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Dal Genoa al Genoa è un pezzo fitto di episodi, personaggi, volti, delusioni ed emozioni, della recente storia granata. È, se vogliamo, anche un post-it che resta nella memoria a significare quanto le coincidenze che ci riserva il destino possano essere imprevedibili.

Perché è proprio in questa vigilia che i ricordi tornano come un’onda, e inevitabilmente riportano a quel pomeriggio di sette mesi fa: era il 16 luglio 2020, il Toro all’epoca allenato da Moreno Longo travolse tre a zero il Grifone guidato dalla panchina, guarda caso, proprio da Davide Nicola, l’uomo arrivato da un mese al Filadelfia da Vigone per riaccompagnare i granata il più velocemente possibile lontano dai bassifondi della classifica.

Non avrebbe granché senso né significato ripescare questa vecchia storia oggi, a poche ore da una sfida a così alta sensibilità per il cammino del Toro, se non fosse che quella ha rappresentato l’ultima vittoria dei granata all’Olimpico, nel giardino di casa.

E allora, sarà pure vero che il cerchio disegnato oggi da Nicola intorno alla sua nuova creatura abbraccia, e che plasticamente rappresenta alla fine di ogni partita riunendo in campo giocatori, staff e magazzinieri, «tutte le persone che amano il Toro, nel quale siamo tutti equidistanti, nessuno è al centro, nessuno è ai margini, ma uniti perché il Toro ha bisogno di tutti per raggiungere l’obiettivo».

Ma è altrettanto vero che è arrivato il momento di chiudere un altro cerchio, quello con questa storia recente, perché Nicola ha la necessità di imprimere il primo strappo della sua gestione dopo tre pareggi in rimonta. Dal Genoa al Genoa – appunto – per ritrovare la vittoria in casa, un sorriso in più e un pizzico di serenità lungo il percorso.

Non è solo una storia di incroci. Nel racconto entrano pure i volti dei protagonisti. Come quello del difensore brasiliano Gleison Bremer, riposto da Nicola al centro del progetto granata. Questo pomeriggio firmerà la sua cinquantesima presenze in Serie A, sempre vestendo il granata. Sarà un sabato da 50 special? Chiaramente è impossibile pronosticarlo, però se il passato conta pure qualcosa possiamo azzardare che Bremer potrebbe rappresentare una sorta di talismano quando il Toro deve sfidare il Grifone.

E qui torniamo ancora al 16 luglio di sette mesi fa, quando ad aprire le danze in quel pomeriggio dell’Olimpico ci pensò proprio un colpo di testa del brasiliano, spianando la strada verso il tre a zero. Bremer ha un rapporto curioso coi rossoblù, perché il 30 novembre 2019 a Marassi realizzò il suo primo gol nel nostro campionato (Genoa-Torino finì 0-1). In questa stagione ha già eguagliato il suo record di marcature (3) in un campionato, ed è andato a bersaglio anche sabato scorso a Bergamo in casa dell’Atalanta. Nicola oggi gli riconsegnerà i gradi di caporal maggiore sul centrosinistra della difesa.

L’orientamento filtrato dopo la rifinitura di ieri parla di una conferma in blocco dell’undici capace di risalire sette giorni fa dal tre a zero al tre a tre contro la squadra di Gasperini. Nicola dà fiducia, ma ai suoi ripete una regola chiave: «Dopo Bergamo non dobbiamo essere euforici: l’euforia non è un sentimento che mi piace, preferisco l’entusiasmo, la fiducia e la consapevolezza del lavoro che stiamo facendo e del nostro percorso per essere pronti a migliorare. Dobbiamo credere in questo, senza farci condizionare dalle emozioni e dai fattori esterni». A proposito di personaggi, manco a dirlo, spicca capitan Belotti: lui che al Genoa ha segnato 3 volte in Serie A, sempre all’Olimpico, portando puntualmente il Toro alla vittoria. È un altro cerchio che si completa, come quello che Nicola oggi vorrà chiudere.


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