Un’interrogazione presentata alla Commissione europea riporta al centro del confronto politico il decreto energia varato dal governo per contenere i costi delle bollette. A firmarla è l’eurodeputata del Partito democratico Annalisa Corrado, indicata nel testo come promotrice dell’iniziativa che contesta l’impianto di una delle misure previste dall’esecutivo. La richiesta, sostenuta anche da esponenti dei Verdi secondo quanto riportato, punta a ottenere chiarimenti su possibili profili di compatibilità con le regole europee, in particolare sul tema degli aiuti di Stato e sugli effetti ambientali.
Il punto principale riguarda il sistema Ets (Emission Trading System), il meccanismo europeo che attribuisce un costo alle emissioni di CO2 e che, secondo l’impostazione descritta, incide anche sui prezzi dell’energia e quindi sulle bollette. L’interrogazione contesta l’intervento previsto dal governo guidato da Giorgia Meloni, che mira a ridurre l’impatto di tale componente sul prezzo finale pagato da famiglie e imprese.
Nel provvedimento, come ricostruito, l’esecutivo avrebbe previsto di scorporare l’Ets dalle bollette, rimborsando ai produttori il costo collegato al sistema. L’obiettivo dichiarato dell’intervento è contenere i rincari, con una stima di risparmio quantificata in circa 5 miliardi complessivi tra famiglie e imprese. La misura, quindi, viene presentata come un’azione di sostegno al potere d’acquisto e alla competitività, in una fase in cui il costo dell’energia continua a essere considerato un fattore sensibile per il sistema economico.
Nell’interrogazione attribuita all’eurodeputata Pd, la misura viene invece descritta come un meccanismo che “di fatto sterilizza la componente di costo dell’Ets per le centrali elettriche a gas”. La critica riguarda l’effetto di “neutralizzazione” del segnale di prezzo legato al carbonio e i potenziali riflessi sugli obiettivi climatici e sul funzionamento del mercato interno. Nel testo citato si legge infatti: «Neutralizzando il segnale del prezzo del carbonio per la produzione di energia da fonti fossili, questa misura rischia di compromettere l’obiettivo di decarbonizzazione dell’Ets Ue e di distorcere la concorrenza nel mercato interno dell’elettricità». L’interrogazione chiede quindi alla Commissione «quali misure intende adottare per garantire il rispetto delle norme sull’allocazione delle risorse e salvaguardare l’integrità dell’Ets».
La posizione di Annalisa Corrado viene riassunta anche in un passaggio ulteriore: «Ne va della credibilità della politica climatica europea e di quella del nostro Paese». Il tema, dunque, viene posto sul doppio piano: la conformità alle norme Ue (in particolare la possibile qualificazione come “aiuto di Stato”) e l’impatto sull’architettura delle politiche climatiche fondate sull’Ets.
L’iniziativa ha immediatamente suscitato reazioni nel centrodestra. L’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, co-presidente di Ecr, ha criticato l’interrogazione con parole dure. In una dichiarazione riportata, ha affermato: «Ancora una volta il Partito democratico sceglie di stare contro l’Italia e contro il buon senso». Procaccini ha quindi contrapposto l’intervento del governo ai rilievi mossi a Bruxelles, aggiungendo: «Mentre famiglie e imprese combattono il caro energia e il governo si attiva per abbassare le bollette, il Pd fa un’interrogazione parlamentare a Bruxelles per attaccare il decreto Energia in quanto “costituirebbe un aiuto di Stato e comprometterebbe gli obiettivi di decarbonizzazione”. È un atteggiamento grave e incomprensibile». Nella stessa presa di posizione, Procaccini ha sostenuto che «invece di difendere l’interesse nazionale e sostenere chi produce e lavora, la sinistra tenta di ostacolare misure necessarie per dare respiro all’economia reale» e ha concluso: «Il Pd dimostra così di essere più interessato a fare battaglie ideologiche nei palazzi europei che ad aiutare concretamente l’Italia».
Anche l’eurodeputato di FdI Francesco Torselli è intervenuto sul caso, richiamando l’obiettivo del decreto e contestando la scelta di sollevare la questione davanti alla Commissione europea. Nelle sue parole: «il governo italiano lavora per alleggerire i costi per imprese e famiglie, ma il Pd presenta un’interrogazione alla Commissione Europea, sostenendo che il decreto Energia rappresenterebbe un aiuto di Stato». Torselli ha definito la linea del Pd una «posizione inaccettabile, che appare lontana dalle esigenze concrete dei cittadini e del sistema produttivo». Ha poi aggiunto: «In un momento così complesso, sarebbe necessario remare tutti nella stessa direzione, difendendo l’interesse nazionale e sostenendo chi ogni giorno tiene in piedi l’economia del Paese. Purtroppo, ancora una volta il Pd dimostra di privilegiare battaglie ideologiche nei palazzi europei, piuttosto che contribuire a trovare soluzioni concrete per sostenere famiglie, lavoratori e imprese italiane».



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