La notte di Capodanno, un tragico omicidio ha scosso le campagne di Malcontenta di Mira, in provincia di Venezia. Sergiu Tarna, un barman moldavo di 24 anni, è stato freddato con un colpo di pistola alla fronte. Le indagini inizialmente si erano concentrate su possibili motivi legati allo spaccio di droga e ai debiti, ma un nuovo filone ha preso piede dopo le dichiarazioni del presunto assassino, Riccardo Salvagno, un ex agente della Polizia locale di Venezia.
Durante l’interrogatorio di garanzia, Salvagno, 40 anni, ha rivelato che il movente dell’omicidio era legato alla paura che Tarna diffondesse un video compromettente, girato in un locale di lap dance. Secondo quanto riferito, il killer temeva per la sua carriera e aveva chiesto più volte alla vittima di cancellare il filmato. “Temeva infatti che Tarna diffondesse il video e anzi forse pensava che già qualcuno l’avesse visto,” ha spiegato Salvagno al giudice per le indagini preliminari, Claudia Ardita.
Salvagno, attualmente detenuto in un carcere diverso per motivi di sicurezza, ha negato di aver avuto l’intenzione di uccidere Tarna. “Volevamo spaventarlo, picchiarlo, ma lui è scappato e allora l’abbiamo bloccato. Poi è partito un colpo di pistola per sbaglio,” ha dichiarato, fornendo una versione degli eventi che ora dovrà essere verificata dagli inquirenti, tra cui il pubblico ministero Christian Del Turco e il procuratore capo reggente Stefano Ancilotto.
Le indagini continuano per identificare un possibile complice, un albanese che sarebbe fuggito subito dopo l’omicidio, probabilmente trasportato da Salvagno a Gorizia. Si sospetta che un amico di Salvagno sia scomparso proprio nel giorno dell’omicidio. Dopo aver lasciato il confine orientale, Salvagno è tornato a Verona e poi ha raggiunto Valencia, in Spagna, dove si è fermato per alcuni giorni. Il 5 gennaio è rientrato in Italia, dove è stato arrestato nei pressi della sua abitazione, a pochi passi dal luogo del delitto, grazie a un’operazione dei carabinieri che ha coinvolto droni.
Le tensioni tra Salvagno e Tarna erano evidenti. Il giorno di Natale, Salvagno aveva inviato un messaggio minaccioso a Tarna su Telegram, avvertendolo di stare attento: “La gente che ha fatto questo pagherà col sangue.” Le liti tra i due erano aumentate, culminando in un incontro nel quale si accusavano reciprocamente di menzogne. La notte del 30 dicembre, Salvagno e il suo complice avevano cercato Tarna in vari locali di Mestre, fino a trovarlo in un bar, dove lo hanno costretto a salire in auto.
Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha commentato l’episodio definendolo “allucinante” e ha espresso la speranza che il complice si costituisca. Ha anche dichiarato che il comune è disposto a supportare la famiglia della vittima nell’organizzazione del funerale.



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