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Monica Vitti chi è? vita privata, biografia, carriera, malattia, marito e figli

Il 3 novembre, è una data speciale per l’Italia visto che si festeggia il 90° compleanno di Monica Vitti, una di quelle attrici che hanno segnato in modo indelebile il suo cinema anche se da due decenni non si presenta pubblicamente.

Icona del cinema europeo in generale, 20 anni fa il morbo di Alzheimer la isolava dal mondo. Suo marito, Roberto Russo, ha sempre difeso con tenacia e rispetto che da allora non ha più ricevuto nessuno, soprattutto giornalisti. I social network, così inclini alle “fake news” senza controllo, hanno dato in più di un’occasione la notizia della sua morte, che la famiglia ha dovuto uscire per negare. La sua ultima apparizione pubblica è avvenuta 19 anni fa in una prima. Il suo ritiro dalle scene risale al 2001, quando ricevette al Quirinale il David di Donatello.Vitti è ancora legata nella memoria a quel memorabile sodalizio con Michelangelo Antonioni per tutto il tempo degli anni ’60, amato dagli spettatori per i suoi film con Alberto Sordi in quello che fu il miglior palcoscenico della commedia italiana.

Nata Maria Luisa Ceciarelli a Roma, il 3 novembre 1931, è cresciuta in Sicilia prima della guerra grazie al lavoro del padre (ispettore di commercio). Nel 1953 debutta in teatro, dove prosegui i classici, e due anni dopo, come Monica Vitti, con un piccolo ruolo in “Adriana Lecouvreur” di Guido Salvini con Valentina Cortese. Cinque anni dopo raggiunse fama mondiale come musa di Antonioni in “L’avventura” (1960), “La notte” (1961), “L’eclissi” (1962) e “Il deserto rosso” (1964). Poi è passata alla commedia grazie a Mario Monicelli che l’ha resa la protagonista de “La niña de la pistola”. Il successo è popolare, immediato.

Dopo di che, Vitti domina il cinema italiano degli anni ’70. È apparso in “Il fantasma della libertà” (1974). di Luis Buñuel, poi trionfa in duo con Alberto Sordi (soprattutto grazie a “Polvo de estrellas”), tra i suoi riconoscimenti ci sono l’Orso d’Argento a Berlino e il Leone d’Oro per La Traiettoria che Venezia gli ha regalato nel 1995.

COMMEDIA ALL’ITALIANA

Alla fine degli anni Sessanta l’attrice si dedicò però in corpo e anima ad un genere per il quale era particolarmente dotata, la commedia all’italiana,mettendo il pubblico in tasca. Vitti ha divertito il pubblico con film come La ragazza con la pistola (1968), di Mario Monicelli; Dramma della gelosa (1970) di Ettore Scola, e La cintura di castità (1967) o Amore mio aiutami (1969), di Alberto Sordi, con il quale avrebbe forgiato un’amicizia eterna.

L’attrice, fino a poco tempo fa rappresentante del cinema più profondo e impegnato, ora faceva ridere la gente, separando per sempre la sua immagine da altre dive come Gina Lollobrigida o Sophia Loren. Monica Vitti è stata l’unica donna capace di essere all’altezza dei cosiddetti cinque colonnelli del cinema italiano, gli attori più ammirati: Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni e Sordi. Infatti, è considerata un esempio di emancipazione femminile che, con i suoi numerosi ruoli, ha rappresentato l’evoluzione sociale delle donne italiane negli ultimi decenni. Dopo aver regnato sugli schermi italiani per decenni e decine di titoli, Vitti fu incoraggiato a debuttare alla regia con Scandalo segreto (1990), ma presto avrebbe subito una dolorosa battuta d’arresto, l’incendio della sua casa romana e i ricordi che custodiva.

Con il nuovo millennio, l’attrice, che negli ultimi anni si era dedicata all’insegnamento ai giovani interpreti all’Accademia di Roma, dove ha iniziato, si è ritirata dalla scena pubblica a causa di una malattia degenerativa che è ancora velata da un certo tabù.


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