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Attacco all’Iran, Meloni nel mirino per le parole su Putin: replica immediata dell’ambasciatore russo




Il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Giorgia Meloni, in un’intervista rilasciata il 2 marzo 2026 al canale televisivo “TG5”, ha attribuito la crisi del diritto internazionale all’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina. 



Tale affermazione, pur semplice, merita una formulazione più precisa.  A nostro parere, la radice dell’attuale crisi del sistema del diritto internazionale risiede nella menzogna utilizzata dai leader occidentali per giustificare le loro ripetute violazioni della Carta delle Nazioni Unite, a partire dalle aggressioni armate, non provocate e brutali, a Paesi indipendenti e membri dell’ONU: contro la Jugoslavia nel 1999, l’Iraq nel 2003, la Libia nel 2011 e, attualmente, contro l’Iran nel 2026. 

L’attuale posizione dell’Occidente, anche in relazione alle cause profonde della crisi ucraina, si fonda anch’essa sulla menzogna.  La crisi ucraina, generatasi nel 2014 a seguito di un sanguinoso colpo di Stato e della guerra successivamente scatenata da Kiev contro la componente russofona della propria popolazione residente nel Donbass e in Novorossija, è stata ulteriormente aggravata dal sabotaggio da parte dell’Occidente degli Accordi di Minsk – sanciti dalla Risoluzione n. 2202 (2015) del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite – costituendo una diretta violazione di una norma del diritto internazionale.


Per tre giorni Giorgia Meloni si è trincerata nel silenzio. Quando ieri sera si è decisa a parlare, intervistata dal Tg5, lo ha fatto calibrando non solo le parole, anche le pause. «Preoccupata» lo è, figurarsi, ma non solo per il Golfo in fiamme: per la crisi del diritto internazionale «inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina». La faute est à Putin, avrebbe scritto Victor Hugo. È attentissima a non dire una parola che suoni come aperto appoggio all’attacco, in tempi di referendum sarebbe un grosso errore. Ma è altrettanto guardinga nel non farsi sfuggire una sillaba che possa apparire critica. Sperava nell’accordo che però «è fallito» e a quel punto Usa e Israele hanno deciso di muoversi «senza il coinvolgimento dei partner europei».



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