Ha chiuso il fidanzato in valigia soffocandolo, ha cambiato 8 avvocati: “Giocavamo a nascondino, non mi credono”



Sarah Boone, 46 anni, è accusata di aver ucciso il suo compagno Jorge Torres Jr. nella loro casa in Florida nel 2020. La donna ha avuto continui dissapori con gli avvocati che l’hanno rappresentata, cambiando già otto legali. Boone sostiene che si è trattato di un incidente durante una partita a nascondino.



La storia di Sarah Boone è diventata un caso giudiziario complesso e travagliato. La 46enne della Florida è accusata di aver ucciso il suo compagno, Jorge Torres Jr., chiudendolo in una valigia e lasciandolo morire soffocato. La vicenda, avvenuta nel febbraio 2020, ha visto Boone cambiare numerosi avvocati, sostenendo che nessuno di loro crede nella sua versione dei fatti.

Boone è accusata di omicidio di secondo grado per la morte di Jorge Torres. La donna ha affermato fin dall’inizio che l’episodio è stato un tragico incidente avvenuto durante un gioco di nascondino, mentre entrambi erano sotto l’effetto dell’alcol. Secondo la sua versione, avrebbe chiuso Torres nella valigia e poi si sarebbe addormentata, trovandolo morto al risveglio.

La polizia ha arrestato Boone dopo aver trovato un video sul suo telefono che mostrava la valigia con Torres all’interno, mentre implorava disperatamente aiuto dicendo “Non riesco a respirare”. Nel video, si sente Boone rispondere in modo freddo e distaccato: “Per tutto quello che mi hai fatto tu! Stupido. Dipende da te. È quello che sento quando mi tradisci”. Questo filmato ha fornito prove schiaccianti contro di lei, contraddicendo la sua versione dei fatti e portando all’accusa formale di omicidio.

Conflitti con gli avvocati

Da quando è iniziato il processo, Sarah Boone ha avuto conflitti con tutti gli avvocati che hanno tentato di rappresentarla. Gli avvocati si sono ritirati uno dopo l’altro, citando “differenze inconciliabili”. L’ultimo legale ha rinunciato dopo che Boone ha inviato una lettera di 58 pagine al giudice lamentandosi della sua rappresentanza. Questa continua ricerca di un nuovo avvocato ha portato a numerosi rinvii del processo.

Nonostante i numerosi rinvii, il giudice ha fissato l’inizio del processo per ottobre prossimo. La donna dovrà trovare un nono avvocato che possa rappresentarla adeguatamente in tribunale. La sua continua affermazione di essere stata fraintesa e maltrattata dai suoi legali precedenti solleva dubbi sulla possibilità di trovare una rappresentanza legale che possa soddisfarla.

Il caso di Sarah Boone è emblematico delle complessità e delle difficoltà che possono sorgere in un processo legale. L’accusa di omicidio di secondo grado, il video incriminante e i continui cambi di avvocati hanno trasformato questa vicenda in un dramma giudiziario. Mentre il processo si avvicina, rimane da vedere se Boone riuscirà a trovare una difesa che possa rappresentarla efficacemente in tribunale e affrontare le gravi accuse che le sono state mosse.



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