Alessia Logli, 21 anni. La figlia di Antonio Logli e Roberta Ragusa si è trasferita a Milano per fare la modella


Non ho ucciso io Roberta, mia moglie. Non sono un mostro da prima pagina. La verità verrà fuori prima o poi». Dal carcere di Massa Carrara, dove sta scontando una pena di vent’anni, Antonio Logli continua a giurare d’essere innocente e la vittima di un clamoroso errore giudiziario.

Parole che a dieci anni dalla scomparsa di Roberta Ragusa (la notte tra il 13 e 14 gennaio del 2012, la stessa del naufragio della Concordia), una dolcissima mamma di 45 anni, continuano a essere in totale contrasto con la verità giudiziaria.

Logli, 59 anni, è stato condannato per omicidio dal tribunale di Pisa a 20 anni con il rito abbreviato e la sentenza è stata confermata in Appello a Firenze e in Cassazione. Le motivazioni della Suprema Corte non danno adito a interpretazioni: è stato un femminicidio.

Logli aveva avuto un violento litigio con la moglie dopo che lei l’aveva sorpreso in soffitta a parlare al telefono con l’amante, Sara Calzolaio, amica di Roberta e baby sitter dei suoi due figli, e l’aveva costretta a forza a salire sull’auto. Poi, l’omicida aveva portato la vittima in un altro luogo rimasto ignoto, «per sopprimerla con modalità anch’esse non potutesi accertare e farne sparire definitivamente, almeno sino ad ora, il corpo», scrivono i giudici.

Eppure, dieci anni dopo, c’è ancora chi crede nell’innocenza di quest’uomo dal carattere enigmatico, ai più antipatico, descritto come insensibile e cinico e ricorda che in istruttoria il giudice dell’udienza preliminare lo aveva prosciolto.

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