MotoGP Gran Premio Americhe 2021 streaming gratis dove vedere diretta live tv GP circuito di Austin

Il GP Americhe 2021 sarà trasmesso in diretta tv esclusiva su Sky Uno (canale 201 telecomando Sky) e Sky Sport F1 HD (canale 207 telecomando Sky). Gli abbonati da più di un anno alla pay tv satellitare potranno seguire il gran premio anche in diretta streaming gratis su Sky Go, servizio disponibile su pc, cellulari, tablet e dispositivi mobili.

È possibile vedere il GP Stiria anche in diretta streaming su Now Tv, piattaforma internet di Sky che offre la possibilità, anche ai non abbonati, di acquistare ticket giornalieri, settimanali o mensili per seguire il grande calcio. Per farlo basta registrarsi al servizio e possedere una buona connessione. Il Gran Premio Americhe 2021 sarà visibile anche in differita in chiaro alle ore 21,00 su TV8 mentre le qualifiche saranno trasmesse sul digitale terrestre domenica 3 ottobre alle ore 21.00.

Domenica il circuito di Austin (5.513 metri) ospita il GP delle Americhe, 15a tappa del Motomondiale (su 18). Diretta su Sky, Dazn e in differita su Tv8 (sabato dalle 23.15, domenica dalle 20.15) Programma Domani Libere: ore 15.55 Moto3; 16.50 MotoGP; 17.50 Moto2; 20.10 Moto3; 21.05 MotoGP; 22.05 Moto2. Sabato Libere: ore 15.55 Moto3; 16.50 MotoGP; 17.50 Moto2; 19.30 qualifiche Moto3: 20.30 libere 4 MotoGP; 21.10: qualifiche MotoGP; 22.10: qualifiche Moto2 Domenica Gare: ore 18 Moto3 (17 giri per 93,7 km); 19.20: Moto2 (18 giri per 99,2 km); 21 MotoGP (20 giri per 110,3 km) Classifiche iridate MotoGP 1. Quartararo (FraYamaha) 234 p; 2. Bagnaia (Ita-Dicati) 186; 3 Mir (Spa-Suzuki) 167; 4. Zarco (Fra-Ducati) 141; 5. Miller (Aus-Ducati) 140; 15. Bastianini (Ducati) 61; 17. Morbidelli (Yamaha) 40; 19. Petrucci (Ktm) 37; 20. Marini (Ducati) 28;21. Rossi (Yamaha) 28. Moto2 1. Gardner (Aus-Kalex) 271 p; 2. R. Fernandez (Spa-Kalex) 237; 3. Bezzecchi (Ita Kalex) 190 Moto3 1. Acosta (Spa-KTM) 210 p; 2. Foggia (Ita-Honda) 168; 3. Garcia (Spa-GasGas) 168.

Pecco Bagnaia è il nuovo sceriffo di Austin e la Ducati ha imparato a gestire alla perfezione i suoi piloti, le carte vincenti. Un binomio quasi perfetto, come testimonia la terza pole consecutiva che tiene ben aperta la finestra anche sulla terza vittoria di fila (qualcosa che alle Desmo di Borgo Panigale non riesce dal 2008 con Casey Stoner , dominante fino alla pausa estiva tra Donington, Assen e il Sachsenring, per poi doversi inchinare al mitico sorpasso di Valentino al Cavatappi di Laguna Seca, inizio della cavalcata di Rossi verso l’ottavo e penultimo titolo mondiale) e anche il sogno di un’incredibile rimonta iridata su Fabio Quartararo .

Il nuovo fenomeno da Chivasso/Tavullia rivoluziona il volto a un weekend partito malissimo, fin dal minuto di silenzio del giovedì per la morte di Dean Berta Viñales che l’ha fatto precipitare nei cattivi pensieri del Mugello (caduta mentre stava dominando la domenica della tragedia Dupasquier ), grazie al lavoro “sporco” ma preziosissimo del compagno Jack Miller , che dopo aver guidato come un selvaggio la mattina, rifilando mezzo secondo a tutti, ha accettato di buon grado il ruolo di “maestro apripista” per il compagno in difficoltà nelle libere pomeridiane pre-qualifica, mostrandogli traiettorie e stile. Funziona. Pecco fa un deciso salto in avanti e poco dopo centra la quarta pole in top class e stagionale (un italiano non ci riusciva dal 2009: Valentino, con 7 alla fine), la prima non targata Marquez (comunque terzo) ad Austin.

«Sono veramente contento perché è tutto il weekend che fatico molto, ma grazie al gioco di squadra ho fatto uno step pazzesco – conferma Bagnaia -. Seguendo Jack ho imparato come fare il primo settore. Io prendevo tutte le buche possibili, lui riusciva a schivarle». Ma c’è dell’altro, la conferma dell’intelligenza e della leadership del torinese, anche all’interno del box. «Ci stavamo perdendo provando ad andare dietro alla buche con il setting – racconta Pecco -. Poi ho deciso di ripartire dalla moto di Misano e da subito mi sono trovato meglio. È tutta una questione di feeling: ho ritrovato la mia moto e ho potuto andare molto più forte. Così in qualifica ho spremuto tutto». Andando oltre la testa, col cuore. «Alla 2 mi s’è chiusa davanti, alla 6 pure, al curvone ero tutto sdraiato per terra… ma ho spinto come un matto. Bello, che gusto». Come raddrizzare un weekend iniziato male («prima non mi riusciva»), segnale di maturità e svolta da talento a campione, anche se indica ancora in Quartararo «il miglior pilota MotoGP».

Il francese della Yamaha replica alla cortesia (o tentativo di mettere pressione…) sostenendo che «Pecco ora è il pilota che va più forte», ma intanto prosegue la sua difesa altissima, con una marcatura a uomo per difendere il grande margine in classifica (+48 con quattro gare da disputare, compresa quella odierna. «Sarà interessante» sorride, anche perché parte dalla seconda casella in griglia. Posizione ideale per non perdere troppi punti, anche se lo preoccupa la scelta delle gomme e l’essere ancora e sempre l’unica Yamaha in mezzo a una torma di Ducati (cinque in top 10, compresa quella di Luca Marini ). «Io vado veramente al limite, non è normale questa situazione. Da troppo tempo non si vedono le quattro Yamaha in Q2».
È il padrone e idolo di casa, amato e riverito al punto che il (quasi ex, ieri gli è andato arrosto anche un motore) iridato Joan Mir cambia il suo onore la grafica del suo numero di gara sulla Suzuki che ha riportato sul tetto del mondo 27 anni dopo, ma Kevin Schwantz è il primo a inchinarsi alla vera leggenda delle due ruote: Valentino Rossi . Così come per altro il pubblico che affolla il bucatissimo e criticatissimo Circuit of the America s di Austin («se non rifanno l’asfalto tra le curve 2 e 10 non verremo a gareggiare il prossimo anno» la minaccia dei piloti in Safety Commission), con tanto giallo e 46 a gogo, incurante dell’ennesima giornata nelle retovie del loro idolo, 20° (penultimo) in griglia con tanto di caduta nel Q1 e un tempo di due secondi più alto rispetto all apole del suo allievo Pecco Bagnai a .

Eppure tutti sono qui per lui. Anche il 57enne campione texano, che il 46 se lo mette sul casco quando scende in pista con le Energica (le MotoGP elettriche), portandosi dietro la star hollywoodiana Orlando Bloom (un po’ bolsa, diciamolo). «La cosa più grande che Valentino ha dato al nostro sport è stato il suo rapporto con i tifosi – l’omaggio sincero di Schwanz a Rossi -. E ora ha lasciato tanti giovani piloti che escono dalla sua Academy. Anche se il prossimo anno non ci sarà, avvertiremo sempre il suo impatto nelle corse». Kevin ricorda quando ha conosciuto un Valentino giovanissimo, che nelle minimoto correva con il casco proprio del suo idolo americano, pilota spettacolare e aggressivo. « Aldo Drudi mi aveva detto di andarlo a vedere correre – racconta Schwantz -. Usava la replica del mio casco. È stato divertente, a un certo punto mi ero reso conto che lui era molto più veloce di tutti. L’avevo conosciuto la prima volta a Livigno nel 1989. Ricordo che mi impressionò perché non stava mai fermo. Faceva tante cose, sciava. Poi quando è arrivato nel Mondiale è diventato veramente un grande amico e ho sempre visto in lui lo stesso spirito, anche ora nella sua Academy. Ha sempre voluto essere il migliore, è arrivato a un punto della sua carriera in cui non può più stare davanti a tutti, ma continuerà a dominare sempre questo sport anche quando lo guarderà dagli spalti».


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