Rapina a mano armata a Monte Sacro: marito e moglie attaccati da una gang di malviventi. Arrestato un 28enne bosniaco



Un forte rumore di vetri infranti, urla disperate, sei persone incappucciate che scappano nel cortile, sangue ovunque. Continua la lunga scia di rapine nella Capitale ma questa volta è stato un vero e proprio massacro ai danni dei proprietari, marito e moglie 50enni, che erano in casa. È successo l’altro ieri sera, poco dopo le 21, in zona Montesacro. Una banda di rapinatori ha fatto irruzione in un appartamento posto al piano terra di via Domenico Comparetti, entrando dal cortile dove affacciano altre palazzine della stessa via. Hanno forzato l’inferriata e rotto una finestra. Prima hanno colpito la donna alla testa con lo stesso arnese utilizzato per forzare l’ingresso, poi hanno picchiato il marito e sono fuggiti. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato Fidene, insieme alla squadra Mobile che ora indaga sul caso e alla polizia Scientifica. Mentre la donna, ferita in modo grave alla testa (30 i giorni di prognosi), è stata portata in codice rosso al policlinico Umberto I. Dei rapinatori ne è stato arrestato soltanto uno, Satomi Hadzovic, 28enne di origini bosniache ma nato a Roma, rintracciato grazie alla descrizione dell’auto fatta da alcuni testimoni in via Tor de’ Schiavi. Processato ieri mattina in direttissima si trova ora agli arresti domiciliari.



Lo shock dei vicini

«Abbiamo sentito le urla di una donna, era disperata, pensavamo a un episodio di maltrattamenti», raccontano i vicini che subito si sono affacciati dai balconi e hanno visto «scappare i rapinatori, almeno sei, in più direzioni, dopo aver scavalcato la rete alta quasi due metri (quella che separa le porte finestra dell’appartamento dal resto del cortile, ndr) come fossero dei gatti». Diverse le persone che si sono precipitate ad aiutare la coppia: «C’era sangue ovunque, lei aveva la testa spaccata ed era stesa per terra, il marito dolorante, lo avevano riempito di pugni». Poi le tante chiamate al 112. «L’ambulanza è arrivata dopo 20 minuti», racconta una vicina infuriata, «eravamo tutti sotto choc, avevamo paura non ce la facesse, aveva perso troppo sangue». Dopo l’arrivo del 118, anche quello della polizia. «Sono un operaio, in casa non ho nulla. Vi prego fatemi andare da mia moglie», continuava a ripetere il marito della donna agli agenti. L’uomo era talmente sotto choc per l’agguato subito all’ora di cena e con le luci di casa ancora accese, che non è riuscito a dare una descrizione dei banditi. Agli inquirenti ha soltanto detto che indossavano il cappuccio e una mascherina nera che gli copriva il viso.

La cattura del sospetto

Grazie a un testimone che ha visto i malviventi salire su un’auto qualche centinaio di metri dopo la palazzina della rapina, è partita la caccia alla macchina, intercettata da una pattuglia in via Tor de’ Schiavi. L’uomo alla guida – il 28enne che è stato arrestato – era già noto alla polizia perché coinvolto in altre indagini per rapine in abitazione in Abruzzo. A sua volta ha riconosciuto le forze dell’ordine, anche se in borghese, e ha accelerato. Dopo un breve inseguimento la macchina si è fermata e i malviventi sono scappati a piedi. Nell’auto una coppia di orecchini riconosciuti poi dalla legittima proprietaria alla quale erano entrati poco prima i ladri in casa mentre lei era fuori.

Conclusione

La serie di rapine a Roma continua a seminare paura e insicurezza tra i cittadini. L’aggressione avvenuta a Montesacro è un chiaro esempio della violenza con cui agiscono questi criminali. Le autorità sono al lavoro per identificare e catturare tutti i membri della banda responsabile. La comunità è sotto shock, ma le forze dell’ordine sono determinate a ristabilire la sicurezza nel quartiere e in tutta la Capitale.



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