Selvaggia Lucarelli, l’autore della testata è un maestro di box

Selvaggia Lucarelli può risultare simpatica o antipatica (è nella schiera di quei personaggi che polarizzano i sentimenti nei suoi confronti), ma sicuramente nulla può giustificare quello che le accaduto a Roma mentre, in qualità di giornalista, documentava l’ ennesima manifestazione contro il Green Pass.

Basta guardare il video (sono oltre venti minuti, è disponibile sul sito del quotidiano Domani) per capire che da parte sua non c’era alcuna provocazione, come qualche suo detrattore ha sostenuto. I giornalisti vanno per strada e pongono delle domande, è in quello consiste il loro lavoro.

Spesso rischiano, ma il pericolo, come per esempio abbiamo visto in passato con la famosa testata di uno dei membri del clan Spada di Ostia a un cronista della Rai, lo si mette in conto quando sai che l’interlocutore è un delinquente.

Non quando vai in una piazza dove i convenuti dicono di essersi radunati a difesa della democrazia, messa a rischio da una “dittatura sanitaria” che esiste solo nelle loro farneticazioni. In democrazia il dissenso è lecito, la libertà di manifestare è garantita dalle leggi, non esiste però il diritto di aggredire – verbalmente e non – una giornalista che sta svolgendo il proprio lavoro.

L’autore della testata contro la Lucarelli, un maestro di boxe, già noto alle cronache per aver violato la quarantena quando era positivo al Covid, ha nei giorni successivi all’accaduto chiesto scusa e dettosi pronto a pagare le conseguenze, anche sul piano giudiziario, della sua azione scellerata.

Ma chi ripagherà la Lucarelli di tutte le offese che le sono state rivolte, molte a sfondo sessuale, dai manifestanti? Lo Stato si è mostrato fin troppo benevolo verso queste persone che hanno una strana idea di libertà, compresa quella provocare danni e disagi ogni sabato. Quel giorno dell’aggressione di selvaggia c’era anche la piazza.

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