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Armi all’Ucraina, il deputato lascia la Lega e passa con Vannacci: pioggia di insulti per aver detto no allo spreco di miliardi



Il Capogruppo della Lega, Molinari, ha dichiarato che il mio emendamento al Decreto Legge Ucraina, volto ad interrompere gli invii di forniture militari a favore dell’esercito di Zelensky, non rappresenta, in alcun modo, la linea ufficiale del partito.



Inoltre, l’ex Ministro del Turismo della Lega, Massimo Garavaglia, ha affermato che, presentando un emendamento con tale contenuto, mi sarei “autoescluso” dal partito, ipotizzando, addirittura, un periodo di espiazione da tale “grave peccato” da scontare “sui ceci”.

In questo contesto, il Segretario del partito, Salvini, non ha espresso alcuna obiezione, dimostrando, ancora una volta, che la sua presunta contrarietà all’invio di armamenti a Kiev sia una mera messinscena, motivata esclusivamente da un calcolo elettorale. Tuttavia, gli italiani non sono facilmente ingannabili.

Purtroppo, negli ultimi tempi ho constatato l’assenza totale di una linea politica univoca. A volte vengono utilizzati i manifesti per promuovere un “Centrodestra liberale” morbido sulla sicurezza e aperto alla comunità LGBT, come auspicato da Zaia e Siri, altre volte si sfruttano i temi del Generale Roberto Vannacci per dare l’impressione di essere rigidi sulla sicurezza e conservatori sulla famiglia.

Il partito, con questo schema intercambiabile, assume sempre più le sembianze di un Giano Bifronte, perdendo credibilità in quanto diventa tutto e il contrario di tutto.

Io interpreto la politica come azione e servizio da garantire in una cornice di coerenza e verità, binomio che non vedo più presente nella Lega Salvini Premier.

Per questi motivi, sono costretto a dimettermi da un partito che continua a tradire la fiducia degli italiani e ad aderire a Futuro Nazionale, un progetto di Destra seria e vitale che non intende favorire il ritorno della Sinistra al governo del Generale Roberto Vannacci.



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