Un episodio sconvolgente ha scosso la comunità di Cosenza, dove una coppia, Rosa Vespa (51 anni) e Acqua Moses (43 anni), è stata arrestata dopo il rapimento di una neonata. La donna, che per nove mesi aveva fatto credere di essere incinta, ha ingannato tutti, inclusi i vicini di casa, che non avevano alcun sospetto sulla sua finta gravidanza.
Secondo quanto riportato dai vicini, Rosa aveva indossato abiti larghi per nascondere l’assenza di una pancia evidente. “Non avevamo motivo di dubitare”, ha dichiarato un residente. “Era sempre molto indipendente e non aveva mai chiesto l’aiuto di familiari per le visite mediche. Tutti eravamo felici per lei quando aveva annunciato la gravidanza”. La donna aveva mostrato anche ecografie e altre prove della gravidanza, e nessuno aveva fatto domande, ritenendo tutto normale.
Il 8 gennaio, Rosa aveva annunciato di aver dato alla luce un bambino. Tuttavia, a partire da quel momento, sono iniziate le incongruenze. La donna aveva impedito a parenti e amici di andare a trovarla in ospedale, spiegando che l’ingresso era vietato a causa di un possibile caso di Covid. Pochi giorni dopo, seppur senza il bambino, Rosa aveva spiegato che il piccolo era stato trattenuto per accertamenti. Nonostante questo, aveva organizzato una festa con bomboniere, dolci e addobbi, annunciando che avrebbe preso il bambino in clinica. Ma quello che doveva essere un lieto evento si è trasformato in un incubo.
Il 13 gennaio, mentre la coppia celebrava l’arrivo del bambino, i poliziotti sono intervenuti, dopo aver ricevuto l’allarme dalla clinica. L’indagine, avviata grazie alla visione delle telecamere di sorveglianza, ha portato alla scoperta che il bambino rapito da Rosa e Acqua non era in realtà figlio loro, ma una neonata sottratta alla madre in ospedale. Gli agenti hanno arrestato i due coniugi, mentre i parenti della coppia sono rimasti sorpresi e sconvolti dall’arresto.
La dinamica del rapimento è ancora sotto inchiesta, e la polizia sta cercando di capire se Rosa Vespa abbia agito da sola o con l’aiuto di complici, incluso il marito. Il questore di Cosenza, Giuseppe Cannizzaro, ha dichiarato che Rosa avrebbe “costruito una vita artificiale” per colmare un vuoto, forse dovuto al fatto che non potesse avere figli.
Intanto, la madre della piccola Sofia, la neonata rapita, ha espresso la sua indignazione, chiedendo che i responsabili rimangano in carcere. “Promettimi che non li vedrò mai più davanti”, ha detto, rivolgendo queste parole alla poliziotta che ha contribuito all’indagine. La madre e la bambina, ora sane e salve, sono state trasferite in ospedale e saranno dimesse il 23 gennaio.
Questo inquietante caso ha scosso la città e ha sollevato interrogativi su come una persona possa ingannare l’intero vicinato per così tanto tempo senza destare sospetti.
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