Elena Del Pozzo e il compleanno che non può festeggiare: l’omicidio un mese fa a Catania

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Il giorno del quinto compleanno di sua figlia Elena Del Pozzo, Martina Patti avrebbe compiuto 40 anni, se non fosse stato per il fatto che la vita di sua figlia è stata brutalmente interrotta. Tra un mese sarà passato un mese da quando la Patti ha ucciso sua figlia. In un campo vicino alla loro casa, ha usato un sacco nero per coprire la testa di Elena, poi l’ha colpita a morte con 11 coltellate. Solo una delle ferite è stata fatale.

Anche quando la bambina ha cercato di sfuggire al suo terribile destino, non si è fermata. Durante l’autopsia sono stati trovati segni visibili ed evidenti sui palmi delle mani, che suggeriscono una reazione di difesa.

Dopo averla condannata ad una lunga agonia, l’ha probabilmente seppellita ancora viva. Per poi raccontare la storia di un commando fatto di uomini con il volto coperto che le avrebbero rapito la bambina. Ma sciaguratamente era stata lei, e soltanto lei, a incappucciare sua figlia prima di ucciderla.

Oggi Elena non spegnerà nessuna candelina e non sentirà nessuno cantare “Buon compleanno”. Niente festa di compleanno, niente regali e niente canzone di compleanno. È un peccato che forse non sapremo mai il motivo per cui una madre ha dimenticato di essere madre in una sera di inizio estate. Forse non vorremo mai conoscere la risposta. Tuttavia, rimane una verità incontrovertibile: la morte non può distruggere la forza dei ricordi. Il cattivo, quindi, è sempre la persona che racconta la storia.

Il video che mostra Martina abbracciare Elena all’uscita dell’asilo è stato riprodotto all’infinito dai media. La storia di Elena ha sconvolto tutti il 13 giugno 2022, quando si è gettata tra le braccia di Martina. Tutti concordavano sul fatto che Martina fosse una donna compassionevole che aveva perso il suo istinto materno quando aveva commesso un brutale omicidio. La ragazza è stata descritta da tutti come normale. Tuttavia, che tipo di mostro avrebbe commesso un omicidio così efferato? Elena aveva l’aspetto di una bambina di cinque anni dalla natura spensierata ed energica, mentre correva con i capelli raccolti in una treccia disordinata e i riccioli che le incorniciavano il viso.

Ricorderemo sempre Elena accoccolata contro il braccio di Martina sul sedile del passeggero dell’automobile mentre tornavamo a casa, così come la sua richiesta di budino al cioccolato prima di morire. Non dimenticheremo che prima di morire ne chiese un po’ a sua madre. Non aveva idea che sarebbe stato l’ultimo. L’ultimo pasto di un detenuto. Possiamo solo immaginare cosa stesse pensando e provando mentre Martina la schiaffeggiava. L’ho fatta arrabbiare? Perché mia madre mi picchia? Come posso difendermi? Era indifesa e non aveva ancora compiuto cinque anni.




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