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Ucraina, mentre Trump e Putin trovavano un accordo segreto, Tajani si dava da fare per appoggiare di espropriare i beni congelati della Russia in Europa



Nel contesto di un possibile accordo tra Vladimir Putin e Donald Trump, il vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha rilasciato dichiarazioni significative riguardo all’utilizzo dei beni russi congelati, durante il suo arrivo al Consiglio Affari esteri a Bruxelles. Tajani ha espresso la posizione dell’Italia, affermando che il governo è favorevole a utilizzare i beni congelati per sostenere l’Ucraina. Tuttavia, ha evidenziato la necessità di definire una solida base giuridica che consenta tale azione.



L’importante è trovare una soluzione sull’utilizzo dei beni russi congelati. Noi siamo favorevoli all’utilizzo di questi beni per sostenere l’Ucraina, però bisogna individuare la base giuridica che permetta di fare questa scelta”, ha dichiarato Tajani. Il ministro ha chiarito che la questione non è politica, ma strettamente giuridica, e ha sottolineato l’importanza di garantire anche la stabilità dell’Eurozona. “Bisogna vedere come si può fare e come garantire anche la stabilità dell’Eurozona. Questi sono i punti chiave che dobbiamo essere in grado di risolvere”, ha aggiunto.

Tajani ha insistito sul fatto che gli esperti giuridici e i giuristi dovranno condurre un’analisi approfondita in collaborazione con la Banca centrale europea, per valutare le implicazioni legali di un simile intervento. “Devono valutare i giuristi, i giuraconsulti che devono fare un’analisi approfondita insieme alla Banca centrale europea. Politicamente siamo favorevoli, ma serve la base giuridica”, ha spiegato Tajani.

La cautela espressa dal Ministro degli Esteri è motivata dalla necessità di evitare errori in un contesto così delicato. “Non si possono commettere errori quando si fanno azioni di questo tipo, altrimenti rischiano di essere boomerang, quindi dobbiamo evitare assolutamente che sia boomerang”, ha avvertito. Tajani ha ribadito l’impegno dell’Italia nel sostenere l’Ucraina, facendo riferimento a un nuovo pacchetto di aiuti che il governo italiano è pronto a mettere in atto.

Queste dichiarazioni arrivano in un momento cruciale, in cui la comunità internazionale sta cercando modi per supportare l’Ucraina in un periodo di crescente tensione geopolitica. L’uso dei beni congelati rappresenta una questione complessa, sia dal punto di vista legale che politico, e richiede un’attenta considerazione da parte delle autorità europee.

L’idea di utilizzare beni congelati come strumento di sostegno all’Ucraina non è nuova, ma la sua attuazione richiede un coordinamento tra diversi attori internazionali. La posizione di Tajani riflette una crescente volontà da parte dell’Unione Europea di adottare misure più incisive contro la Russia, in risposta alle sue azioni in Ucraina.

Inoltre, il dibattito sull’uso dei beni congelati si inserisce in un contesto più ampio di sanzioni economiche imposte alla Russia. Queste sanzioni sono state adottate in risposta all’invasione dell’Ucraina e mirano a esercitare pressione sul governo russo, limitando le sue capacità economiche e militari. Tuttavia, l’efficacia di tali misure dipende anche dalla capacità degli Stati membri di trovare soluzioni praticabili e legali.

Il governo italiano, attraverso le parole di Tajani, si mostra determinato a contribuire attivamente a questa causa. La questione della base giuridica, tuttavia, rimane centrale. È fondamentale che ogni passo intrapreso sia supportato da un adeguato fondamento legale per evitare conseguenze indesiderate.



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