​​


Mattarella bersaglio di offese nelle chat: la sinistra radicale si scatena contro il Presidente



Recentemente, nelle chat di un gruppo di attiviste femministe, sono emerse affermazioni provocatorie e offensive nei confronti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Tra i messaggi più controversi spicca quello di Karem Rohana, noto come “Karem from Haifa”, un logopedista palestinese con doppio passaporto italiano e israeliano, che vive a Firenze. Rohana ha definito Mattarella un “fascista bastardo vero” in risposta a un suo intervento pubblico, scatenando una serie di reazioni tra le attiviste.



Carlotta Vagnoli, una delle figure di spicco nel gruppo, ha commentato: “Ormai è il circo. Spero sia demenza senile”. Le conversazioni tra le attiviste rivelano anche insulti diretti verso altre personalità pubbliche, come Murgia e Sala, con frasi come “Quella latrina della Sala” e riferimenti a modalità di giustizia non convenzionali.

L’attivista Karem Rohana, che ha guadagnato popolarità come influencer pro-Palestina con un seguito di 270.000 follower, è stato invitato a partecipare a Pulp Podcast, dove ha discusso di temi legati alla Palestina e a Israele. Durante l’episodio, Rohana ha mostrato una certa difficoltà a confrontarsi con Francesco Giubilei, il quale ha opinioni diverse sulle questioni geopolitiche. Infatti, Rohana si è rifiutato di interagire con Giubilei, preferendo restare all’esterno mentre il suo interlocutore esponeva le proprie idee.

In questo contesto, Rohana ha lamentato la scarsa rappresentanza dei pro-Palestina nei dibattiti pubblici, affermando: “E quando veniamo invitati ci deve sempre essere questo contraddittorio…”, suggerendo che preferirebbe essere invitato senza la presenza di voci contrarie. Inoltre, ha descritto Hamas come un “movimento di resistenza palestinese” che ha usato “anche” tecniche terroristiche, minimizzando così l’interpretazione comune degli eventi del 7 ottobre.

Durante il dibattito, Giubilei ha sostenuto che i soldati dell’IDF che hanno commesso crimini dovrebbero essere processati. Rohana, tuttavia, si è lamentato di come questa giustizia non venga attuata, mostrando una certa confusione riguardo al potere di Giubilei di influenzare le decisioni legali. In un altro momento, Rohana ha etichettato come fascisti i suoi interlocutori, suggerendo che non dovrebbero essere invitati a eventi di discussione.

Il conduttore Fedez e Marra hanno cercato di mantenere un dialogo civile e aperto, sottolineando l’importanza della libertà di parola. Tuttavia, Rohana ha espresso la sua opinione secondo cui non tutti dovrebbero avere diritto di parola, specialmente coloro che non condividono le sue posizioni. Ha proposto di rivedere la politica del podcast, suggerendo che organizzare dibattiti con punti di vista opposti non fosse produttivo.

Il clima di tensione e le affermazioni di Rohana hanno destato preoccupazione, non solo per il linguaggio usato ma anche per le implicazioni più ampie sulla libertà di espressione e sul dialogo democratico. Le sue dichiarazioni hanno suscitato un acceso dibattito su come le idee e le opinioni vengano espresse e ricevute nella società contemporanea, in particolare riguardo a temi così delicati come il conflitto israelo-palestinese.



Add comment