Roberto e Federica Rollino: ex marito e figlia di Nicoletta Orsomando, chi sono, età, carriera, vita privata e causa morte

E’ morta Nicoletta Orsomando, la nota signorina buonasera che per tanti anni ha fatto l’annunciatrice Rai. La donna è morta all’età di 92 anni ma è stata per tutta la sua vita molto riservata e sempre lontana dai riflettori. Ovviamente per sua scelta la Orsomando non ha mai parlato dei suoi amori né tanto meno della sua famiglia e di conseguenza dei suoi figli. Possiamo dire infatti che è proprio per questo motivo che su di lei non abbiamo molte informazioni. Una cosa però è certa, ovvero il fatto che abbia avuto una grande storia d’amore, con il giornalista Roberto Rollino.

Nicoletta Orsomando, la sua storia d’amore con Roberto Rollino

Tutto è iniziato nel momento in cui Nicoletta aveva 28 anni, nel 1957 quando sposò il giornalista. Da questa storia poi nacque la figlia Federica, che è l’unica figlia della nota annunciatrice. Quest’ultima ha reso Nicoletta nonna di ben 3 nipoti. In qualche occasione, durante una delle ospitate in tv, è stata proprio Nicoletta a parlare della figlia e dei suoi nipoti che ha amato fino all’ultimo giorno di vita. Il matrimonio con Roberto Rollino sarebbe durato davvero pochissimo, circa sei anni. Poi i due si separarono, anche se non subito.

La nascita della figlia, i nipoti e la separazione dal marito

I due dovettero aspettare gli anni 70 per divorziare, quando entrò in vigore la riforma del diritto di famiglia e dunque quando ci fu la possibilità di divorziare. In seguito alla fine della storia con Roberto, poi, la famosa signorina buonasera, non ha più fatto sapere se ha avuto altre storie d’amore proprio per il suo essere così tanto riservata. L’annunciatrice avrebbe evitato così qualsiasi tipo di scandalo proprio per evitare di compromettere la sua carriera. La sua riservatezza pare fosse dovuto principalmente a questo, ovvero evitare che la sua carriera potesse avere qualche ripercussione. Avrebbe così evitato qualsiasi tipo di dichiarazione pubblica sull’argomento. Insomma, sulla vita privata della nota annunciatrice non abbiamo avuto piu notizie e non sappiamo se ha avuto altri amori.

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Vita privata

Era nata l’11 gennaio 1929 a Casapulla ed è morta a Roma il 21 agosto 2021. E’ stata l’annunciatrice televisiva italiana, attiva per la Rai dal 1953 fino al 1993. Sin da piccola si trasferì a Mazzarino e poi a Lavello, la città dalla quale il padre, che era un noto compositore, diresse la banda sinfonica. Poi nel 1937 si trasferì a Roma dove ebbe tutto inizio.

Nicoletta Orsomando è apparsa nelle case dei pochi italiani privilegiati che possedevano un televisore il 22 1953 per presentare, in via sperimentale, un documentario dell’Enciclopedia Britannica. In seguito ha condotto «Cineselezione», alcune puntate di «L’amico degli animali» c per un certo periodo «.Sette giorni al parlamento».

È stata l’annunciatrice della RAI per antonomasia, la personificazione della «signorina buonasera». Il volto sereno, il sorriso imperturbabile, la dizione perfetta, l’eleganza discreta hanno conquistato la platea dei telespettatori. Nel corso degli anni, ha condotto anche qualche rubrica di intrattenimento c ha partecipato come ospite a numerosi programmi.
Per 40 anni (è andata in pensione il 20 novembre 1993) è rimasta fedele al suo ruolo; per scelta e soprattutto per costrizione. Si racconta che il direttore Willy De Luca non labbia promossa di grado c ad altri incarichi perché «priva di santi in paradiso». Ma Achille Campanile di lei ha scritto l’epigrafe perfetta: «A dir le sue virtù, basta un sorriso… Quello della Orso- mando appartiene al genere arguto e birichino».

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Era nata a Casapulla, comune della provincia di Caserta, si era trasferita da piccola a Mazzarino poi a Lavello, città della quale il padre Giovanni, noto compositore, diresse la banda sinfonica; successivamente la famiglia si trasferì a Littoria (l’attuale Latina) e infine, nel 1937, a Roma.

All’inizio del nuovo secolo, la Rai ha mandato in pensione le «signorine buonasera». A parte il periodo doro delle origini (quando molti spettatori erano convinti che l’an- nunciatricc si rivolgesse a loro e solo a loro, suscitando pulsioni e infinite proposte di matrimonio), a parte la notorietà, non dev’essere stato un lavoro di grande soddisfazione. Il lamento delle annunciatrici è stata una mesta ricorrenza di vecchia data, fin dai tempi di Fulvia Colombo che aveva sempre l’aria di annunciare una disgrazia. La Orso- mando no, in pubblico non si è mai lamentata. Il grande Achille Campanile le aveva circonfuse di incantevole hu mour: annunciatrici, «ragazze che hanno l’abilità di farsi la fama di serie, col sorridere a tutti». Facili prede della papera e della satira, le «signorine buonasera» hanno svolto un compito importante: erano l’incarnazione dell’azienda, un volto amico e rasserenante, un ospite fisso della famiglia. Quando annunciavano una diretta avevano la premura di farci intendere, ontologicamente, che la diretta apparteneva solo alla tv e non alla vita, come succede oggi. Di loro, aveva capito tutto Angelo Guglielmi che, per Rai3, nel 1979 decise di usarle in bianco e nero e tra virgolette. Come si fa con le citazioni.

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La Orsomando ha partecipato, nel ruolo di sé stessa, anche ad alcuni film: Piccola posta, per la regia di Steno, che vedeva come protagonisti Alberto Sordi e Franca Valeri, Totò lascia o raddoppia? di Camillo Mastrocinque, Parenti serpenti di Mario Monicelli, mentre era intenta ad annunciare «Fantastico». Nella prima puntata di «Onda libera» di Roberto Benigni (1976) la Orsomando venne interrotta da un’irriverente pernacchia e all’immagine sconcertata della «signorina buonasera» si sovrappone quella di Cioni che, accompagnandosi con la chitarra, canta la «Marcia degli incazzati». Nel 2008 ha presentato lo show «Viva Radio2 Minuti», condotto da Fiorello, che nei promo della trasmissione l’aveva scherzosamente imitata e che ne farà fare la parodia anche da altri famosi personaggi nelle intro delle successive puntate (tra gli altri Jovanotti, Christian De Sica, Laura Pausini, Simona Ventura, Biagio Antonacci). Più che annunci, quelli di Nicoletta Orsomando erano una liturgia, una promessa di felicità, come i titoli di testa di un buon film.


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