Regina Elisabetta, in settant’anni di regno mai uno scandalo

In settant’anni di regno mai uno scandalo. Una persona specchiata, equilibrata. Queste le parole che a Londra rincorrevano nelle interviste ai sudditi inglesi, a quelli del Commonwealth e ai fan arrivati da tutto il mondo per celebrare i 70 anni di regno di The Queen. Una fortuna essere al di sopra delle parti per sua maestà la regina Elisabetta II: se non fosse stata così sarebbe stato duro per lei tener banco con una famiglia come la sua, tanto stizzita (tutti quelli beccati con le mani nella marmellata per qualche fatto hanno sempre negato, poi ammesso mezze verità, quindi confessato con tante scuse) quanto problematica.

D’altra parte il suo regno ha potuto essere reale proprio partendo da uno scandalo, quello di re Edoardo VIII, suo zio, che abdicò a favore del fratello divenuto re Giorgio VI, papà di Elisabetta, perché Edoardo (che mai ha avuto altre donne prima e dopo) si era innamorato di una dominatrix come Wally Simpson, americana, divorziata e con un passato a Shanghai più che movimentato. Da innamorata Elisabetta si sposò con Filippo, a voler guardare più nobile di lei, un po’ gelido tedesco, ma anche focoso greco, e focoso pare lo fosse con lei e i quattro figli della regina lo dimostrano, ma anche molto democratico nell’elargire le sue potenzialità, al punto che un giorno scoprirono che aveva un appartamento privato per certi incontri strategici (leggenda inventata dai tabloid?). Poi, quietato Filippo, sono arrivati i figli.

Prima Anna, oggi rigidissima benemerita dama, ma un tempo scatenata beatnik in minigonna, tornava a corte all’alba. Fu anche la prima a voler sposare un borghese, il capitano Mark Anthony Peter Phillips, a divorziare dopo due figli e risposarsi con il comandante Timothy Laurence. Carlo sembrava più tranquillo, ma poi si rifece sul fronte scandali quando tradì platealmente la moglie Lady Diana con Camilla, sposata a un suo amico personale (dagli amici mi guardi Iddio…) con due figli come lui, un’amante che lui non aveva mai lasciato (le faceva sapere «vorrei essere il tuo Tampax») e Lady D lo ricompensò, ricevendo ad Highgrove il suo amico James Hewitt quando Carlo non c’ era. E poi, sostenuta dal suocero Filippo che giudicava Carlo un folle per la sua fissazione con Camilla, con la separazione, il divorzio e l’intervista alla BBC dove svergognò Carlo mostrando a favore di camera l’occhio addolorato. Poi, purtroppo, è andata a finire come tutti tristemente sappiamo.

La regina, è noto, aveva un debole per il figlio Andrea, simpatico, bello, militare, eroe della guerra delle Falkland contro l’Argentina, molto, molto fortunato con le donne (qualcuno s’è preso la briga di fare i conti ed è arrivato a mille amanti) al punto da essere soprannominato dai tabloid inglesi Andy Randy, che più o meno tradotto significa Andrea il mandrillo, tanto da frequentare un’attrice come Koo Stark, considerata una regina del porno, anche se questa definizione era esagerata solo per l’epoca (erano gli anni Settanta e anche una ragazza senza slip era scandalo).

Andy poi ci rivelò anche foto scattate a sorpresa nudo mentre attraversava un fiume (pure Carlo ebbe l’imprudenza di cambiarsi la biancheria davanti a una finestra in Francia mostrando i gioielli della corona, mentre il figlio Harry lo fece in piscina a Las Vegas). Andrea doveva mettere la testa a posto e sposò Sarah Ferguson, figlia di un amico della regina. Un disastro di matrimonio sotto ogni punto di vista: alla BBC un’amica di Fergie raccontò che il principe Andrea “a letto è un disastro”, mentre un altro giornalista la incastrò mentre chiedeva soldi per entrare nelle grazie dell’ex marito. Vero? Falso? Spero falso.

Ma il peggio doveva ancora arrivare: l’accusa per Andrea di aver frequentato prostitute minorenni facendosele pagare dal suo amico americano miliardario e predatore seriale Jeffrey Epstein (che prestava soldi pure alla sua ex moglie Sarah e che poi si è suicidato, o è stato suicidato, in carcere). Andrea ha pure patteggiato, ma pare che la causa andrà avanti in America, non è chiaro. In ogni caso, la sua condotta è stata ritenuta ingiustificabile al punto da escluderlo per le cerimonie del Giubileo della regina per i 70 anni di regno.

Doveva partecipare solo alla messa di Saint Paul, ma è risultato provvidenzialmente positivo al Covid: la sfortuna aiuta gli audaci. Giusto il quarto figlio Edoardo e sua moglie Sophie non danno motivi di preoccupazione alla regina, un po’ tristanzuoli, ma molto per bene, sempre convivendo con l’etichetta detta in tv da un acido quanto piroettante commentatore della BBC che lo definì “fog”, oggi tradurremmo “liquido”. Ma la cosa non fece notizia ieri, figuriamoci oggi.

La regina è stata fortunata anche con William, dopo Carlo, l’erede al trono: con la sua Kate (che ha vinto anche una causa contro un giornale che l’aveva paparazzata in topless, anche se non si vedeva nulla), non ha mai dato grattacapi, ma ci ha pensato suo fratello Harry, che dopo le nozze con l’attrice afroamericana Meghan Markle ne ha combinate di ogni da quando ha girato le spalle a Palazzo per andare in America a comprare case milionarie e a firmare contratti, nonché ha rilasciare interviste a Oprah Winfrey in cui denunciavano, accusa gravissima, che alla corte c’era anche chi pronunciava frasi razziste. Un’accusa che, sapientemente, è stata raccolta dalla regina che avrebbe fatto luce, anche se non era necessario: la famiglia reale non è razzista.

Ora le cose con la famiglia vanno meglio, Harry e Meghan sono stati pure invitati per il giubileo dei 70 anni, ma il balcone reale se lo possono scordare per ora. Spero solo che i milioni guadagnati in Usa (non certo con il sudore della fronte) con le collaborazione tv cauterizzino l’offesa, se mai c’è stata, per il core ingrato dei reali. Concludendo: God save the Queen, Dio salvi la regina. Soprattutto dai parenti.

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