Sequestro di Esplosivi a Casal di Principe: il Mercato Illegale dei Botti per Capodanno
Un recente sequestro a Casal di Principe ha messo in luce l’attività fiorente del mercato illegale dei botti, pronto a soddisfare la domanda di esplosivi per le festività di Capodanno. Gli investigatori hanno scoperto un’operazione ben organizzata, denunciando un grave rischio per la sicurezza pubblica.
I Dettagli del Sequestro: Un Pericolo Incombente
Nel corso di un’operazione condotta dai Carabinieri di Qualiano, sono stati confiscati ben 65 kg di esplosivo, suddivisi in 1.213 ordigni non convenzionali. Tra i botti più gettonati, identificati grazie ai loro nomi commerciali, figurano prodotti come “Cipolle”, “Min tkunder”, “Lupo”, “Rambo”, “Cobra” e “Diabolik”. Questo sequestro avviene in un periodo in cui ci si avvicina al Capodanno 2024/2025 e il mercato illegale si sta già attivando per rispondere alla domanda di esplosivi.
La raffinata operazione di contrabbando è stata interrotta grazie a indagini preliminari condotte dai Carabinieri, i quali, avvalendosi di indicazioni locali, hanno deciso di ispezionare l’abitazione di un giovane di 18 anni, incensurato, residente nella zona. Il materiale esplodente rinvenuto avrebbe potuto causare danni ingenti, specialmente considerando la densità abitativa della zona.
Il Rischio per la Sicurezza Pubblica e le Implicazioni Legali
L’intervento del Nucleo artificieri dei Carabinieri di Napoli è risultato fondamentale per garantire la sicurezza durante le operazioni di sequestro. Gli artificieri hanno lavorato instancabilmente per mettere in sicurezza l’area, proteggendo i residenti, molti dei quali ignari del pericolo a cui erano esposti, compresi bambini che giocavano nelle vicinanze.
- Tipo di esplosivo sequestrato: ordigni non convenzionali
- Quantità totale: 65 kg di esplosivo
- Numero di pezzi: 1.213
- Rischi potenziali: alta pericolosità per la sicurezza pubblica
Il giovane coinvolto è stato arrestato e dovrà rispondere di detenzione illegale di materiale esplodente. Il rischio che un caso come questo possa ripetersi è concreto, considerando le parole che già circolano tra i giovani rispetto a determinate tipologie di botti, come la “bomba Lukaku” o la “bomba Neres”. Si tratta di invenzioni pericolose che si pongono come un brutto scherzo al quale si affida l’incolumità di molti.
In passato, episodi simili sono stati documentati e tali situazioni, sebbene frequentemente marginalizzate, evidenziano l’esigenza di un maggiore controllo e una campagna di sensibilizzazione rivolta soprattutto ai più giovani, per far loro comprendere i rischi associati all’uso e alla cessione di materiale esplodente.
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