Olena Zelenska la moglie di Volodymyr Zelensky vive in un rifugio con i figli

Come il marito, anche lafirst lady non ha lasciato l’Ucraina, e dal luogo segreto dove combatte con le armi della solidarietà, lancia un appello: «Invito tutti gli italiani che posso farlo a ospitare i nostri bambini». E poi: «lo sono fortunata, non mi sono dovuta separare dai miei figli». «Mi manca cucinare, rimproverare mio marito che arriva tardi e intanto tutto si è raffreddato»

Le vittime più piccole e innocenti, i loro volti e le loro storie. Ne è piena, ogni giorno di più, la pagina instagram @olenazelenska_offi-cial, il megafono social da cui la first lady ucraina, dal primo giorno di guerra, urla al mondo la sua battaglia.

La moglie del presidente Volodymyr Zelensky, come lui, non ha lasciato l’Ucraina: «Mio marito è qui e io sto qui, è il mio compito e anche la mia vocazione. Poi tutti hanno il diritto di andarsene se non possono aiutare la resistenza, i civili non possono diventare scudi umani», racconta a La Repubblica dalla località segreta dove vive coi figli.

Lei, come il marito, combatte contro l’aggressione dei russi. Ma mentre Zelensky indossa maglietta militare e giubbotto antiproiettile, e chiede all’occidente di rifornire il suo esercito di armi e mezzi moderni per difendere le città ucraine dai missili di Putin, Glena non combatte con soldati e contraerea.

La sua arma principale è Convoy For Life, un’associazione che aiuta i bambini malati a raggiungere ospedali su tutto il territorio europeo, dove possono essere curati al meglio. «Tutti i nostri ospedali ora sono nei rifugi – spiega quando riesce a parlare con i media internazionali – ma in oncologia non si può sbagliare e questi bambini devono essere curati all’ estero. Salvando i nostri figli diamo un futuro all’Ucraina». Di cultura e infanzia si occupava anche prima della guerra.

Ma ora il suo impegno, grazie anche all’aiuto di altre first lady europee, è triplicato da quando è chiaro che nemmeno luoghi come ospedali, orfanotrofi, scuole sono risparmiate dalle bombe russe: «Avevamo una vita pacifica, sogni, progetti. Di colpo è stata stravolta, abbiamo imparato cosa è un rifugio antiaereo, cose che avevamo visto solo nei film. Viviamo aspettando un messaggio da amici e parenti con cui abbiamo perso contatti, vogliamo credere che siano vivi, che non rispondano solo perché manca l’elettricità».

Glena, una laurea in Architettura e un passato come produttrice e regista tv, si ritiene fortunata perché accanto a lei, nella località segreta che la ospita, ha i suoi due figli: «Oleksandra è grande, ha 17 anni, ma improvvisamente sembra diventata più adulta. Kyrylo ha 9 anni, pensa sempre alla vittoria, è eroico, costruisce piani e strategie. Parla sempre dei suoi amici, gli mancano molto. Sono fortunata a non essermi dovuta separare dai miei figli, non sarei sopravvissuta senza, sono loro che danno forza a me».

I due ragazzi sono nati dall’amore con Voldymyr Zelensky, l’attore diventato presidente e che ora è un eroe di resistenza per il loro popolo: «Ci conosciamo dall’infanzia – ha raccontato Glena – ma la nostra storia è iniziata quando avevamo 18 anni. Ora sogno la vecchiaia con mio marito, circondati da molti pronipoti.

Anche se questo è il periodo peggiore sono sicura che finirà. Mi manca una giornata normale, che ti alzi e vai al lavoro, stai nel traffico, discuti con i bambini di cosa fare alla sera. Mi manca fare un giro per i negozi o cucinare la cena, rimproverare il marito che torna tardi e intanto tutto si è raffreddato. Sento la mancanza di una vitanormale».

Ma la guerra infuria e l’influencer della resistenza, come è stata soprannominata la first lady, è angosciata dalle notizie che arrivano dalle città, fiorenti fino a poche settimana fa, ora ridotte a macerie: «Guardate cosa hanno fatto i russi a Mariupol, una città che era una florida realtà portuale come le vostre Livorno, Ravenna, La Spezia, guardate su Internet come era prima».

Lei, che si rifiuta di perdere le speranze di un nuovo futuro, è un esempio per tutte le ucraine. «Mia le nostre donne sono coraggiose, orale vedete in tutte le vostre città perché i milioni di profughi ucraini sono per lo più donne e bambini…

Quando la guerra finirà riporteremo tutti in Ucraina». Glena Zelenska, al Grl, ha lanciato anche un appello a tutti noi: « Invito tutti gli italiani e le istituzioni italiane, che possono farlo, a ospitare i nostri bambini: per offrirgli un riparo, trattamenti medici, riabilitazione». «I diritti dei bambini sono violati dall’invasore, che bombarda ospedali, scuole e condomini. Ne sono morti già 250».

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