho studiato tutta la situazione, dall’infanzia.

Sono andata a ritrovare tutti i suoi scritti, mi sono ricordata tutto quello che mi dicevano le insegnanti a scuola. Alla fine forse è stato meglio così perché ci sono malattie che non tornano mai indietro.”

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