Sabrina Salerno e i rapporti intimi col figlio: “Malati!” e partono le denuncie

La showgirl è furiosa: sul social  è comparso un profilo falso in cui si allude ad “affari” tra lei e suo figlio Luca Maria. «Frasi irripetibili», si è sfogata, «oltre la depravazione. I colpevoli devono pagare». «Mi propongo come icona della procacità, certe cose le metto in conto. Però c’è un limite: furto d’identità, utilizzo di immagine di minore con un testo che si commenta da solo. Bastai». Oggi si parla tanto anche di TìkTok: «Mio figlio mi ha rassicurato, lo odia, si è iscritto a un gruppo di boicottaggio»

Frasi irripetibili, riferite a me e mio figlio minorenne. Qui siamo oltre la depravazione. Stavolta! colpevoli devono pagarla». È una Sabrina Salerno furente a raccontare, mentre è attesa alla polizia postale di Treviso con il suo avvocato per sporgere denuncia, quanto successo domenica scorsa.

Non sapeva neppure dell’esistenza del social russo VK. Quello su cui è stato aperto un account falso con foto in cui appare abbracciata a Luca Maria, 16 anni, accompagnata da un post che allude a torbidi affair madre-figlio. «Provo il disgusto più assoluto». Sexy diva e mamma italiana, la showgirl, 52 anni, questa volta è decisa a fare sul serio. «Sono abituata alla cattiveria, all’ignoranza e alla stupidità, ma qui siamo andati ben oltre.

Furto d’identità, utilizzo di immagine di minore accompagnato da un testo che si commenta da solo. Adesso basta». Non è certo la prima volta che sui social appaiono falsi profili a nome Sabrina Salerno con rime boccaccesche o riferimenti piccanti. «Sono un personaggio pubblico, mi propongo come icona della procacità e della bellezza, certe cose le metto in conto. Però c’è un limite a tutto. Ho sempre cercato di preservare mio figlio dalla sovraesposizione.

Certe parole ti feriscono nell’intimo. Per questo è giusto denunciare, nella speranza che non finisca sempre tutto con un’archiviazione». La sua storia mediatica racconta più hacker che hater. Se le manifestazioni palesi di odio nei suoi confronti si calcolano sulle dita di una mano, i tentativi di contraffazione sono invece all’ordine del giorno. Colpa o merito di un account Instagram da oltre 750mila follower e un’intensa vita social.

A oggi sono state 6 le denunce depositate dalla showgirl per profili fake. Il caso più pesante lo scorso settembre, quando in suo nome è stata messa online una truffa ai danni dei fan. «Non ho neanche capito come sia potuto accadere: sono entrati nel mio profilo, lo hanno copiato integralmente e hanno messo foto nuove. Se tu ci caschi e vai dentro ti fanno fare un percorso dove, a un certo punto, è richiesto il numero di carta di credito.

Ribadisco ai fan che non devono aprire i file quando vengono contattati. Io non ho mai richiesto soldi e mai li richiederò. Diffidate delle numerose truffe». Infine, pochissimi giorni fa il nuovo Sabrina Salerno_original su VK che posta foto e frasi ambigue con Luca Maria. Suo figlio per fortuna si è fatto una gran risata e ha archiviato. «Sotto un certo profilo sono felice che certe cose gli scivolino addosso.

D’altro canto l’indifferenza degli adolescenti alla violenza del web un po’ mi spaventa. E oggi più che mai li vedo spaesati, costretti a una vita piena di limitazioni». Senza negare le ragioni dei protocolli sanitari, da genitore Sabrina Salerno riflette sull’emergenza psicològica che sta sempre più riguardando gli adolescenti in casa da un anno. «Luca Maria studia al liceo classico internazionale. Un anno di didattica a distanza è impossibile da gestire.

Avrei sperato in scelte diverse per la scuola». Già genitore in trincea contro il bullismo, Sabrina Salerno è una madre apprensiva e molto presente. «Recentemente ho voluto affrontare con lui il tema di TikTok dopo aver approfondito la notizia della blue wha-le challenge, che pare essere già stata responsabile della morte di 157 adolescenti in Russia. Ma Luca mi ha tranquillizzato. Lui odia TikTok e si è iscritto a un gruppo di boicottaggio. Sono felice che abbia già realizzato l’ambiguità di certi social e stia già sviluppando anticorpi propri».

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