Vincenzo Soprano, ex AD di Trenitalia, si costituisce in seguito alla sentenza della Cassazione sulla Strage di Viareggio



Vincenzo Soprano, ex dirigente Trenitalia, inizia la pena detentiva per la tragedia di Viareggio

In seguito all’ultima decisione della Cassazione, Vincenzo Soprano, già amministratore delegato di Trenitalia, ha iniziato a scontare la sua pena di 4 anni e due mesi negli spazi carcerari di Rebibbia, a Roma in relazione al caso della tragedia di Viareggio. “È una persona di grande fede e sono persuaso che questo aspetto potrà fornirgli un sostegno”, ha dichiarato il suo legale.



Soprano si sottopone alla detenzione al carcere di Rebibbia

Vincenzo Soprano ha volontariamente iniziato a scontare la sua pena presso la struttura penitenziaria di Rebibbia a Roma, in seguito alla verdict della Cassazione che ha sancito in modo definitivo la sua condanna nell’ambito del procedimento sulla tragedia di Viareggio.

Il commento del suo legale, l’avvocato Alberto Mittone

Secondo il suo legale, Alberto Mittone, “non risulta proporzionato che una persona debba scontare una decorrenza carceraria di 15 anni per una colpa non dolosa”. Ha poi confermato che Soprano è già a Rebibbia da qualche ora, accompagnato da un collaboratore del suo studio.

Vincenzo Soprano e la tragedia di Viareggio

Soprano, classe 1957, è stato condannato ieri per la tragedia di Viareggio avvenuta il 29 giugno 2009, che causò la morte di 32 persone, compresi 3 piccoli bambini, a seguito del deragliamento e dell’esplosione di un treno carico di Gpl. Per ottenere l’alternativa alla carcerazione, la pena dovrebbe essere inferiore ai 4 anni. Soprano è risultato essere l’unico ad aver ricevuto una condanna superiore a questa soglia.

Le prospettive per gli altri imputati

Gli altri coimputati, nelle medesime condizioni, tra cui anche Mauro Moretti, già ad delle Ferrovie, potranno avanzare domanda per un nuovo processo per la rideterminazione delle loro pene, tutte superiori ai 4 anni. Al momento, Soprano è l’unico imputato rinchiuso in carcere per la tragedia di Viareggio. “I giudici conoscono bene il sistema – osserva l’avvocato – e sanno che quei due mesi in più fanno la differenza. Tuttavia, ci sarebbero molte osservazioni da fare su questo processo. Ad esempio, resta impressionante che durante le udienze tutto ciò sia accaduto”.

Parole dell’avvocato sulla delicatezza della situazione e sullo stato d’animo di Soprano

Secondo il legale, Soprano “ha nel cuore soprattutto la sua famiglia, è molto devoto e ne sono convincente che questa sua caratteristica lo aiuterà in qualche modo”. Ha infine aggiunto: “Da mesi gli dicevo che, in caso di rigetto del nostro ricorso da parte della Cassazione, avrebbe dovuto scontare la pena in carcere. Dunque, era preparato, come del resto anche la sua famiglia. Tenete presente che questa è la seconda volta che si tratta in Cassazione. E anche l’ultima volta la famiglia ha vissuto la stessa angoscia”.



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